ILDEFONSO FALCONES.
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LA MANO DI FATIMA.
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Parte 1.
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Titolo originale: La mano de Ftima. 2009.
Traduzione di: Nanda Di Girolamo.
2009. Casa Editrice Longanesi, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
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L'AUTORE.
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ILDEFONSO FALCONES DE SIERRA,  nato a Barcellona nel 1958, dove vive con la moglie e i quattro figli e lavora come avvocato specializzato in Diritto civile.
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Il suo romanzo desordio, La cattedrale del mare, pubblicato nel 2006 dalla Editorial Grijalbo di Barcellona, vende 250.000 copie in appena due mesi. Uscito in Italia presso Longanesi, non  stato solo un successo sensazionale in tutto il mondo, ma nel 2007  stato anche, secondo tutte le classifiche, il romanzo desordio di maggiore successo in Italia, dove si  aggiudicato il Premio Boccaccio Sezione Internazionale. Dal romanzo  stata tratta la fortunata serie tv disponibile su Netflix.
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Nel 2009 pubblica il suo secondo romanzo con il titolo: La mano di Fatima del 2009, che nel 2010 ha vinto il premio Roma. Qui si mette in scena lo sterminio dei moriscos per mano dei cristiani nel Sud della Spagna del 16esimo secolo. Scrive quindi: La regina scalza nel 2013, romanzo ambientato a met Settecento tra Madrid e Siviglia, tra loppressione dei gitani e il fiorire della vita teatrale, e il poi seguito della Cattedrale del mare, dal titolo: Gli eredi della terra nel 2016. Successivamente, con: Il pittore di anime del 2019, si riconferma un maestro della narrativa storica raccontata con gli occhi degli umili e dalla parte degli oppressi.
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NEL NOME DI ALLAH. Infine combattemmo ogni giorno contro nemici, freddo, caldo, fame, scarsit di munizioni e di equipaggiamento dogni tipo, tra nuovi danni e morti continue, finch vedemmo i nemici popolo bellicoso, forte, armato ed esperto dei luoghi, appoggiato da turchi e barbareschi vinti, arresi, strappati alla loro terra, privati delle loro case e dei beni; catturati e incatenati uomini e donne; bimbi prigionieri venduti al mercato o portati ad abitare terre lontane dalla propria... Una vittoria incerta, e dagli accadimenti tanto pericolosi, che a volte si nutr il dubbio se fossimo noi o i nemici, quelli che Dio voleva punire.
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DIEGO HURTADO DE MENDOZA. Guerra di Granada, Libro Primo.
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1.
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Juviles, Alpujarras, regno di Granada Domenica, 12 dicembre 1568.
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Il rintocco della campana che richiamava alla messa delle dieci del mattino infranse la gelida atmosfera attorno al piccolo villaggio su uno dei contrafforti della Sierra Nevada. I suoi echi metallici si perdevano gi per i dirupi, quasi volessero schiantarsi contro le falde della Contraviesa, la catena montuosa che da sud chiude la fertile valle percorsa dai fiumi Guadalfeo, Adra e Andarax, con i loro affluenti che scendono dalle cime innevate. Oltre la Contraviesa, le terre delle Alpujarras si allungano fino al Mediterraneo. Sotto il timido sole invernale, duecento tra uomini, donne e bambini molti trascinando i piedi, quasi tutti in silenzio si diressero verso la chiesa e si riunirono alle sue porte.
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Ledificio, di pietra ocra e senza ornamenti, era costituito da un unico e semplice corpo rettangolare. Su uno dei lati sinnalzava la massiccia torre campanaria. La piazza l accanto si affacciava sulle intricate gole che dalla Sierra Nevada scendevano a valle. Dalla piazza, in direzione dei monti, si dipanavano stretti vicoli costeggiati da una moltitudine di case imbiancate a calce, a un piano o due, con porte e finestre molto piccole, tetti a terrazzo e comignoli tondi che culminavano in una sorta di fungo. Sopra i tetti, peperoni, fichi e uva essiccavano al sole. Le strade salivano sinuosamente i fianchi della montagna, e i tetti delle case pi basse raggiungevano le fondamenta di quelle superiori, quasi montassero le une sulle altre.
Sulla piazza, davanti alle porte della chiesa, un gruppo formato da ragazzini e da cristiani vecchi, alcuni dei venti che vivevano nel villaggio, osservava unanziana donna in cima a una scala appoggiata contro la facciata principale. La donna tremava e batteva i pochi denti che le rimanevano. I moriscos entrarono in chiesa senza distogliere lo sguardo dalla loro sorella nella fede, appollaiata lass sullultimo piolo dallalba, a patire il freddo dellinverno senza nemmeno una mantella. La campana suonava a festa, e uno dei ragazzini indic la donna, che tremava al suono dei rintocchi cercando di tenersi in equilibrio. Alcuni sghignazzi ruppero il silenzio. Strega! url qualcuno tra le risate.
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Un paio di pietrate centrarono la vecchia, mentre i piedi della scala erano presi di mira dagli sputi. Lo scampanio cess. I cristiani che ancora erano fuori si affrettarono a entrare in chiesa. A qualche passo dallaltare e di fronte ai fedeli, un omone bruno e con la pelle piuttosto scura stava in ginocchio, senza cappa n mantello. Aveva una corda al collo, le braccia a mo di croce e una candela accesa in ciascuna mano.
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Alcuni giorni prima quelluomo aveva consegnato la camicia della moglie malata alla vecchia della scala, perch la lavasse in una sorgente che si diceva avesse poteri curativi. In quella piccola fonte naturale, nascosta tra le rocce e la folta vegetazione della sierra, non si lavavano mai i panni. Don Martin, il prete del villaggio, aveva sorpreso la donna mentre sciacquava quellunica camicia e non aveva avuto dubbi. Si trattava di un sortilegio. Il castigo non aveva tardato ad arrivare: lanziana avrebbe dovuto trascorrere la domenica mattina in cima alla scala, esposta al pubblico ludibrio. Lingenuo morisco che aveva richiesto la stregoneria era stato condannato a fare penitenza e a seguire la messa in ginocchio. E cos si trovava ora, sotto gli occhi dei presenti.
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Appena entrati in chiesa gli uomini si separarono dalle mogli e queste, insieme alle figlie, andarono a occupare le file davanti. Il penitente inginocchiato aveva lo sguardo perso nel vuoto. Lo conoscevano tutti: era un bravuomo, badava alle sue terre e alle poche mucche che possedeva. Aveva solo voluto aiutare la moglie malata. Gli uomini si sistemarono ordinatamente dietro le donne. Quando tutti furono al proprio posto, salirono allaltare don Martin, il parroco, don Salvador, il beneficiato, e Andrs, il sacrestano. Don Martin, piuttosto in carne, colorito bianchiccio e guance rosate, con indosso una casula di seta ricamata in oro, si accomod su uno scranno di fronte ai fedeli. In piedi, a ciascun lato, si piazzarono il beneficiato e il sacrestano. Qualcuno chiuse le porte della chiesa, la corrente cess e le fiamme delle lampade smisero di tremolare. Allora il variopinto soffitto a cassettoni mudjar della chiesa brill, rivaleggiando con i sobri e tragici retablo dellaltare e delle pareti laterali.
Il sacrestano, un giovane alto vestito di nero, secco e di carnagione scura, come la grande maggioranza dei fedeli, apr un libro e si schiar la gola.
Francisco Alguacil, lesse. Presente. Dopo aver verificato da dove veniva la risposta, il sacrestano annot qualcosa sul libro. Jos Almer. Presente. Unaltra annotazione. Milagros Garcia, Maria Ambroz... Le chiamate ricevevano in risposta un presente che, quanto pi Andrs proseguiva nellappello, tanto pi suonava simile a un grugnito. Il sacrestano continu a controllare le facce e a prendere nota. Marcos Nunez. Presente.
Sei mancato alla messa di domenica scorsa, afferm il sacrestano.
Ero... L'uomo prov a spiegarsi, ma non gli venivano le parole. Termin la frase in arabo, mentre sventolava un documento.
Avvicinati, gli ordin Andrs. Marcos Nunez si fece strada tra i presenti fino ad arrivare ai piedi dellaltare.
Ero a Ugijar, si giustific, mentre consegnava il documento al sacrestano.
Andrs vi gett unocchiata e lo pass al prete, che lo lesse con attenzione verificando la firma e assentendo infine con una smorfia: labate della collegiata di Ugijar attestava che il 5 dicembre dellanno 1568 il cristiano nuovo Marcos Nunez, residente a Juviles, aveva assistito alla messa officiata in quella cittadina.
Il sacrestano abbozz un sorriso quasi impercettibile e scrisse qualcosa sul libro. Poi prosegu con linterminabile elenco di cristiani nuovi, i musulmani obbligati dal re a battezzarsi e ad abbracciare il cristianesimo. Era suo compito controllare la loro presenza ai santi uffici ogni domenica e ogni giorno di precetto. 
Alcuni degli interpellati non risposero e la loro assenza fu messa scrupolosamente a verbale. Al contrario di Marcos Nunez con il suo certificato di Ugijar, due donne non poterono giustificare la mancata presenza alla messa della domenica prima. Entrambe tentarono di scusarsi in modo impacciato. Andrs lasci che si spiegassero, poi rivolse lo sguardo al prete. La prima donna rinunci a qualsiasi tentativo appena don Martin la sollecit a tacere con un gesto autoritario della mano; la seconda, invece, continu a insistere che quella domenica si era sentita male.
Chiedete a mio marito! strill, mentre con sguardo nervoso cercava luomo nelle file posteriori. Lui ve lo...
Silenzio, adoratrice del diavolo! 
Il grido di don Martin ammutol la morisca, che prefer chinare la testa. Il sacrestano annot il suo nome: entrambe le donne avrebbero pagato una multa di mezzo reale.
Dopo quel lungo prologo di controllo don Martin diede inizio alla messa. Prima per fece cenno al sacrestano di costringere il penitente a sollevare di pi i ceri.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo...
La cerimonia continu. Erano pochi quelli che comprendevano appieno le letture sacre o potevano seguire il ritmo frenetico e le continue urla con cui il sacerdote li ammoniva durante lomelia.
Credete forse che lacqua di una sorgente vi guarir da qualche malattia? disse don Martin, indicando con lindice tremante e i lineamenti irrigiditi luomo inginocchiato. E' la vostra penitenza. Solo Cristo pu liberarvi dalle miserie e dalle privazioni con cui punisce la vostra vita dissoluta, le vostre bestemmie e il vostro comportamento sacrilego! 
Ma la maggior parte dei moriscos non parlava la lingua dei cristiani; alcuni comunicavano con loro in aljamiado, un dialetto che mischiava arabo e spagnolo. Tuttavia erano obbligati a saper recitare Padrenostro, Avemaria, Credo, Salve Regina e Comandamenti. I bambini li imparavano dagli insegnamenti che ricevevano dal sacrestano; gli uomini e le donne alle lezioni di dottrina impartite loro il venerd e il sabato, alle quali erano costretti a partecipare, pena una multa o il divieto di sposarsi.
Solo quando dimostravano di sapere le orazioni a memoria non erano pi obbligati ad andare alle lezioni.
Durante la messa alcuni pregavano. I bambini, con gli occhi fissi sul sacrestano, pregavano a voce alta, quasi gridando, proprio come li avevano istruiti i genitori. In questo modo i moriscos potevano ingannare il beneficiato, con il suo andirivieni, e declamare di nascosto:Allah Akbar, Dio  grande. Molti lo sussurravano con gli occhi chiusi, sospirando.
Oh, Allah, Clemente! Liberami dalle mie macchie, dai miei vizi... si sentiva tra le file degli uomini, appena don Salvador si allontanava un po. A dire il vero non si scostava troppo, come se si aspettasse che lo sfidassero invocando il Dio dei musulmani nella chiesa cristiana durante la messa.
Oh, Eccelso! Guidami con il tuo potere... grid un giovane morisco, varie file pi indietro, in mezzo allo strepito del Padrenostro strillato dai bambini.
Don Salvador si volt con irruenza.
Oh, Allah, Portatore di pace! Assumimi nella tua gloria... implor un altro dal lato opposto, approfittandone.
Il beneficiato avvamp di collera.
Oh, Misericordioso! insist un terzo morisco.
Poi, di colpo, termin la preghiera cristiana.
Sia lodato il nome di Allah, si sent quel giorno da una delle ultime file.
I moriscos se ne stavano immobili, rigidi e fermi. Alcuni sostenevano lo sguardo di don Salvador, i pi tenevano gli occhi bassi. Chi aveva osato lodare il nome di Allah? Il beneficiato si fece strada a spintoni tra le file, ma non pot individuare il sacrilego.
A met della messa, mentre don Martin era seduto e vigile, il sacrestano con il libro e il beneficiato con una cesta si disposero a ricevere gli oboli dei parrocchiani: monete, pane, uova, lino... Solamente i poveri erano esentati dallelemosina; nel caso dei benestanti, non onorare limpegno per tre domeniche implicava una multa corrispondente. Andrs annotava in modo dettagliato chi donava e che cosa.
Quando risuon la moribonda, come chiamavano la campanella che annunciava la consacrazione, i moriscos singinocchiarono di malavoglia in mezzo alle dimostrazioni di 
devozione dei cristiani vecchi. La moribonda tintinn nel momento in cui il sacerdote, di spalle ai fedeli, elevava lostia; torn a farsi sentire quando, sempre di schiena, il religioso alz il calice. Il sacerdote si preparava a pronunciare la formula di rito quando dimprovviso, irritato dai mormorii che agitavano la chiesa, si gir verso i fedeli con espressione furibonda.
Bastardi! grid. Limprecazione schizz di saliva il calice consacrato. Cos questo brusio? Tacete, eretici! Inginocchiatevi come si deve per ricevere Cristo, lunico Dio! Tu! disse puntando lindice contro un vecchio della terza fila. Dritto con la schiena! Non stai idolatrando i tuoi falsi dei. Alzate gli occhi, quando vi viene offerto il Santissimo Sacramento! 
Prima di continuare, fulmin con lo sguardo altri due moriscos. Poi uomini e donne affluirono in silenzio ai piedi dellaltare per mangiare la torta. Molti avrebbero tentato di conservare limpasto in bocca fino a casa, per poterlo sputare. Tutti i moriscos, senza eccezioni, avrebbero fatto i gargarismi per liberarsi dei resti.
La gente abbandon la chiesa dopo aver ricevuto la benedizione e la pace del Signore. Alcuni, i cristiani, le ricevettero con devozione. Altri, la grande maggioranza, se ne fecero beffe segnandosi al contrario. I moriscos declamavano in silenzio lunicit del proprio Dio e si burlavano della Trinit che dovevano invocare quando si facevano il segno della croce. Si affrettarono a tornare alle loro case per sputare la torta; i pochi cristiani del villaggio si accalcarono alle porte della chiesa per scambiare qualche chiacchiera, indifferenti agli insulti dei loro figli alla vecchia. La donna era caduta dalla scala e stava rattrappita e intirizzita per terra, con le labbra bluastre e il respiro affannoso. Allinterno della chiesa, il parroco e i suoi assistenti prolungarono la punizione del penitente senza smettere di rinfacciargli le sue colpe, mentre raccoglievano gli oggetti di culto e li portavano dallaltare alla sacrestia.
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I moriscos si sono ribellati, questo  vero, ma sono i cristiani vecchi che li spingono alla disperazione, con larroganza, i furti e linsolenza con cui simpossessano delle loro donne. Persino i sacerdoti si comportano allo stesso modo. Poich un intero villaggio moresco si era lamentato del proprio pastore dinanzi allarcivescovo, si mand a verificare il motivo delle lamentele. Portatelo via da qui, chiedevano i parrocchiani,.., o altrimenti fatelo sposare, perch i nostri figli nascono tutti con i suoi occhi azzurri.
Francs de Alava, ambasciatore di Spagna in Francia, a Filippo secondo, 1568, Juviles era la localit principale di una contea composta da una ventina di villaggi, sparsi tra gli aspri contrafforti della Sierra Nevada. Di tutte le sue terre, un quarto dei marjales erano campi irrigati e il resto no. Si coltivavano grano e orzo. Il paese aveva poi oltre quattromila marjales di vigne, olivi, fichi, castagni e noci, ma soprattutto di gelsi per alimentare i bachi da seta. I bachi erano la maggior fonte di ricchezza della zona, anche se le sete di Juviles non raggiungevano il prestigio di quelle di altre contee delle Alpujarras.
Tra quelle cime, a pi di tremila piedi sopra il livello del mare, i pazienti e laboriosi moriscos coltivavano anche langolo di terra pi scosceso che potesse dare un raccolto. I fianchi della montagna, l dove non affiorava la roccia, erano stati scalinati per mezzo di piccoli terrazzamenti incassati nei punti pi nascosti. Quel giorno, con il sole ormai alto, il giovane Hernando Ruiz tornava a Juviles da uno di quei terrazzamenti. Era un ragazzo sui quattordici anni dai capelli castano scuro, ma con la pelle molto pi chiara rispetto a quella olivastra dei suoi simili. I lineamenti ricordavano quelli degli altri moriscos dalle ciglia folte, ma sotto di esse spiccavano due grandi occhi azzurri. Era di media statura, magro, agile e forte.
Aveva appena finito di raccogliere le ultime olive di una vecchia pianta nodosa che resisteva al freddo della sierra, in un punto protetto accanto al terrazzamento dove cresceva il grano. Le aveva raccolte a mano. Si era arrampicato sullalbero senza scuoterlo e aveva recuperato perfino le olive che mostravano ancora una tonalit violetta. Il sole mitigava laria fredda che spirava dalla Sierra Nevada. Gli sarebbe piaciuto fermarsi l a strappare le erbacce e poi raggiungere un altro terrazzamento dove, come immaginava, lumile Hamid stava lavorando le magre terre che possedeva. Quando erano soli, occupati a lavorare o a perlustrare la montagna in cerca delle preziose erbe con cui luomo preparava i suoi unguenti, Hernando lo chiamava Hamid e non Francisco, il nome cristiano con il quale era stato battezzato. Quasi tutti i moriscos usavano due nomi, quello cristiano e quello musulmano, questultimo quando erano fra loro. Hernando, per, era semplicemente Hernando, anche se al villaggio ridevano spesso di lui e lo insultavano chiamandolo il Nazareno.
Nel ricordare quel soprannome, come per istinto il ragazzo rallent il passo. Lui non era affatto un nazareno! Diede un calcio allaria e prosegu verso casa: la sua era appena fuori dal villaggio, in un punto dove avevano trovato lo spazio per costruire una tettoia. Serviva da riparo per le sei mule con cui il patrigno trasportava merci lungo le strade delle Alpujarras, e per una settima bestia: la Vecchia, la sua preferita.
Circa un anno prima sua madre si era vista costretta a spiegargli la ragione di quel nomignolo. Un mattino, allalba, lui aveva aiutato il patrigno Brahim Jos per i cristiani a bardare le mule. Terminato il suo compito, stava salutando la Vecchia con unaffettuosa pacca sul collo, quando uno schiaffone sullorecchio destro laveva buttato per terra, a qualche passo di distanza.
Bastarda nazareno! grid Brahim, furibondo. Il ragazzo
scosse la testa per riprendersi e si port una mano allorecchio. Dietro il patrigno gli sembr di vedere la madre che scompariva in casa a testa bassa. Hai legato male il basto di quellanimale! rugg luomo, indicando una delle mule.Se si ferisce non posso pi lavorare! Sei proprio un nazareno buono a nulla, gli vomit addosso, un bastardo cristiano.
Hernando scapp gattoni dai piedi del patrigno e si nascose in un angolo della tettoia, in mezzo alla paglia, con la testa tra le ginocchia. Appena il calpestio degli zoccoli delle mule annunci la partenza di Brahim, Aisha, sua madre, riapparve sotto la tettoia e gli si avvicin con in mano una scodella di limonata.
Ti fa male? gli chiese, chinandosi e accarezzandogli i capelli.
Madre, perch tutti mi chiamano Nazareno? singhiozz Hernando, alzando la testa verso di lei. Aisha chiuse gli occhi vedendo il viso in lacrime del figlio. Cerc di asciugarle con una carezza, ma lui gir la testa. Perch? insist.
La donna sospir, quindi annu e si sedette sui talloni, nella paglia.
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Daccordo, ormai sei abbastanza grande, cedette con tristezza, come se quello che stava per fare le costasse un grande sforzo. Devi sapere che pi o meno quindici anni fa, un anno pi di quanti ne hai tu ora, il prete del villaggio dove vivevo da ragazza, nella piana di Almeria, mi ha violentata... Hernando sussult, smettendo di singhiozzare.S, figlio. Io gridavo e lo respingevo, come vuole la nostra legge, ma ho potuto fare ben poco contro la forza di quel depravato. Mi ha avvicinata lontano dal villaggio, in piena campagna, a met mattina. Era un giorno di sole, ricord con tristezza lei. Ero ancora una bambina! grid dimprovviso. Mi ha strappato di dosso la veste. Mi ha buttata per terra e...
La donna stava per proseguire quando torn alla realt e si trov davanti gli occhi del figlio, sgranati e fissi su di lei.
Tu sei il frutto di quelloltraggio, sussurr. Per questo... per questo ti chiamano Nazareno. Perch tuo padre era un prete cristiano. E' colpa mia...
Madre e figlio si guardarono per un lunghissimo istante. Le lacrime ripresero a scorrere sul viso del ragazzo, ma stavolta era
un dolore diverso. Aisha lott contro il pianto, ma poi cap che non le sarebbe stato possibile trattenerlo. Allora lasci cadere la scodella di limonata e allung le braccia verso il figlio, che vi trov rifugio.
Anche se la giovane Aisha aveva salvato il proprio onore urlando a squarciagola, appena la gravidanza era stata evidente suo padre, un umile mulattiere moresco, aveva capito di non poter evitare la vergogna e aveva cercato almeno un modo per non doversela pi vedere davanti. Trov la soluzione con Brahim, un mulattiere di Juviles giovane e di bellaspetto che incontrava spesso per strada: gli propose il matrimonio con la figlia, in cambio di due mule come dote, una per la ragazza e unaltra per la creatura che portava in grembo. Brahim esitava, ma era giovane, povero e aveva bisogno di animali. E poi, chi poteva sapere se la creatura sarebbe nata? Magari non avrebbe superato i primi mesi di vita... In quelle terre inospitali molti bambini morivano nella pi tenera infanzia.
Anche se lidea che la ragazza fosse stata violentata da un sacerdote cristiano gli ripugnava, il giovane accett laccordo e la port con s a Juviles.
Ma contro i desideri di Brahim, Hernando nacque robusto e con gli occhi azzurri del prete che aveva abusato di sua madre. E super pure linfanzia. Le circostanze della sua nascita corsero di bocca in bocca e, per quanto il villaggio provasse piet per la ragazza violentata, non fece altrettanto con il frutto illegittimo dello stupro. Quel disprezzo aument nel notare le attenzioni che don Martin e Andrs dedicavano al ragazzino: erano pi premurosi con lui che con i bambini cristiani, quasi volessero evitare linfluenza dei seguaci di Maometto sul bastardo di un sacerdote.
Il mezzo sorriso con cui Hernando consegn le olive alla madre non riusc a ingannarla. Lei gli accarezz i capelli con dolcezza, come faceva ogni volta che ne indovinava la tristezza, e lui, anche se aveva davanti i quattro fratellastri, la lasci fare: erano rare le occasioni in cui la donna poteva dimostrargli il proprio affetto e tutte, senza eccezione, capitavano quando il patrigno non cera. Brahim non aveva esitato a fare suo il rifiuto della
comunit moresca: lodio verso il Nazareno dagli occhi azzurri, il preferito dei sacerdoti cristiani, si era inasprito man mano che la moglie partoriva i figli legittimi. A nove anni il ragazzino era stato scacciato sotto la tettoia, con le mule, e mangiava in casa solo quando il patrigno era via. Aisha aveva dovuto sottomettersi alla volont del marito, e la relazione tra madre e figlio si svolgeva attraverso gesti impercettibili ma carichi di significato.
Quel giorno il pranzo era pronto e in casa i quattro fratellastri aspettavano il suo arrivo. Persino Musa, che era il pi piccolo e aveva solo quattro anni, in sua presenza mostrava unespressione severa.
Nel nome di Allah, clemente e misericordioso, preg Hernando, poi si sedette per terra.
Il piccolo Musa e suo fratello Aqil, pi grande di tre anni, lo imitarono. I tre iniziarono a prendere con le mani direttamente dal tegame il cibo che la madre aveva cucinato: agnello e cardi conditi con olio, menta, coriandolo, zafferano e aceto.
Hernando guard la donna, che li osservava appoggiata a una parete della stanza piccola e linda utilizzata come cucina, sala da pranzo e camera da letto provvisoria dei suoi fratellastri. Raissa e Zahara, le due sorellastre, stavano in piedi accanto ad Aisha, in attesa che i maschi terminassero di mangiare. Solo allora potevano iniziare. Hernando mastic un pezzo di agnello e sorrise alla madre.
Dopo lagnello con i cardi, lundicenne Zahara port un vassoio di uva passa. Ma Hernando non ebbe nemmeno il tempo di portarsi un paio di uvette alla bocca: uno scalpiccio smorzato e lontano lo costrinse a drizzare la testa. I fratellastri avvertirono il suo movimento e smisero di mangiare, osservando le sue mosse. Nessuno dei due riusciva a prevedere con tanto anticipo il ritorno delle mule.
La vecchia! grid il piccolo Musa, quando il rumore fu sentito da tutti.
Hernando strinse le labbra e si volt verso la madre. Erano gli zoccoli della Vecchia, sembr confermare lei con lo sguardo. Il ragazzo allora cerc di sorridere, ma il sorriso si trasform in una smorfia triste, simile a quella che abbozzava Aisha: Brahim stava tornando a casa.
Lodato sia Allah, preg, poi abbandon il pasto e si alz con fastidio.
Fuori, la magra e asciutta Vecchia, ricoperta di piaghe e senza finimenti, lo aspettava paziente.
Vieni, Vecchia, le ordin Hernando e si diresse con lei verso la tettoia.
Il suono irregolare dei piccoli zoccoli dellanimale lo segu, mentre faceva il giro della casa. Una volta al riparo della tettoia, le diede un po di paglia e le accarezz il collo con affetto.
Com andato il viaggio? le sussurr, mentre esaminava una nuova escoriazione che prima di partire la bestia non aveva.
La guard mangiare per qualche istante, poi cominci a correre su per la montagna. Il patrigno lo stava sicuramente aspettando, accovacciato lontano dal sentiero che veniva da Ugijar. Corse attraverso i campi, attento a non incrociare nessun cristiano. Evit i terrazzamenti seminati o qualsiasi luogo dove ci potesse essere qualcuno che lavorava anche a quellora. Quasi senza fiato, arriv a un punto roccioso e difficile da raggiungere che si apriva su un burrone. Da l distinse la figura di Brahim. Era un uomo alto, forte, barbuto, vestito con un berretto verde a tesa molto larga e una cappa blu a mezzo busto; sotto spuntava un gonnellino che gli arrivava a met coscia. Aveva le gambe nude e un paio di stivali di cuoio legati con cinghie. Ai primi dellanno, con lentrata in vigore delle nuove leggi, Brahim avrebbe dovuto sostituire quegli indumenti con abiti cristiani, come tutti i moriscos del regno di Granada. Alla cintola, sfidando le proibizioni in vigore, brillava un pugnale curvo.
Alle spalle del morisco, una dietro laltra, cerano le sei mule cariche. Le bestie non riuscivano a stare neppure in fila per due su quella stretta sporgenza di roccia. Sulla parete della gola si intravedevano gli accessi ad alcune piccole grotte.
Quando finalmente avvist il patrigno, Hernando smise di correre. Il timore che provava sempre quando gli era vicino si fece pi acuto. Come lavrebbe accolto quel giorno? Lultima volta laveva preso a schiaffi per aver ritardato, anche se gli era corso incontro senza mai fermarsi.
Perch rallenti? strill il morisco.
Il ragazzo acceler landatura nel breve tratto che li separava, scostandosi istintivamente mentre gli passava accanto, ma non riusc a evitare un tremendo scappellotto. Incespic fino a raggiungere la prima mula, si infil tra la bestia e la roccia e si appost allingresso di una delle grotte. In silenzio inizi a portare dentro le merci che il patrigno scaricava dalla groppa degli animali.
Questolio  per Juan, lo avvis consegnandogli una giara. Aisar! ribad, urlando il nome musulmano perch aveva scorto un dubbio sul viso del figliastro. Questaltro  per Faris. Hernando ordinava le mercanzie allinterno della grotta, mentre si sforzava di memorizzare i nomi dei proprietari.
Quando le mule furono mezze scaricate, Brahim savvi lungo la strada per Juviles e il ragazzo rimase allingresso della grotta, percorrendo con lo sguardo lampia estensione che dai suoi piedi giungeva fino alla catena della Contraviesa. Non si sofferm troppo a lungo: conosceva quel paesaggio a memoria. Sinfil nella grotta e sintrattenne a curiosare tra le merci che avevano appena nascosto e le molte altre che immagazzinavano. Centinaia di grotte delle Alpujarras si erano trasformate in depositi dove i moriscos nascondevano i propri beni. Prima che scendesse la notte, i proprietari di quei prodotti sarebbero passati da l a recuperare quello che volevano. Ogni viaggio era uguale. Prima di arrivare a Juviles, da qualsiasi luogo venisse, il suo patrigno liberava la Vecchia e le ordinava di andare a casa.Conosce le Alpujarras meglio di chiunque altro. Ho passato tutta la vita su questi sentieri, eppure pi di una volta mi ha salvato dai guai, era solito commentare il mulattiere. Quello era il segnale: la Vecchia arrivava a Juviles da sola ed Hernando andava subito alle grotte, dove lo aspettava il patrigno. Lasciavano l la met dei prodotti da smerciare, e cos le tasse elevate che luomo doveva pagare sui ricavi del suo lavoro si dimezzavano. Da parte loro, i compratori facevano altrettanto in quella o in altre grotte simili con molte delle merci che ricevevano direttamente dalle mani di Hernando, prima che arrivassero a Juviles. Gli innumerevoli collettori di decime e gabelle, o gli ufficiali che riscuotevano multe e sanzioni, di solito entravano nelle case dei moriscos a incassare e confiscare quanto vi trovavano, anche se il valore era superiore al dovuto. Dopo di che non rendevano pubblico il risultato delle aste e i moriscos perdevano i loro beni. La comunit aveva presentato numerose 
lamentele al podest di Ugijar, al vescovo e persino al corregidor, il rappresentante del re a Granada, ma tutte cadevano nel vuoto e gli esattori cristiani continuavano a depredarli impunemente. Ecco perch tutti ricorrevano al metodo ideato da Brahim.
Seduto con la schiena contro la parete della grotta, Hernando spezz un rametto secco e gioc distratto con i suoi frammenti. Lo aspettava una lunga attesa. Osserv le merci ammucchiate e ammise tra s la necessit di quegli inganni: se non si fossero comportati in quel modo, i cristiani li avrebbero fatti sprofondare nella povert pi assoluta. Collaborava anche a nascondere capre e pecore, in vista della decima sul bestiame. E anche se la comunit lo rifiutava, lo aveva scelto come complice. Il Nazareno, aveva addotto un vecchio morisco, sa scrivere, leggere e far di conto. Era cos: fin da quando era piccolissimo, Andrs il sacrestano si era dedicato alla sua educazione ed Hernando aveva dimostrato di essere un buon allievo. Era indispensabile fare bene i conti per ingannare il collettore delle decime sul bestiame che compariva ogni primavera.
Lesattore pretendeva che gli animali venissero radunati su un altopiano e costretti a passare in fila attraverso uno stretto corridoio chiuso dai tronchi. Ogni dieci animali, uno era per la Chiesa. Ma i moriscos sostenevano che le mandrie di trenta o meno animali non andavano soggette a decima e che il pagamento corrispondente doveva limitarsi a pochi spiccioli. Cos, quando arrivava il momento, di comune accordo suddividevano le greggi in gruppi di trenta capi o meno, uno stratagemma che comportava poi molti conti per poter ristabilire a chi appartenevano gli animali.
Il costo di tutti quei trucchi si era dimostrato elevato soprattutto per lui. Il ragazzo lanci i pezzetti di legno che teneva in mano contro la parete, con violenza. Nessuno colp la pietra e caddero al suolo... mentre lui ricordava la sera in cui era stato scelto per portare a termine linganno.
Molti di noi sanno contare, aveva ribattuto uno dei moriscos, quando era stato proposto Hernando per ingannare lesattore della decima sul bestiame. Forse non tanto bene come il Nazareno, ma...
Ma tutti, tu incluso, possedete capre o pecore e questo pu far nascere sospetti, aveva insistito lanziano che aveva fatto il nome del ragazzo.N Brahim, n tantomeno il Nazareno hanno alcun interesse nel bestiame.
E se ci denuncia? era saltato su un terzo. Passa un mucchio di tempo con i preti.
Tra i presenti era sceso il silenzio.
Non vi preoccupate. Questo  affar mio, aveva garantito Brahim..
Quella sera stessa Brahim aveva sorpreso il figliastro sotto la tettoia, mentre stava terminando di rigovernare le mule.
Moglie! aveva ruggito il mulattiere.
Hernando si era meravigliato. Il patrigno stava a un paio di passi da lui. Che aveva fatto di male? Perch chiamava sua madre? Aisha si era affacciata alla porta che dava sulla stalla e si era avvicinata in fretta, pulendosi le mani in un panno che portava a mo di grembiule. Appena li aveva raggiunti, prima ancora che potesse domandare qualcosa, Brahim si era girato su se stesso e con il braccio allungato le aveva appioppato un terribile manrovescio in piena faccia. Lei aveva barcollato, con un filo di sangue che le scorreva dalle labbra.
Hai visto? aveva grugnito luomo, rivolto a Hernando.Tua madre ne prender altri cento se ti verr in mente di raccontare ai preti qualcosa sugli imbrogli delle grotte o del bestiame.
Hernando rimase tutto il pomeriggio nella grotta finch, prima del buio, arriv lultimo morisco. Alla fine pot scendere al villaggio per occuparsi delle mule: doveva curare le tante piaghe e controllare in che stato erano. L dove dormiva, in un angolo riparato della stalla, trov una pignatta con la farinata e una scodella di limonata. Mangi e bevve di gusto. Poi sistem gli animali e abbandon velocemente la tettoia.
Sput mentre passava davanti alla piccola porta di legno della casa. Allinterno i suoi fratellastri ridevano. Il vocione del patrigno sovrastava i loro schiamazzi. Raissa lo vide dalla finestra e gli rivolse un sorriso fugace: era lunica che a volte si impietosiva di lui, ma persino quelle rare dimostrazioni daffetto, come quelle di Aisha, dovevano avvenire alle spalle di Brahim.
Hernando affrett il passo e inizi a correre verso la casa di Hamid.
Il morisco, magro e invecchiato, bruciato dal sole e zoppo alla gamba sinistra, era vedovo e viveva in una capanna che aveva subto mille riparazioni senza troppo successo. Anche se non ne conosceva let, a Hernando sembrava uno dei pi vecchi del villaggio. La porta era aperta, ma lui buss tre volte.
La pace sia con te, rispose Hamid alla terza.Ho visto Brahim che tornava al villaggio, aggiunse appena il ragazzo fu entrato.
Una fumante lampada a olio illuminava lambiente, che costituiva lintero focolare di Hamid. Nonostante le scrostature alle pareti e le infiltrazioni dal tetto, la stanza appariva linda e pulita, come tutte le case moresche. Il camino era spento. Lunica finestrella della capanna era stata accecata perch non cadesse larchitrave.
Il ragazzo assent e si sedette per terra, vicino a lui, sopra un cuscino logoro.
Hai gi pregato?
Hernando sapeva che lavrebbe chiesto. Sapeva anche quali sarebbero state le parole successive delluomo: La preghiera della sera...  lunica che possiamo recitare con una certa sicurezza, ripeteva sempre Hamid, perch i cristiani dormono.
Se Andrs si era dedicato a insegnargli le preghiere cristiane, a far di conto, leggere e scrivere, il povero Hamid, rispettato nel villaggio come faqih, il giureconsulto della legge islamica, faceva la sua parte per quanto riguardava le credenze e gli insegnamenti musulmani. Si era imposto quel compito fin da quando i moriscos avevano respinto il bastardo del sacerdote, quasi fosse in competizione con il sacrestano e con tutta la comunit cristiana. Lo faceva pregare perfino nei terrazzamenti, al riparo da sguardi indiscreti, oppure recitavano le sure allunisono mentre vagavano per la sierra in cerca d erbe officinali.
Prima ancora che Hernando rispondesse alla sua domanda, Hamid si era gi alzato. Chiuse e sprang la porta; quindi entrambi si spogliarono in silenzio. Lacqua era gi pronta nei recipienti. Si misero in direzione della Mecca.
Oh, Allah, mio Signore! implor luomo, mentre introduceva le mani 
in un recipiente e si lavava tre volte. Hernando lo accompagn nella preghiera e lo imit con la propria acqua. Con il tuo aiuto mi preservo dalla sporcizia e dalla malvagit di Satana maledetto...
Procedettero a lavarsi, cos come era prescritto: genitali, mani, naso e faccia, il braccio destro e il sinistro dalla punta delle dita al gomito, la testa, le orecchie e i piedi fino alle caviglie. Accompagnarono ogni abluzione con le preghiere richieste, anche se a volte Hamid lasciava che la sua voce si trasformasse in un mormorio quasi impercettibile. Era il segnale del faqih che cedeva al giovane la direzione delle preghiere; il ragazzo sorrideva e i due proseguivano il rituale con lo sguardo perso verso la qibla, la direzione della Mecca.
... Che il giorno del Giudizio mi consegni... implorava ad alta voce Hernando.
Hamid socchiudeva gli occhi, assentiva soddisfatto e si univa di nuovo alla litania.
.., il libro delle mie azioni nella mano destra e mi presenti un conto facile e benevolo... Dopo le abluzioni iniziarono la preghiera della sera inchinandosi due volte, fino a toccare le ginocchia con le mani.
Sia lode a Dio... iniziarono a pregare insieme.
Nel momento della prosternazione, proprio mentre stavano inginocchiati sullunica coperta di Hamid, con la fronte e il naso che sfioravano il tessuto e le braccia allungate in avanti, qualcuno buss alla porta.
I due ammutolirono, immobili.
I colpi si ripeterono. Stavolta pi forti.
Hamid si gir allarmato verso il ragazzo, imbattendosi nei suoi occhi azzurri che risplendevano alla luce della candela. Mi spiace, sembr dirgli. Lui ormai era vecchio, ma Hernando...
Hamid, apri! si sent nella notte.
Hamid? Nonostante la gamba invalida, il morisco si rialz con un balzo e si piant davanti alla porta. Hamid! Nessun cristiano lo avrebbe chiamato cos.
La pace sia con te.
Il visitatore sorprese Hernando ancora inginocchiato sulla coperta, con tutto il peso sugli alluci.
La pace sia con te, lo salut lo sconosciuto, un uomo basso, 
scuro di pelle, bruciato dal sole e parecchio pi giovane di Hamid.
Questo  Hernando, lo present Hamid. Hernando, lui  Ali da Orgiva, il marito di mia sorella. Cosa ti porta qui a questora? Sei lontano da casa. Per tutta risposta Ali indic Hernando con il mento. Il ragazzo  fidato, assicur Hamid. Lo puoi vedere da te.
Ali osserv il giovane che si rialzava e annu. Hamid invit il cognato a sedersi e poi lo imit: lospite prese posto sulla coperta, il padrone di casa sopra il suo cuscino logoro.
Portaci un po dacqua fresca e di uva passa, chiese poi a Hernando.
Alla fine dellanno il mondo cambier, augur con solennit Ali, senza aspettare che il ragazzo esaudisse la richiesta.
La scodella con una ventina scarsa di uvette che pos tra i due uomini non poteva essere altro che il risultato delle elemosine del villaggio al faqih.. In alcune occasioni lui stesso gli aveva portato doni da parte del patrigno, che nessuno considerava propriamente generoso.
Quando Hernando prese posto su un angolo della coperta Hamid stava annuendo alle parole del cognato. Lho sentito, comment.
Il ragazzo li osservava con curiosit. Non sapeva che Hamid avesse dei parenti, ma non era la prima volta che sentiva quelle parole: il suo patrigno non smetteva di ripetere quella frase, soprattutto al ritorno dai viaggi a Granada. Andrs, il sacrestano, gli aveva spiegato che era per lentrata in vigore della nuova prammatica reale, con cui si obbligavano i moriscos a vestirsi come i cristiani e ad abbandonare luso della lingua araba.
C gi stato un tentativo fallito il gioved santo di questanno, prosegu il faqih, perch ora dovrebbe essere diverso?
Hernando pieg di lato la testa. Che cosa diceva Hamid? A quale tentativo fallito si riferiva?
Stavolta andr bene, assicur Ali. La volta scorsa il progetto di una rivolta era su tutte le bocche delle Alpujarras. Ecco perch sono stati scoperti dal marchese di Mondjar, e poi quelli dellAlbaicin si sono tirati indietro.
Hamid lo incit a proseguire. Alla parola rivolta Hernando aveva drizzato le orecchie.
Si  deciso che la gente delle Alpujarras sapr cosa sta per succedere solo quando arriver il momento di prendere Granada. Sono state date istruzioni precise ai moriscos dellAlbaicin e in gran segreto si sono riuniti quelli della pianura, della valle di Lecrin e di Orgiva. Gli uomini sposati si sono occupati del reclutamento degli sposati, gli scapoli degli scapoli e i vedovi dei vedovi. Ci sono pi di ottomila persone decise ad assalire lAIbaicin. Soltanto allora verr avvisata la gente delle Alpujarras. Si calcola che la regione potr armare centomila uomini.
Chi c dietro, stavolta?
Le riunioni si tengono in casa di un ceraio dellAlbaicin chiamato Adelet. Ci vanno quelli che i cristiani chiamano Hernando lo Zaguer, il bargello, lufficiale di giustizia di Cdiar, Diego Lopez di Mecina Bombaron, Miguel de Rojas di Ugijar, ma anche Farax ibn Farax, il Tagari, Mofarrix, Alatar... Insieme a loro ci sono parecchi monfi, i briganti delle montagne... continuava Ali.
Non mi fido per niente di quella gente, lo interruppe Hamid.
Il cognato si strinse nelle spalle.
Sai bene, disse cercando di scusarli, che molti sono stati costretti a vivere tra le montagne. A noi non fanno proprio niente! Tu stesso saresti andato con loro, se fossi stato... Ali evit di guardare la gamba invalida di Hamid. La maggior parte di loro si  data al banditismo per le stesse ingiustizie che hai subito tu.
Ali lasci la frase sospesa aspettando la reazione del cognato. Hamid fece correre i ricordi per qualche istante e arricci le labbra come a dargli conferma.
Che ingiust...? salt su Hernando. Ma si zitt dinanzi al brusco gesto della mano con cui Hamid accolse il suo intervento.
Quali monfi parteciperanno? domand allora il faqih.
Il Partal di Narila, il Nacoz di Nigiieles, il Seniz di Brchules. Hamid ascoltava con aria pensierosa e Ali torn a insistere: E' tutto studiato: gli uomini dellAlbaicin di Granada sono pronti per il giorno di Capodanno. Appena si solleveranno, gli ottomi.la dei dintorni di Granada scaleranno... scaleremo le mura dellAlhambra dalla parte del Generalife. Utilizzeremo
diciassette scale che stanno gi costruendo a Ugijar e Quntar. Le ho viste: sono di sparto e di canapa, forti e resistenti, con pioli di legno robusto su cui possono salire anche tre uomini alla volta. Dovremo essere vestiti alla turca, in modo che i cristiani credano che abbiamo ricevuto aiuti dai barbareschi o dal sultano. Se ne stanno occupando le donne. Granada non.  pronta per difendersi. La riprenderemo nella stessa data in cui si arrese ai re castigliani.
E una volta conquistata Granada?
Algeri ci aiuter. Il Gran Turco ci aiuter. Lhanno promesso. La Spagna non pu sostenere altre guerre, non pu lottare in posti diversi, lo sta gi facendo in Fiandra, nelle Indie, contro i corsari barbareschi e i turchi.
A quel punto Hamid alz lo sguardo al soffitto. Sia lode a Dio, mormor.
Le profezie si compiranno, Hamid! esclam Ali. Si stanno per avverare! 
Il silenzio, rotto solo dalla respirazione accelerata di Hernando, simpadron della stanza. Il ragazzo era percorso da un leggero tremito e continuava a spostare lo sguardo da un uomo allaltro.
Che cosa volete che faccia? Cosa posso fare? chiese allimprovviso Hamid. Sono zoppo...
Come discendente diretto dei nasridi devi partecipare alla presa di Granada, in rappresentanza del popolo a cui sei sempre appartenuto e a cui devi continuare ad appartenere. Tua sorella  decisa ad accompagnarti.
Prima che Hernando, ormai quasi in piedi, potesse fare unaltra domanda, Hamid si gir verso di lui, annu e allung la mano fino al suo avambraccio, in un gesto che chiedeva pazienza. Il ragazzo si lasci ricadere sulla coperta, ma gli immensi occhi azzurri non riuscivano a staccarsi dallumile faqih. Era un discendente dei nasridi, i re di Granada! 
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Hamid si offr di ospitare Ali per la notte, ma quello declin linvito: sapeva che aveva solo un letto e, per non risultare offensivo, disse di voler approfittare di quel viaggio per concludere alcuni affari con un abitante di Juviles, che lo stava aspettando. Quella scusa accontent il cognato, che lo accompagn alla porta. Dalla coperta Hernando osserv il commiato formale dei due uomini. Il faqih attese che il cognato si perdesse nel buio della sera e sprang la porta. Si gir verso il ragazzo: le rughe che gli solcavano il viso apparivano distese e gli occhi, solitamente sereni, ora scintillavano.
Si trattenne un attimo accanto alla porta, sovrappensiero. Quindi, molto lentamente, zoppic verso il ragazzo invitandolo al silenzio con un gesto. I brevi istanti in cui quella mano esit a scendere per Hernando furono interminabili. Alla fine luomo si sedette e gli rivolse un ampio sorriso. Le mille domande che si accalcavano nella mente del ragazzo Nasridi? Quale insurrezione? Cosa pensa di fare il Gran Turco? E gli algerini? Perch dovresti essere un monfi? Ci sono barbareschi nelle Alpujarras? si ridussero tuttavia a una sola: Come mai sei tanto povero, se discendi da...?
Lespressione del faqih si rannuvol prima che Hernando terminasse di formulare la domanda.
Mi hanno portato via tutto, rispose seccamente. 
Il ragazzo distolse lo sguardo.
Mi dispiace... fu tutto quello che seppe dire.
Non molto tempo fa, inizi a raccontare Hamid con sua grande sorpresa, quando tu eri gi nato, ci fu un cambiamento importante nellamministrazione di Granada. Fino ad allora noi moriscos dipendevamo dal capitano generale del regno, il marchese di Mondjar, rappresentante del re e signore della quasi totalit di queste terre. Tuttavia, la legione di funzionari e legulei della Cancelleria di Granada pretendeva per s il 
controllo sui moriscos, contro il parere del marchese. Il re diede ragione a loro. Da quel momento scrivani e avvocati iniziarono a rispolverare vecchie cause sostenute contro i moriscos.
Secondo unantica usanza, a qualunque morisco si affidasse alla protezione reale venivano perdonati i crimini che poteva aver commesso. Ci guadagnavano tutti: i moriscos si insediavano pacificamente nelle terre delle Alpujarras e il re si procurava lavoratori che pagavano tasse molto pi alte di quelle riscosse se le terre fossero state dei cristiani. Ma di questo accordo non beneficiava per niente la Reale Cancelleria.
Hamid prese unuvetta dalla scodella, che stava ancora sopra la coperta.
Non ne vuoi una? gli chiese.
Hernando si spazient. No, non voleva uvette... Voleva che gli rispondesse, che continuasse a raccontare! Ma per non contrariarlo allung una mano e mastic in silenzio insieme a lui.
Bene, prosegu Hamid, con la scusa di combattere i monfi, gli scrivani arruolarono compagnie di soldati che in realt erano figli o parenti loro... con le migliori paghe che si fossero mai viste nellesercito del re. Guadagnavano pi che i lanzichenecchi dei reggimenti di Fiandra! Nessuno di questi vanitosi raccomandati aveva il fegato per affrontare un solo monfi, per cui, anzich lottare contro i banditi con la spada, lo fecero con le carte contro i moriscos che vivevano in pace. Quelli che avevano cause pendenti dovettero pagare: molti dei nostri furono costretti a fuggire dalle loro case e a unirsi ai monfi. Ma la cupidigia dei funzionari non si esaur: iniziarono a indagare su tutti i titoli di propriet delle terre dei moriscos. E quelli che non potevano provare di possederle con documenti scritti vennero obbligati a pagarle al re o ad abbandonarle. Fummo in molti a perdere i nostri averi...
Tu non possedevi quei titoli? indag Hernando, quando il faqih si interruppe.
No, rispose laltro, sovrappensiero. Discendo dalla dinastia dei nasridi, lultima che regn a Granada. La mia famiglia, disse Hamid, con un tono orgoglioso che colp Hernando, era una delle pi nobili e importanti di Granada, ma un misero scrivano cristiano mi ha privato delle terre e delle ricchezze.
Il ragazzo trasal. Hamid tacque di nuovo, immerso nei suoi ricordi dolorosi. Nel giro di qualche istante per si riprese e continu il racconto, come se per una volta volesse sentire ad alta voce la storia delle proprie disgrazie.
Come ricompensa per la capitolazione di Bu Abdillah, che i cristiani chiamavano Boabdil, in favore degli spagnoli, questi gli concessero in feudo le Alpujarras, dove si ritir con la sua corte. Tra i membri di quella corte cera anche mio padre, il cugino di Boabdil, uno stimato faqih. Ma quei sovrani perfidi ancora non erano contenti: senza che il re musulmano lo sapesse, per mezzo di un procuratore ricomprarono alle sue spalle le terre che poco prima gli avevano concesso e lo cacciarono. Quasi tutti i nobili e grandi signori musulmani abbandonarono la Spagna con il piccolo re. Mio padre invece decise di rimanere qui, con la: sua gente, con quelli che avevano bisogno dei suoi consigli di faqih. In seguito il cardinale Cisneros, contravvenendo alle convenzioni di Granada che garantivano ai mori che erano rimasti, i mudjares, la convivenza pacifica e la libert di culto, convinse i sovrani a espellere tutti coloro che non si convertivano al cristianesimo. Furono costretti a convertirsi in massa. Non volevano abbandonare le loro terre, dove erano nati e avevano allevato i propri figli! Li aspersero con lacqua santa a centinaia per volta. Molti uscirono dalle chiese sostenendo che non erano stati sfiorati nemmeno da una goccia e che pertanto continuavano a essere musulmani. Quando nacqui io, cinquantanni fa... Hernando ebbe un sussulto. Mi credevi pi vecchio? Il ragazzo abbass la testa. Ci sono cose che ci fanno invecchiare pi degli anni che passano... Dunque, in quei giorni vivevamo tranquillamente in certe terre ceduteci da Boabdil con un accordo verbale: nessuno metteva in discussione le nostre propriet, almeno finch lesercito di funzionari e legulei si mise allopera. E allora...
Hamid tacque.
Ti hanno portato via tutto. Hernando termin la frase con la voce incrinata.
Quasi tutto. Il faqih prese dellaltra uva passa dalla scodella. Il ragazzo si chin verso di lu. Quasi tutto, ripet con la bocca piena. Ma non hanno potuto privarci della nostra
fede, ed era quello che pi desideravano. Cos come non mi hanno tolto...
Hamid si alz a fatica e si avvicin a una delle pareti della capanna. L, con il piede destro scav nel pavimento di terra fino a cozzare contro unasse. La spost e si accovacci per recuperare un oggetto avvolto nella tela.
Hernando non ebbe bisogno che gli dicesse cosera: la forma curva e allungata lo rivelava.
Hamid svolse con delicatezza la sciabola dal suo involucro e la mostr al ragazzo.
Questa. Non mi hanno tolto nemmeno questa. Mentre guardie, scrivani e segretari si portavano via vesti di seta, pietre preziose, animali e grano, sono riuscito a nascondere il bene pi prezioso della mia famiglia. Questa spada  stata nelle mani del Profeta, che la pace e la benedizione di Dio siano con Lui! afferm solennemente. Secondo mio padre, gi il nonno gli aveva raccontato che questa era una delle tante spade ricevute da Maometto, come pagamento del riscatto degli idolatri coreisciti, catturati durante la presa della Mecca.
Dal fodero doro pendevano tiranti di metallo con iscrizioni in arabo. Hernando trasal e i suoi occhi brillarono come quelli di un bambino. Una spada del Profeta! Hamid sguain la lama, e il riflesso rischiar linterno della capanna.
Tu sarai presente, dichiar rivolgendosi alla spada,alla riconquista della citt che non avremmo mai dovuto perdere. Sarai testimone di come si compiranno le nostre profezie e di come in al Andalus torneranno a regnare i credenti.
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4.
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Juviles, venerd, 24 dicembre 1568.
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Le voci che correvano per il villaggio da almeno due giorni furono confermate dalle parole di una squadra di monfi che lo attraversavano, diretti a Ugijar.
Tutti gli uomini delle Alpujarras in grado di combattere devono riunirsi a Ugijar, ordinarono dai loro cavalli agli abitanti di Juviles. La rivolta  iniziata. Ci riprenderemo le nostre terre! Granada sar di nuovo musulmana! 
Anche se i granadini dellAlbaicin cercavano di preparare la rivolta in gran segreto, la parola dordine alla fine dellanno il mondo cambier era corsa di montagna in montagna. I monfi e la gente delle Alpujarras, per, non aspettarono Capodanno. Un gruppo di monfi assal e mise crudelmente a morte vari funzionari che attraversavano le Alpujarras diretti a Granada per celebrare il Natale. Comera loro abitudine, i funzionari si erano impegnati a rubare in modo indiscriminato mentre passavano per villaggi e casali. Altri monfi osarono attaccare un piccolo distaccamento di soldati e, per finire, i moriscos del villaggio di Cdiar si sollevarono in massa, saccheggiarono la chiesa e le case dei cristiani, uccidendo tutti selvaggiamente.
Partiti i monfi, mentre i cristiani si barricavano nelle loro case, il villaggio di Juviles fu sopraffatto dallagitazione: gli uomini si armarono di daghe, pugnali e persino qualche vecchia spada o un inutile archibugio che erano riusciti diligentemente a nascondere ai soldati cristiani. Le donne recuperarono i veli e gli sgargianti vestiti di seta, lino o lana, ricamati in oro o argento, e uscirono in strada con le mani e i piedi tatuati con lhenn, indossando indumenti molto diversi da quelli cristiani. Alcune con casacche che arrivavano alla vita, altre con lunghe tuniche che terminavano a punta; sotto, vesti ricamate; indossavano brache alla turca fino ai polpacci e calze spesse e increspate fino alle cosce, strette dalle caviglie alle ginocchia, dove si univano ai calzoni. Portavano zoccoli con cinghie di cuoio o
pantofole. Tutto il villaggio era unesplosione di colori: verde, azzurro, giallo... Ovunque cerano donne agghindate, ma sempre e senza eccezione a capo coperto: alcune nascondevano solo i capelli, la maggioranza tutto il viso.
Quel giorno Hernando stava aiutando Andrs in chiesa fin dalle prime ore del mattino. Preparavano la messa della notte di Natale. Il sacrestano stava esaminando per lennesima volta una splendida pianeta bordata doro quando le porte della chiesa si aprirono con violenza ed entr un gruppo di moriscos urlanti. In mezzo a quella turba, il sacerdote e il beneficiato, strappati con violenza dalle loro case, barcollavano, cadevano per terra e venivano rialzati a pedate.
Che cosa fate...? grid Andrs, comparso sulla porta della sacrestia. Ma i moriscos lo schiaffeggiarono e lo gettarono per terra. Il sacrestano and a cadere ai piedi di don Martin e di don Salvador, vittime di continui colpi e spintoni.
Hernando, che stava seguendo Andrs, si scost terrorizzato davanti a quella torma di uomini in sacrestia. Ululavano, gridavano e tiravano calci contro qualunque cosa gli si mettesse in mezzo. Uno di loro spazz via con lavambraccio gli oggetti sul tavolo della stanza: carta, calamaio, penne... Altri si diressero verso gli armadi e iniziarono a svuotarli. Allimprovviso, una mano ruvida afferr il ragazzo per la nuca e lo trascin fuori dalla sacrestia, spingendolo verso il punto in cui si trovavano il sacerdote e i suoi aiutanti. Hernando cadde per terra, ammaccandosi la faccia.
Nel frattempo, piccoli gruppi di moriscos affluivano in chiesa incalzando senza riguardi le famiglie cristiane del villaggio, che a spintoni furono condotte davanti allaltare, vicino a Hernando e ai tre ecclesiastici. Tutta Juviles si era riunita l. Le donne moresche iniziarono una danza intorno ai cristiani, lanciando acuti ululati che producevano con movimenti bruschi della lingua. Da terra, Hernando osservava attonito la scena: un uomo orinava sullaltare, un altro si ostinava a tagliare la fune della campana per ridurla al silenzio, altri ancora distruggevano immagini e retablo a colpi dascia.
Davanti al sacerdote e agli altri cristiani si ammucchiavano gli oggetti di valore: calici, patene, lampade, indumenti ricamati doro. Tutto in mezzo alla confusione di grida degli uomi
ni e versi delle donne. Hernando si volt verso due robusti moriscos che tentavano di scardinare la porta doro del sacrario. Di colpo il fragore smise di rimbombargli nelle orecchie e tutti i suoi sensi si concentrarono sullimmagine dei grandi seni di sua madre che oscillavano al ritmo di una danza delirante. La lunga chioma nera le ricadeva sulle spalle, la lingua appariva e scompariva freneticamente dalla bocca aperta.
Madre, sussurr. Che cosa stava facendo? Quella era una chiesa! E poi... come poteva mostrarsi cos davanti a tutti quegli uomini?
Come se avesse sentito quel lieve sussurro, lei si volt in direzione del figlio. A Hernando sembr che lo facesse piano, pianissimo, ma prima che se ne rendesse conto Aisha era davanti a lui.
Liberatelo, ordin ansimante ai moriscos che lo sorvegliavano. E' mio figlio. E' musulmano.
Hernando non riusciva a distogliere lattenzione dai grandi seni della madre, che ora ricadevano flaccidi.
E' il Nazareno! sent dire da uno degli uomini dietro di s.
Quel soprannome lo riport alla realt. Unaltra volta il Nazareno! Si gir. Conosceva quel morisco: era un maniscalco dalla faccia torva con cui il suo patrigno litigava spesso. Aisha afferr il figlio per un braccio e tent di trascinarlo con s, ma luomo glielo imped con una manata.
Aspetta che tuo marito torni con le mule, le disse con sarcasmo. Sar lui a decidere.
Madre e figlio si scambiarono uno sguardo; lei aveva gli occhi socchiusi e le labbra strette, tremanti. Di colpo si volt e si mise a correre. IL sacrestano, vicino a Hernando, cerc di posargli un braccio sulle spalle ma il ragazzo, spaventato, si liber di lui quasi per istinto e si spinse fin dove i guardiani glielo permisero, guardando sua madre che abbandonava la chiesa. Appena i capelli neri della donna scomparvero oltre la porta, il tumulto esplose di nuovo nelle sue orecchie.
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Tutta Juviles era una sarabanda. I moriscos cantavano e danzavano per le strade al suono di tamburelli, sonagli, cornamuse, timpani, flauti e dulciane. Le porte delle case dei cristiani erano scardinate. Quando entr nel villaggio, Brahim si raddrizz, orgoglioso e prestante, sulla sella di un. cavallo roano. Era alla guida di una squadra di moriscos armati. La comitiva faticava ad avanzare a causa del tumulto che regnava nelle strade: uomini e donne danzavano intorno a loro, festeggiando la rivolta.
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Il mulattiere si era unito alla rivolta a Cdiar, dove laveva sorpreso durante un trasporto. L aveva lottato gomito a gomito con il Partal e i suoi monfi contro una compagnia di cinquanta archibugieri cristiani, che erano stati massacrati.
Brahim chiese dove fossero i cristiani del villaggio e diverse persone, tra urla e salti, gli indicarono la chiesa. Vi si diresse e vi entr in sella al roano. Quando si stagli sulla porta, mentre il cavallo sbuffava inquieto, il baccano cess gli istanti necessari perch si sentisse il flebile tentativo di protesta di don Martin.
Sacril...! Il sacerdote fu immediatamente zittito a suon di pugni e pedate. Brahim spron il roano per farlo passare sopra i frammenti di retablo, croci e immagini sparsi per terra, e la folla proruppe di nuovo in urla e versi. Shihab, il capitano del villaggio, lo salut dal punto in cui erano ammucchiati i cristiani, davanti allaltare, e il mulattiere si rivolse a loro.
Tutte le Alpujarras si sono sollevate in armi, disse arrivando fino a Shihab, senza smontare dal cavallo variopinto. Per ordine del Partal ho portato con me le donne, i bambini e i vecchi moriscos che non possono combattere, perch si rifugino nel castello di Juviles, dove ho lasciato anche il bottino ottenuto a Cdiar.
Il castello di Juviles non era lontano, si trovava a est del villaggio, su uno sperone roccioso alto quasi tremila piedi e difficile da raggiungere. La sua costruzione risaliva al decimo secolo: conservava le mura e alcune delle nove torri originarie, ormai semidistrutte, ma allinterno era abbastanza spazioso da accogliere i moriscos rifugiati di Cdiar. Inoltre, costituiva un luogo sicuro dove depositare il bottino razziato in quella ricca localit.
A Cdiar ormai non restano cristiani vivi! grid Brahim.
E di questi, che ne dobbiamo fare? gli chiese il capitano indicando il gruppo davanti allaltare.
Il mulattiere stava per rispondere, ma unaltra domanda glielo imped: E di questo? Che ne facciamo di questo?Il maniscalco era spuntato da dietro il gruppo dei cristiani afferrando il giovane Hernando per un braccio.
Un sorriso crudele si dipinse sul viso di Brahim quando piant lo sguardo sul figliastro. Quegli occhi azzurri da cristiano! Glieli avrebbe strappati volentieri...
Hai sempre detto che  un bastardo cristiano! lo provoc il maniscalco.
Era vero, laveva ripetuto mille volte... ma adesso aveva bisogno del ragazzo. Il Partal si era mostrato irremovibile quando Brahim gli aveva chiesto la spada, larchibugio e il cavallo roano del capitano Herrera, a capo dei soldati di Cdiar.
Il tuo lavoro  quello del mulattiere, gli aveva risposto il monfi.Avremo bisogno di te. Bisogna trasportare tutti i beni
tolti a questi vigliacchi per barattarli con le armi dei barbareschi. A cosa ti serve un cavallo, se devi trasportare le salmerie?
Ma Brahim voleva quel roano. Ardeva dal desiderio di usare la spada e larchibugio del capitano contro gli odiati cristiani.
La carovana sar guidata dal mio figliastro, Hernando, aveva replicato al Partal, quasi senza pensare. E' in grado di farlo: sa ferrare e curare gli animali, e loro gli ubbidiscono. Io guider gli uomini che mi affiderai per difendere lequipaggiamento e il bottino che dobbiamo trasportare. Il Partal si era accarezzato la barba. Un altro monfi, lo Zaguer, che conosceva bene Brahim ed era presente, aveva interceduto per lui.
Sar anche migliore come soldato che come mulattiere, era intervenuto. Non gli mancano n il coraggio n la destrezza. E conosco suo figlio: ci sa fare con le mule.
Daccordo, aveva concesso il Partal dopo qualche istante di riflessione. Porta la gente a Juviles e abbi cura del bottino che abbiamo conquistato. Tu e tuo figlio ne risponderete con la vita.
E ora quel maniscalco voleva far prigioniero Hernando perch era cristiano. Brahim biascic alcune parole incomprensibili dallalto del roano.
Il tuo figliastro  un cristiano! insist a voce alta il maniscalco. Lo ripetevi anche tu a tutte le ore.
Diglielo, Hernando! intervenne Andrs. Il sacrestano si era alzato e fece per avvicinarsi al ragazzo. Uno dei guardiani stava per scagliarsi contro di lui, ma lufficiale glielo imped. Riconosci la tua fede in Cristo! supplic il sacrestano una volta libero, con le braccia tese.
S, figlio. Prega lunico Dio, aggiunse don Martin, con il volto insanguinato e la testa china. Raccomandati al vero... Un altro pugno interruppe la frase.
Lo sguardo di Hernando vagava sui presenti, musulmani e cristiani. Chi era lui? Andrs si era dedicato alla sua istruzione pi che a quella degli altri ragazzi del villaggio. Il sacrestano laveva trattato meglio che il suo patrigno. Sa parlare arabo e castigliano, leggere, scrivere e far di conto, sostenevano dal canto loro i moriscos, non del tutto disinteressati. E tuttavia, anche Hamid laveva preso sotto la sua custodia: che fossero nei campi o nella sua capanna, gli insegnava con costanza le preghiere e la dottrina musulmane, la fede del suo popolo. A Cdiar non restavano cristiani vivi! assicurava Brahim. Il sudore freddo gli bagnava la fronte: se lavessero considerato cristiano, lavrebbero condannato a... Lo schiamazzo era cessato e molti dei moriscos bisbigliavano vicino al gruppo.
Il cavallo di Brahim scalpitava. Hernando era cristiano! sembrava riflettere il viso del cavaliere. Non era forse figlio di un sacerdote? Non sapeva forse molto pi delle leggi di Cristo di qualsiasi musulmano? E se invece si fosse occupato delle mule suo figlio, Aqil? Il Partal non conosceva i suoi ragazzi. Avrebbe potuto dirgli...
Deciditi! lo incalz Shihab.
Il mulattiere tir un sospiro. Il suo bel viso abbozz un sorriso torvo.
Tenetevelo...
Che c da decidere? Che cosa c da tenersi?
La voce di Hamid zitt i mormorii. Il faqih indossava una semplice tunica lunga che metteva in risalto il fodero doro della lunga sciabola, fissata con una corda a mo di cintura. Cercava di avanzare con landatura pi eretta possibile, nonostante la sua gamba. Il tintinnio dei frammenti di metallo che pendevano dal fodero risuon chiaramente allinterno della chiesa. 
Alcuni moriscos li guardarono con attenzione, tentando di indovinare quali iscrizioni riportassero.
Che c da decidere? ripet.
Aisha sbuffava dietro di lui. Era corsa fino alla capanna di Hamid, consapevole dellaffetto che questi provava per suo figlio e del rispetto della gente del villaggio per il faqih. Solo lui poteva salvarlo! Se dovevano ascoltare Brahim, come voleva il maniscalco... Lorigine di quel figlio non veniva mai menzionata, ma non era necessario. Il mulattiere non nascondeva il proprio odio verso Hernando: lo maltrattava e gli parlava con disprezzo. Se qualcuno del villaggio voleva infastidirlo, non doveva far altro che nominare il Nazareno. Allora luomo si irritava e imprecava; poi, la sera, se la prendeva con Aisha, e la picchiava. Lunica soluzione della donna era stata quella di ricordargli mille volte che era anche la madre dei suoi quattro figli, di dedicarsi a loro anima e corpo per averne lincondizionata dedizione, cos da suscitare nel marito latavico senso del legame familiare che ogni musulmano rispettava. E Brahim di solito cedeva a denti stretti... Ma in un momento simile... In un momento simile non si trattava solo di lui, era un intero villaggio infervorato a reclamare la testa del Nazareno.
Hamid aveva distolto lo sguardo dai seni di Aisha, che si intravedevano sotto le vesti scompigliate. Copriti, le aveva chiesto, turbato almeno quanto lei quando si era resa conto della propria mancanza di pudore. Poi aveva cercato di comprendere quello che la donna gli diceva, sollecitandola a gesti perch si calmasse e parlasse pi piano. Aisha alla fine era riuscita a spiegarsi e il faqih non aveva esitato un istante. Erano partiti entrambi verso la chiesa. Hamid arrancava dietro di lei, sforzandosi di seguire il suo passo veloce.
Il ragazzo  cristiano! insisteva il maniscalco, senza smettere di strattonare Hernando.
Hamid aggrott la fronte.
Tu, Yusuf, disse puntandogli il dito contro,fa la tua professione di fede.
Molti dei moriscos abbassarono subito lo sguardo. Il fabbro esit.
Che cosa centra...? inizi a protestare Brahim dallalto del roano.
Zitto, ordin Hamid, alzando una mano. E tu, prega! disse al maniscalco, esortandolo.
Non c altro Dio allinfuori di Allah, e Maometto  il suo profeta, inton Yusuf.
Continua.
Questa  la professione di fede. E' sufficiente, si giustific laltro.
No: Non lo . Non in al Andalus. Recita le preghiere dei tuoi antenati, quelli che vuoi vendicare.
Yusuf sostenne lo sguardo del faqih per qualche istante, ma poi abbass gli occhi, come molti dei presenti.
Recita le preghiere che avresti dovuto insegnare ai tuoi figli, ma che hai gi dimenticato, lo rimprover Hamid. Qualcuno tra voi  forse in grado di enumerare gli attributi della divinit come si usa nella nostra terra?
Il faqih vag con lo sguardo sul gruppo di moriscos. Nessuno rispose.
Fallo tu, Hernando, disse, rivolto al ragazzo.
Dopo essersi liberato dalle minacciose mani del maniscalco, Hernando raccolse una delle casule ricamate doro ammucchiate davanti allaltare. Esit qualche istante, quindi si orient verso la qibla e singinocchi sopra la seta.
No! grid Andrs, ma stavolta i moriscos lo colpirono, impedendogli di continuare. Il sacrestano si port le mani al viso e singhiozz davanti al tradimento del suo pupillo, mentre Hernando iniziava la preghiera.
Non c altro Dio allinfuori di Allah, e Maometto  il suo profeta. Sappi che ciascuno  tenuto a riconoscere che Dio  uno solo nel suo regno. Ha creato le cose che ci sono nel mondo, il sommo e linfimo, il trono e lo sgabello, i cieli e la terra, quello che esiste in essi e quanto si trova nel mezzo. Hernando aveva iniziato la preghiera con voce insicura, ma via via che sorgevano le parole il suo tono and acquistando sicurezza.Tutte le creature sono state create a suo arbitrio; nulla si muove senza il suo permesso...
Persino il cavallo di Brahim rimase quieto a quelle parole. Hamid ascoltava compiaciuto con gli occhi semichiusi. Aisha stava attenta e si sfregava le mani come se volesse spingere le parole che uscivano dalla bocca di suo figlio.
Egli  il primo e lultimo, il Palese e lOcculto. Egli  lOnnisciente, termin il giovane.
Nessuno parl finch lo fece Hamid: Chi osa ancora sostenere che questo ragazzo  cristiano?
...
.
...
5.
...
.
...
Tutti i cristiani di Juviles furono confinati in chiesa sotto la tutela di Hamid, che aveva il compito di farli abiurare e convertire allIslam.
Brahim si avvi verso nord, in direzione della sierra, dove il Partal aveva detto di voler accorrere per far sollevare la gente. Ai suoi ordini part un gruppo variopinto formato da cinque o sei uomini, alcuni muniti di armi prese agli archibugieri di Cdiar, altri con semplici bastoni o fionde di sparto. In coda cera Hernando, che controllava la carovana delle mule, incrementata da sei ottimi esemplari scelti da Brahim tra quelle provenienti da Cdiar.
Hernando era dovuto correre dietro il roano del patrigno. Quando in chiesa nessuno aveva osato mettere in dubbio le parole del faqih, Brahim aveva spronato il cavallo per andarsene, ordinando al ragazzo di seguirlo. Non aveva potuto nemmeno salutare Hamid o sua madre, ma aveva sorriso mentre passava accanto a loro. Nella piazza della chiesa lo aspettavano uomini e mule.
Se solo perdi un animale o un carico, ti strappo gli occhi. Erano state quelle le uniche parole del patrigno, prima di iniziare la marcia.
Da quel momento lunica preoccupazione del ragazzo fu di incitare le mule dietro la cavalcatura di Brahim e degli uomini che lo seguivano a piedi. Le mule di Juviles ubbidivano agli ordini; quelle requisite lo facevano secondo lumore. Una di loro, la pi ribelle, gli tir una dentata quando la spinse perch si rimettesse in fila. Hernando balz di lato con agilit ed evit il morso, ma quando fece per punire la bestia si ritrov a, mani nude.
Aspetta che ti piglio... imprec a denti stretti. La mula prosegu come le andava, mentre Hernando si guard intorno. Un palo lo trover, pensava. Le mule non erano tonte, ma
quella aveva bisogno di una lezione. Non poteva correre il rischio che gli disubbidissero con il patrigno nei paraggi, perch sarebbe stato lui a finire punito. Cos afferr un sasso piuttosto grosso e si avvicin nuovamente al fianco destro dellanimale, con il braccio dietro la schiena. Appena percep la presenza del ragazzo la mula fece per morderlo, ma Hernando le assest una pietrata sul labbro. La bestia scosse la testa e ragli forte. Lui allora la incit con dolcezza e la mula torn in fila, sottomessa. Appena alz lo sguardo, simbatt in quello del patrigno. Brahim, girato sulla sella, lo osservava con attenzione, in attesa come sempre che il ragazzo commettesse il minimo errore per poterlo castigare.
Proseguirono salendo in direzione di Alcatar. Transitavano lungo uno stretto sentiero, in fila per uno, e ancora non avevano perso di vista Juviles, quando leco di una voce risuon tra gole, sentieri e montagne. Hernando si ferm. Un brivido gli sal lungo la schiena. Quante volte glielo aveva raccontato, Hamid! Anche a quella distanza il ragazzo riconobbe il timbro della voce del faqih e lo percep orgoglioso, allegro, vivace, sfavillante. Sprigionava la stessa soddisfazione del giorno in cui gli aveva mostrato la spada del Profeta.
venite a pregare! sentirono che urlava, di sicuro dalla torre della chiesa.
Il richiamo riecheggi tra i dirupi scoscesi, urtando contro le rocce e ingarbugliandosi nella vegetazione, fino a riempire tutto laltopiano delle Alpujarras, dalla Sierra Nevada alla Contraviesa e da l fino al cielo. Erano pi di sessantanni che in quelle terre non risuonava il richiamo del muezzin! 
La carovana si ferm. Hernando cerc il sole e si raddrizz per verificare se la sua ombra raggiungeva il doppio della propria statura: era il momento esatto.
Non esiste n forza n potere, se non in Allah, eccelso e grande, mormor, unendosi alle parole degli altri. Che fosse mezzogiorno o sera, cos recitavano tutti i giorni nelle loro case, badando che nessun cristiano potesse sentirli dalla strada.
Allah  grande! grid quindi Brahim, alzandosi sulle staffe e brandendo larchibugio oltre la propria testa.
Hernando si ingobb timoroso dinanzi alla figura e allaspetto feroce del patrigno.
Subito il suo grido fu coperto da quello di tutti gli uomini che lo accompagnavano. Senza abbassare larchibugio, Brahim fece segno di continuare. Uno degli uomini si pass il dorso della mano sugli occhi, prima di rimettersi in cammino. Hernando lo sent tirar su col naso e schiarirsi la gola pi volte, come se volesse reprimere il pianto, e incit le mule con il canto di Hamid che ancora gli risuonava nelle orecchie.
Linsediamento di Alcatar, situato a poco pi di una lega da Juviles, li ricevette con gli stessi canti, balli, feste e sarabande che si erano celebrati nel villaggio di partenza. Dopo aver fatto levare in armi i moriscos del paese, il Partal e i suoi monfi si erano diretti verso la vicina Narila, loro luogo dorigine, senza aspettare larrivo di Brahim.
Come tutti i villaggi delle Alte Alpujarras, Alcatar era un rompicapo di stradine che salivano, scendevano e serpeggiavano, delimitate da piccole case imbiancate a calce e con i tetti terrazzati. Brahim and verso la chiesa.
Un gruppo tra i quindici e i venti cristiani era stato riunito davanti alle sue porte, strettamente sorvegliato da moriscos armati di bastoni che tormentavano i prigionieri con grida e colpi, come fanno i pastori con le pecore. Hernando not lo sguardo atterrito di una bambina, che spiccava per i capelli color della paglia. Accanto alla facciata della chiesa, il cadavere trafitto del beneficiato locale era oggetto di scherno da parte di quanti passavano l vicino, che gli sputavano addosso o gli tiravano calci. Poco distante dal beneficiato, in ginocchio, un uomo giovane con la mano destra mozzata cercava di tamponare la fuoriuscita di sangue che gli stava rubando la vita. Il sangue stava formando una pozza sopra il nevischio e la mano era diventata il passatempo di un cane, che si divertiva a mordicchiarla sotto lo sguardo attento di alcuni bambini moreschi.
Inizia a caricare il bottino! 
La voce di Brahim risuon proprio nel momento in cui un bambino, pi audace degli altri, toglieva al cane il suo macabro giocattolo e lo lanciava ai piedi del mutilato. Il cane corse verso di lui, ma prima che ci potesse arrivare una donna scoppi in una risata, sput sulluomo quando lui le mostr il moncherino e scalci via la mano affinch il cane potesse divorarsela in pace.
Hernando scroll la testa e segu i soldati dentro la chiesa. La bimba cristiana, con i capelli di paglia zuppi di nevischio, continuava a tenere gli occhi fissi sul cadavere del beneficiato.
Poco dopo il ragazzo ne usc carico di indumenti di seta ricamata in oro, oltre a un paio di candelabri dargento, che si aggiunsero al mucchio di oggetti dogni tipo accumulati alle porte della chiesa. A quel punto si ferm per impadronirsi di qualche panno con cui coprirsi. Provenivano dal saccheggio delle case cristiane. Dallalto del suo roano, Brahim storse la faccia.
Vuoi che muoia di freddo? si difese Hernando, anticipando la sgridata del patrigno.
Le bisacce delle dodici mule erano strapiene quando il sole inizi a tramontare e una frangia rossiccia si dipinse sopra le cime che circondavano le Alpujarras. Il cadavere dissanguato del monco giaceva sopra quello del beneficiato. Il cane aveva smesso di mordicchiare la mano e i cristiani se ne stavano inquieti, raggruppati davanti alla chiesa. La voce del muezzin risuon energica, i moriscos stesero le vesti di seta e lino sopra il fango e si prostrarono.
Il rosso del cielo si tramut in cenere quando ormai la preghiera del tramonto era terminata. Il Partal e i suoi monfi si presentarono ad Alcatar. Una trentina di uomini rudi alcuni a cavallo, altri a piedi, tutti ben coperti e armati di balestre, spade o archibugi, oltre alle daghe alla cintola, ai quali si erano uniti alcuni gandul, gli uomini della milizia urbana dei moriscos di Narila, impegnati a controllare la fila di prigionieri cristiani che avevano trasportato da Narila ad Alcatar. Sembrava che ai monfi non importasse del freddo n del nevischio che cadeva: chiacchieravano e ridevano. Hernando not, in fondo al gruppo, una fila di mule che trasportava il bottino ricavato a Narila.
I nuovi prigionieri passarono a ingrossare il gi numeroso gruppo di cristiani trattenuti davanti alla chiesa. I moriscos interruppero a suon di botte qualsiasi comunicazione tra loro e alla fine torn a regnare il silenzio, mentre i bambini scorrazzavano intorno ai monfi, indicando le loro daghe e i loro cavalli, e si riempivano di orgoglio quando qualcuno dei banditi arruffava loro i capelli. Brahim e il capitano di Alcatar diedero il
benvenuto al Partal e si appartarono per riunirsi con il monfi. Hernando vide il suo patrigno indicare verso di lui e le mule cariche, mentre il Partal assentiva. Poi questultimo indic le mule che trasportavano il bottino di Narila e fece cenno di chiamare il mulattiere che le guidava, ma Brahim rifiut in maniera decisa. Nonostante la distanza e nelloscurit interrotta solo dalle torce, Hernando si accorse che i due uomini discutevano animatamente. Brahim gesticolava e scuoteva la testa: si capiva che largomento della conversazione era il nuovo mulattiere. Sembrava che il Partal volesse calmarlo e convincerlo di qualche cosa. Alla fine parve che si mettessero daccordo e il monfi ordin al nuovo arrivato di avvicinarsi per dargli istruzioni. Il mulattiere di Narila offr la propria mano a Brahim, ma lui non gliela strinse e lo guard con diffidenza.
Hai capito bene qual  il tuo posto? gli disse a bruciapelo, osservando il Partal con la coda dellocchio. Il mulattiere di Narila annu. La tua fama ti precede: non voglio avere problemi con te, con le tue mule o con il tuo modo di lavorare. Mi auguro di non dovertelo ricordare, aggiunse laltro come unico saluto.
Si chiamava Cecilio, ma per le strade dellaltopiano era conosciuto come Ubaid da Narila. Cos si present a Hernando, con un certo orgoglio, una volta che su indicazione di Brahim ebbe condotto la propria carovana accanto a quella del ragazzo.
Io mi chiamo Hernando, disse il giovane.
Ubaid attese qualche istante.
Hernando? si limit a ripetere, notando che il ragazzo non diceva altro.
S, Solo Hernando. Lo disse con fermezza, sfidando
Ubaid, molto pi grande di lui e mulattiere di professione. Ubaid scoppi in una risata sarcastica e gli volt subito le
spalle per occuparsi dei suoi animali.
Se sapesse qual  il mio soprannome... pens Hernando, con
una stretta allo stomaco. Forse dovrei adottare un nome musulmano.
Quella sera il grano e gli alimenti saccheggiati nelle case dei cristiani vennero consumati in abbondanza per festeggiare la rivolta delle Alpujarras. Tutte le valli, tutti i luoghi abitati da
moriscos si stavano unendo alla ribellione, affermava il Partal con entusiasmo. Mancava solo Granada! 
Mentre i notabili del villaggio sintrattenevano con i monfi, i cristiani rimanevano confinati in chiesa sotto la sorveglianza del faqih del paese, che come Hamid a Juviles doveva tentare di farli abiurare. Hernando e Ubaid rimasero insieme alle mule e al bottino, riparati in un tugurio. Tuttavia non furono dimenticati dalle donne di Alcatar, che li servirono con generosit. Hernando sazi la sua fame e cos fece Ubaid, che una volta soddisfatto lo stomaco tent pure di placare altri desideri. Il ragazzo lo vide corteggiare qualsiasi donna si avvicinasse. Qualcuna si avvicin anche a lui e gli si sedette accanto tra mille lusinghe, in cerca di un contatto. Hernando si faceva piccolo piccolo, distoglieva lo sguardo e addirittura si scostava, finch le donne abbandonarono ogni tentativo.
Che succede, ragazzo? Ti fanno paura? domand il suo compagno, che il cibo e la compagnia femminile sembravano aver messo di buon umore. Non c niente da temere, vero? disse, rivolgendosi a una di loro.
La donna rise, mentre il ragazzo arrossiva. Il mulattiere di Narila lo guardava con espressione maliziosa.
O hai paura che io lo possa dire al tuo patrigno? insist. Non mi pare che andiate troppo daccordo...
Hernando non rispose.
Be, non c da meravigliarsi... prosegu Ubaid. Le sue labbra accennarono un sorriso di complicit, che non riusc affatto ad abbellire una faccia sporca e volgare.Tranquillo, ora  impegnato a darsi delle arie... Ma io e te siamo pi vicini a quello che davvero  importante, non credi?
In quel momento la donna che assillava Ubaid reclam le sue attenzioni e lui, dopo aver lanciato a Hernando unocchiata che il ragazzo non riusc a comprendere del tutto, sprofond la testa tra i suoi seni.
A notte inoltrata il mulattiere scomparve in dolce compagnia. Vedendolo allontanarsi, Hernando ricord i commenti del sacrestano di Juviles.
Le cristiane nuove, le moriscas, gli aveva spiegato in una delle molte sedute di indottrinamento nella sacrestia della chiesa, godono delle pratiche amorose sollazzandosi senza misura
con i loro mariti... Ma non solo con i mariti! E' chiaro che il matrimonio moro non pu considerarsi tale: non  altro che un contratto, proprio come la compravendita di una mucca o laffitto di un campo. Il sacrestano lo trattava come se fosse un cristiano vecchio, discendente da cristiani senza macchia, e non il figlio di una morisca.Tanto gli uomini come le donne si dedicano al vizio della carne, una cosa che ripugna a Cristo Nostro Signore. Per questo le vedrai tutte in carne, in carne e brune, perch la loro unica ambizione  offrire piacere ai loro uomini, giacere con loro come cagne in calore e, in loro assenza, dedicarsi alladulterio, peccare di gola e di pigrizia, e spettegolare tutto il giorno senza altro scopo che intrattenersi finch torna lora di ricevere gli uomini a braccia aperte.
Anche le cristiane a volte sono in carne, era stato tentato di replicare in quelloccasione, e alcune sono molto pi scure delle moriscas, ma era rimasto in silenzio, come faceva sempre con il sacrestano.
Sulla Sierra Nevada il giorno di Natale si annunci freddo e soleggiato.
Persistono nella loro fede, annunci il faqih di Alcatar al Partal e ai moriscos riuniti davanti alla chiesa. Se parlo del vero Dio e del Profeta, rispondono recitando le loro preghiere, tutti insieme. Se li minaccio di maltrattamenti, si raccomandano a Cristo. Li abbiamo picchiati e pi li picchiavamo, pi invocavano il loro Dio. Abbiamo levato loro croci e medaglie, ma si prendevano gioco di noi facendosi il segno della croce.
Finiranno per cedere... borbott il Partal. Cuxurio de Brchules si  sollevata stanotte. Il Seniz e altri capi monf ci aspettano l. Riunite il bottino, aggiunse, rivolto a Brahim. Quanto ai cristiani, verranno con noi a Cuxurio. Portateli fuori.
Unottantina di persone vennero cacciate dalla chiesa a grida, colpi e spintoni. Tra il pianto di donne e bambini, molti levarono gli occhi al cielo e iniziarono a pregare quando simbatterono nella turba che li aspettava fuori. Altri si segnarono.
Il Partal attese che fossero riuniti e si avvicin a loro con sguardo indagatore.
Che Cristo faccia ricadere su di te...! 
Il monfi zitt la minaccia del cristiano che aveva parlato con un violento colpo del calcio del suo archibugio. Luomo, magro e di mezza et, cadde in ginocchio con la bocca insanguinata. Quella che doveva essere la moglie accorse in suo aiuto, ma il Partal le assest una manata sulla faccia. Quindi socchiuse gli occhi finch le sue spesse ciglia nere sembrarono fondersi. Tutti i moriscos stavano a guardare. Tra i cristiani regnava il silenzio.
Spogliatevi! ordin allora. Che si spoglino tutti gli uomini e i ragazzi oltre i dieci anni! 
I cristiani si guardarono gli uni gli altri, con lincredulit dipinta sulle facce. Come potevano spogliarsi in presenza delle loro mogli, delle vicine e delle figlie? Dallinterno del gruppo si alzarono alcune proteste.
Denudatevi! ordin il Partal a un anziano dalla barba rada che stava davanti a lui, una testa sotto il monfi. Per tutta risposta luomo si fece il segno della croce. Il bandito sguain lentamente la sua lunga e pesante spada, e appoggi la punta affilata contro il collo del cristiano, sopra il pomo dAdamo, finch ne sgorg un filo di sangue. Allora insist: Ubbidisci! 
Con aria di sfida, lanziano lasci cadere le braccia lungo i fianchi. Il Partal gli affond la spada nel collo senza esitazione.
Spogliati, disse al cristiano successivo, mentre gli avvicinava al collo la lama insanguinata. Luomo impallid e, guardando il vecchio agonizzante vicino a lui, inizi a sbottonarsi la camicia. Tutti! ordin il Partal.
Molte donne abbassarono lo sguardo, altre coprirono gli occhi alle figlie. I moriscos scoppiarono a ridere.
Ubaid, che non si era perso un solo particolare, si diresse verso le mule. Hernando lo segu: dovevano prepararsi per partire.
Le poverette sono belle cariche! esclam il mulattiere con ironia. Nessuno sa tutto quello che trasportano... E' una fortuna: se per caso qualcosa andasse perso, nessuno se ne accorgerebbe...
Di colpo allarmato, Hernando si gir verso luomo. Che cosa aveva voluto dire? Ma Ubaid sembrava immerso nelle sue occupazioni, come se quelle parole non fossero state altro che una battuta a caso. Tuttavia, quasi senza pensarci, Hernando si sent rispondere con voce pi ferma del solito: Non si perder niente! E il bottino del nostro popolo.
Nessuno dei due aggiunse una parola.
Infine abbandonarono Alcatar: Brahim, il Partal e i suoi monfi guidavano la marcia. Dietro di loro veniva una fila di oltre quaranta cristiani, nudi e scalzi, intirizziti dal freddo, con le mani legate dietro la schiena. Donne a testa china, bambini sotto i dieci anni e le quasi venti mule che trasportavano il bottino chiudevano la carovana, sotto la sorveglianza di Hernando e Ubaid. Sparpagliati in quella formazione, i moriscos che avevano deciso di prendere le armi e di unirsi alla lotta, i gandul, imprecavano contro i cristiani e li minacciavano di mille terrificanti torture se non avessero rinnegato la loro fede e non si fossero convertiti.
Bench Cuxurio de Brchules si trovasse a poco pi di un quarto di lega da Alcatar, lasprezza del percorso ben presto lasci il segno sui piedi scalzi dei cristiani ed Hernando not varie pietre macchiate di sangue. Di colpo uno di loro cadde per terra: a giudicare dalle gambe magre e dal pube glabro, si trattava ancora di un bambino. Gli uomini erano tutti legati, cos nessuno pot aiutarlo; le donne ci provarono, ma i gandul glielo impedirono e presero a calci il piccolo. Hernando vide la bambina dai capelli paglierini che si gettava su di lui per proteggerlo. .
Lasciatelo! grid, inginocchiata, coprendogli la testa con le proprie braccia.
Chiedi al tuo Dio che lo faccia alzare, le grid uno.
Rinnegate la vostra fede, salt su un altro.
Il piccolo gruppo formato dal bambino caduto, la bambina
e i quattro uomini rimasti indietro costrinse a fermarsi la mula
che apriva la carovana delle bestie.
Cosa succede l? sent Hernando dalla voce di Ubaid, alle proprie spalle.
Il ragazzo raggiunse il gruppetto nel momento in cui uno dei moriscos si univa alle grida del mulattiere. Ci toccher ucciderli, se non proseguono! 
Tra le gambe dei gandul riusc a vedere il corpo rannicchiato del bambino, intravide il suo viso contratto e gli occhi fermamente chiusi. Le parole gli uscirono senza che le avesse pensate.
Se li uccidete non potrete... non potremo, si corresse al listante, convertirli alla vera fede.
I quattro moriscos si girarono come un solo uomo. Avevano tutti diversi anni pi di lui.
Chi sei tu per dire qualcosa?
Chi siete voi per ucciderli? tenne testa Hernando.
Occupati delle tue mule, ragazzo...
Lui non lo lasci neanche finire e sput per terra.
Perch non chiedete a lui che cosa dovete fare? aggiunse indicando la schiena possente del Partal, che si allontanava davanti a loro. Non li avreste forse gi uccisi ad Alcatar, se quella fosse stata la sua volont?
I quattro giovani si scambiarono qualche occhiata e alla fine decisero di proseguire, dopo aver propinato un altro paio di calci al piccolo. Con laiuto della bambina, Hernando lo rialz dal sentiero e incit le mule in attesa della Vecchia. Sostenuto per le ascelle, sospeso tra il giovane mulattiere e la bimba dai capelli di paglia, il piccolo annaspava. Ubaid osservava la scena senza dire niente. I suoi occhi sembravano soppesare la situazione. Il figliastro di Brahim aveva pi fegato di quanto avesse giudicato a prima vista... In quel momento Hernando stava aiutando la ragazzina a far montare il bambino in groppa alla Vecchia.
Perch lhai fatto? le chiese. Avrebbero potuto ucciderti.
E' mio fratello, rispose lei, con il viso solcato dalle lacrime. Il mio unico fratello. E un bravo bambino, aggiunse poi come se reclamasse clemenza.
Si chiamava Isabel, gli disse pi avanti, mentre camminava accanto alla Vecchia sostenendo suo fratello, Gonzalico. Chiacchierarono poco, ma abbastanza perch Hernando percepisse limmenso affetto che li legava.
La situazione di Cuxurio de Brchules era simile a quella di tutti i villaggi delle Alpujarras che si erano sollevati: la chiesa saccheggiata e profanata, i moriscos in festa e i cristiani prigionieri. L li aspettava unaltra squadra di monfi agli ordini di Lope il Seniz. I monfi decisero di concedere unaltra opportunit 
ai cristiani ma stavolta, visti gli scarsi risultati di Alcatar, diedero istruzione a chi esercitava da faqih di minacciarli di maltrattare, umiliare e uccidere le loro donne, se non si fossero convertiti allIslam.
.E' come un piccolo faqih, si vant Brahim davanti al Partal e al Seniz, quando vide comparire la curiosa immagine formata dal figliastro e dalla vecchia con il bambino a cavalcioni e Isabel al suo fianco. Conoscete Hamid da Juviles? Entrambi assentirono. Chi nelle Alpujarras non aveva sentito parlare di Hamid, lo zoppo? E' il suo protetto. Lo ha istruito nella vera fede.
Il Partal socchiuse gli occhi per osservare larrivo di Hernando, con la mula e il bambino. La conversione di un ragazzino tanto piccolo, pens, potrebbe minare pi di qualsiasi minaccia la resistenza di quegli ostinati cristiani.
Avvicinati, ordin a Hernando. Se  vero quello che assicura il tuo patrigno, stanotte ti fermerai con il piccolo cristiano e farai in modo che rinneghi la propria fede.
Ma mentre i moriscos sollevati si concentravano sulla conversione forzata dei cristiani, la rivolta delle Alpujarras viveva la sua prima importante sconfitta. Quella stessa notte di Natale n i moriscos di Granada n quelli della pianura si unirono alla rivolta. Farax, il ricco tintore alla guida dellinsurrezione, entr nellAlbaicin a capo di centottanta monfi travestiti da turchi per simulare lo sbarco di truppe di rinforzo e percorrere il quartiere moresco di Granada incitando a squarciagola alla ribellione. Mentre monfi e moriscos percorrevano le sinuose viuzze del quartiere musulmano, le esigue truppe cristiane restarono acquartierate allAlhambra. Tuttavia restarono chiuse anche le porte e le finestre delle case moresche.
Quanti siete? si sent chiedere attraverso uno spiraglio.
Seimila, ment Farax.
Siete pochi e arrivate troppo presto. E la finestra si richiuse.
...
.
...
6.
...
.
...
Gonzalico inizi a tremare appena fu obbligato a restituire le coperte con cui si era protetto durante la notte.
Ha rinnegato? chiese a Hernando un monfi al seguito del Seniz, appena sorse lalba.
Hernando e Gonzalico avevano parlato accanto al fuoco, nel campo dove riposavano le mule. La domanda del monfi lo sorprese seduto e in silenzio, con lo sguardo fisso sulle braci del fal. Rinnegare? fu tentato di replicare il giovane morisco. Il piccolo si era aggrappato alla sua fede con voce da bambino e fermezza da uomo. Aveva pregato il suo Dio! Aveva raccomandato la propria anima al Signore dei cristiani! 
Neg a testa bassa. Il monfi sollev Gonzalico da terra senza troppi riguardi e lo afferr per un braccio. Hernando vide solo i suoi piedi scalzi inciampare, mentre si allontanavano verso il villaggio.
Doveva andargli dietro? E se alla fine rinnegava lo stesso? Alz lo sguardo dalle braci che si stavano spegnendo. Come la vita di Gonzalico! Ma a lui non sarebbe stato concesso il tempo di ardere con la forza e la passione di quei tronchi, durante la notte. Era solo un bambino! Lo vide trottare per mantenere il passo del monfi, zoppicando nel pestare una pietra o cadendo, trascinato poi per qualche passo. Gli occhi gli si riempirono di lacrime. Si alz per seguirli.
I vostri re ci hanno obbligati a rinunciare alla nostra fede, gli aveva spiegato a un certo punto della notte. E labbiamo fatto. Ci hanno battezzati tutti. Gonzalico non gli staccava di dosso i suoi immensi occhi scuri. E adesso che regneremo di nuovo noi...
Non regnerete mai nei cieli, lo aveva interrotto il piccolo.
Se cos fosse, ricordava di avergli risposto senza voler entrare nel merito della discussione che laltro aveva sollevato, che importanza ha rinnegare qualcosa qui sulla terra?
Il bambino aveva sussultato.
Rinnegare Cristo? aveva chiesto con un filo di voce.
Erano forse tonti, quei cristiani? Allora gli aveva parlato della fatwa decretata dal mufti di Orano, quando era avvenuta la conversione forzata dei musulmani spagnoli.
E se vi obbligheranno a bere il vino, bevetelo dunque, ma senza che per scelta diventi un vizio, aveva recitato dopo avergli spiegato il senso della sentenza di quel giureconsulto rivolta ai suoi fratelli di al Andalus, a cui tutti i moriscos si erano aggrappati,e se vi obbligheranno a mangiare il maiale, mangiatelo pur negandolo e attestando che  vietato. Questo significa che se ti obbligano con la forza, aveva cercato di convincerlo alla fine, in realt non stai rinnegando... sempre che tu ubbidisca al tuo Dio.
Riconosci la tua eresia, aveva insistito Gonzalico.
Con un sospiro il giovane mulattiere aveva spostato la sua attenzione sulla Vecchia, sempre vicina a lui. La mula dormicchiava in piedi.
Ti uccideranno, aveva sentenziato dopo un po.
Morir per Cristo, aveva esclamato il bambino con un brivido che n loscurit n la coperta potevano celare.
I due erano rimasti in silenzio. Hernando ascoltava il pianto soffocato di Gonzalico, rannicchiato nella coperta. Morir per Cristo. Era solo un bambino! Aveva cercato unaltra coperta. con cui avvolgerlo e, anche se sapeva che era sveglio, gli si era stretto vicino.
Grazie, aveva detto Gonzalico tirando su col naso.
Grazie? si stava ripetendo sorpreso nel momento in cui, attraverso le coperte, si era accorto che il bimbo cercava la sua mano e vi si afferrava. Glielo aveva lasciato fare e i singhiozzi erano diminuiti fino a trasformarsi in una respirazione regolare. Per quello che restava della notte era rimasto accanto al bambino, che dormiva, senza osare lasciargli la mano per non svegliarlo.
Avevano riaperto gli occhi prima che arrivasse il monfi del Seniz. Gonzalico gli aveva sorriso. Hernando aveva osservato il suo sorriso infantile e aveva cercato di rispondergli allo stesso modo, ma il suo tentativo si era trasformato in una smorfia. Come poteva sorridere, Gonzalico? E' solo un bambino innocente, 
si era detto. La notte, la discussione, il pericolo, il diverso credo, tutto era rimasto dietro di loro, e ora lui si comportava dal bimbo che era. Non era forse un nuovo giorno? Non stava forse per splendere di nuovo il sole, come sempre? Hernando non aveva osato insistere sulla conversione e, stavolta s, gli aveva sorriso apertamente.
Non avevano niente da mangiare.
Mangeremo dopo, si era rassegnato Gonzalico con voce infantile.
Dopo! Hernando si era costretto ad annuire.
Nessuno dei cristiani prigionieri aveva abiurato. Morir per Cristo. Quellimpegno fece capolino nella memoria di Hernando, ormai gi nel centro di Cuxurio, quando vide che il monfi gettava il bambino verso il folto gruppo di cristiani ammassati vicino alla chiesa tutti nudi. Gli ululati delle donne moresche si mescolavano con i pianti delle cristiane, costrette a guardare i loro padri, mariti, fratelli o figli da una certa distanza. Se qualcuna abbassava lo sguardo o chiudeva gli occhi, veniva immediatamente percossa finch tornava a fissarli sugli uomini. L stavano dunque tutti i cristiani di Alcatar, Narila e Cuxurio de Brchules: pi di ottanta uomini e bambini da dieci anni in su. Il Seniz e il Partal gridavano e gesticolavano di fronte al faqih, che quella notte era rimasto con i cristiani. Il Seniz fu il primo: senza proferire parola si diresse verso i prigionieri. In piedi davanti a loro accese una miccia del suo vecchio archibugio con intarsi dorati e la fiss alla serpentina.
Sul villaggio scese il silenzio. Gli sguardi erano fissi su quella treccia di lino impregnata di salnitro, che crepitava piano.
Il Seniz appoggi la culatta dellarma per terra, introdusse la polvere nella canna, poi ci mise sopra un pezzetto di panno per caricare tutto a colpi di bacchetta. Non guardava altro che il suo archibugio. Introdusse un proiettile di piombo e torn a caricare la canna con la bacchetta. A quel punto sollev larma e prese la mira.
Un urlo si alz dal gruppo delle cristiane. Una donna cadde in ginocchio, con le dita delle mani intrecciate, supplicanti, e un morisco la tir per i capelli fino a obbligarla ad alzare gli
occhi. Il Seniz non gir nemmeno la testa e innesc con polvere fine il fornello. Quindi, senza altri preamboli, spar al petto di un cristiano.
Allah  grande! url. Leco dello sparo risuonava ancora nellaria. Uccideteli! Uccideteli tutti! 
Monfi, gandul e uomini semplici si scagliarono contro i cristiani con archibugi, lance, spade, daghe o semplici attrezzi agricoli. Lo schiamazzo torn ad assordare Cuxurio. Le cristiane, trattenute dalle moriscas e da un gruppo di gandul, furono costrette ad assistere alla strage. Nudi, circondati da una torma impazzita, i loro uomini non potevano fare niente per difendersi. Alcuni singinocchiarono segnandosi, altri cercarono di proteggere i figli tra le proprie braccia. Hernando osservava la scena vicino al gruppo delle cristiane. Unenorme morisca gli mise in mano una daga e lo spinse perch si unisse alla carneficina. La lama dellarma scintill nel suo palmo e la donna lo spinse di nuovo. Hernando avanz verso i cristiani. Che cosa doveva fare? Come poteva ammazzare qualcuno? Era a met strada quando Isabel, la sorella di Gonzalico, scapp dal gruppo, corse verso di lui e gli strinse la mano.
Salvalo, supplic.
Salvarlo! Doveva andare a ucciderlo! La morisca lo teneva docchio e...
Afferr la ragazzina per un braccio, si mise dietro di lei e, minacciandola con la daga al collo, la obblig ad assistere al massacro cos come facevano altri uomini con il resto delle prigioniere. Il donnone moresco sembr accontentarsi.
Salvalo, sent che gli ripeteva Isabel tra i singhiozzi, senza poter fare nulla per sfuggirgli.
Le suppliche le laceravano il petto.
La costrinse a guardare e, al di sopra della sua testa, guard anche lui: Ubaid si stava dirigendo verso Gonzalico. Per un istante il mulattiere si gir verso Hernando e Isabel, poi afferr i capelli del bambino e gli torse la testa perch gli offrisse la gola. La creatura non si oppose. Lo sgozz con un taglio netto, spegnendo la preghiera che usciva dalle sue labbra. Isabel trattenne le suppliche e il respiro, proprio come Hernando. Ubaid lasci ricadere in avanti il corpo esanime e singinocchi per conficcargli la daga nella schiena e frugare al suo interno. Poi estrasse il cuore sanguinolento di Gonzalico, lo alz con un ululato di trionfo, si diresse verso i ragazzi e lo gett ai loro piedi.
Hernando ormai non esercitava pi alcuna forza su Isabel, eppure lei gli restava incollata. Nessuno dei due abbass lo sguardo sul cuore. La strage continuava e Ubaid torn a prendervi parte: al beneficiato Montoya estrassero un occhio con un pugnale prima di accanirsi su di lui a coltellate; altri due sacerdoti furono martirizzati con una freccia dietro laltra finch nel loro corpo non ci fu spazio per nuovi dardi; altri ancora vennero squartati lentamente per poi morire. Un uomo infieriva con una zappa su quello che ormai non era altro che una massa sanguinolenta irriconoscibile, e continuava a colpire. Un morisco si avvicin al gruppo delle cristiane con una testa infilzata su una picca e si mise a ballare accostandola alle loro facce. Alla fine le grida si trasformarono in canti che festeggiavano la crudele fine dei cristiani. Morir per Cristo. Hernando pos lo sguardo sul cadavere devastato di Gonzalico: il suo corpo era uno dei tanti che si ammucchiavano vicino alla chiesa in unimmensa pozza di sangue. Con un grande sforzo represse le. lacrime. Alcuni monfi camminavano sopra i cadaveri in cerca di moribondi da finire; la maggior parte di loro rideva e chiacchierava. Qualcuno fece risuonare una dulciana, e uomini e donne iniziarono a danzare. Nessuno sorvegliava pi le cristiane sottomesse. La stessa morisca mastodontica che gli aveva consegnato la daga gli strapp via Isabel e la spinse verso le altre, poi pretese che le rendesse larma.
Hernando teneva ancora la daga in mano, i suoi occhi azzurri sembravano incapaci di staccarsi dal mucchio di cadaveri.
Dammi la daga, gli intim la donna. Il ragazzo non si mosse. La donna lo stratton.
La daga! Hernando gliela consegn con un gesto meccanico. Come ti chiami?
In risposta la donna ottenne solo un balbettio e riprese a scuoterlo.
Come ti chiami? Hamid, rispose Hernando, tornando in s. Ibn Hamid.
Il giorno stesso della strage di Cuxurio de Brchules, il Seniz, il Partal e i loro monfi ricevettero da Farax, tintore dellAlbaicin di Granada e capo della rivolta, lordine di recarsi con il bottino e le prigioniere cristiane al castello di Juviles.
Il giorno di Natale, a Bznar, un villaggio allingresso occidentale delle Alpujarras, i moriscos proclamarono re di Granada e Cordova don Fernando di Vlor.
Proprio come Hamid, il nuovo re discendeva dalla nobilt musulmana granadina, ma a differenza del faqih di Juviles sosteneva che la sua stirpe fosse imparentata con i califfi cordovesi della dinastia degli omayyadi. La sua famiglia, al contrario di quella di Hamid, si era integrata con i cristiani dopo la presa di Granada. Suo padre aveva raggiunto il grado di cavaliere ventiquattro della citt, entrando a far parte del gruppo di nobili che dominavano e reggevano il consiglio, ma era stato condannato ai lavori forzati per un crimine. La carica di ventiquattro era stata ereditata dal figlio, accusato poi di aver assassinato chi aveva denunciato il padre e vari testimoni del delitto. Allora don Fernando di Vlor aveva venduto la carica a un altro morisco, che si era presentato come suo garante al procedimento penale; ma questultimo, che non si fidava troppo della parola di don Fernando e temeva di perdere la somma lasciata in garanzia, fece in modo che al momento del pagamento per lacquisto della carica le autorit confiscassero anche il denaro di quella compravendita. Il 24 dicembre 1568, informato della rivolta che agitava le Alpujarras, don Fernando di Vlor e Cordova fugg da Granada senza carica di cavaliere ventiquattro e senza denaro, con unamante e uno schiavo nero come unica compagnia, per unirsi a quelli che, secondo lui, costituivano il suo vero popolo.
Il re di Granada e Cordova aveva ventidue anni e la pelle scura, olivastra. Era un uomo dalle folte sopracciglia e dai grandi occhi neri. Gentile e distinto, poteva contare sulla stima e il rispetto di tutti i moriscos, tanto per la sua carica a Granada quanto per il sangue reale che garantiva. Con lappoggio della sua famiglia, i Valoris, fu nominato re a Bznar, sotto un ulivo e davanti a una moltitudine di moriscos, nonostante la violenta opposizione di Farax, che reclamava la corona per s e che Fernando mise a tacere nominandolo gran connestabile. Alla fine il Tintore baci la terra calpestata dal nuovo re dopo che questultimo, vestito di porpora, aveva pregato sopra quattro bandiere distese verso i quattro punti cardinali e aveva giurato di morire nel suo regno, nella legge e nella fede di Maometto. Don Fernando fu nominato re con una corona dargento rubata a una statua della Vergine e ricevette il nome di Muhammad ibn Umayya, che i cristiani trasformarono in Aben Humeya, tra le acclamazioni di tutti.
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La prima disposizione di Aben Humeya fu quella di inviare Farax nelle Alpujarras, al comando di un esercito composto da trecento esperti monfi, per recuperare il bottino catturato allo scopo di barattarlo con i corsari barbareschi in cambio di armi. Hernando torn quindi a incitare la sua carovana di mule cariche da Cuxurio al castello di Juviles. I suoi rapporti con Ubaid erano diventati pi tesi: il ragazzo non riusciva a cancellare dalla memoria lespressione selvaggia del mulattiere, n smetteva di ripensare alle sue battute sulla possibile perdita accidentale di parte del bottino.
Devo controllare la Vecchia. Resta sempre indietro, disse a Ubaid per poter chiudere la fila. Preferiva non averlo alle spalle.
Una mula vecchia mangia quanto una giovane, ribatt laltro. Uccidila. Hernando non rispose. Vuoi forse che faccia io anche questo? aggiunse il mulattiere, mentre portava la mano alla daga che gli pendeva dalla cintola.
Questa mula conosce le strade delle Alpujarras meglio di te, scapp detto al ragazzo.
I due si fissarono, gli occhi di Ubaid erano pieni di odio. Il mulattiere di Narila stava borbottando qualcosa a denti stretti quando un urlo di Brahim lo fece girare. Il gruppo delle prigioniere cristiane si era gi incamminato e le mule dietro di loro ancora non si muovevano. Luomo aggrott le sopracciglia, rispose con un altro urlo di rimando e si accod alla carovana, trapassando Hernando con lo sguardo.
Fu allora che Ubaid decise di liberarsi di quel ragazzo: per lui rappresentava Brahim, il mulattiere di Juviles con il quale aveva avuto mille problemi lungo i sentieri delle Alpujarras... come con la maggior parte degli altri mulattieri. Loro e le ricchezze che trasportavano con la carovana avevano stimolato lambizione delluomo di Narila. Chi si sarebbe accorto che
mancava qualcosa? Nessuno aveva il controllo su quanto era stato caricato sulle bestie. S, la lotta del suo popolo era importante, ma prima o poi sarebbe finita e a quel punto... avrebbe continuato a essere un semplice mulattiere, costretto a vagare nella sierra innevata per guadagnare una miseria? Ubaid non ci stava. La vittoria dei suoi non avrebbe corso alcun rischio se il loro tesoro si fosse un tantino ridotto. Aveva provato a ottenere laiuto di Hernando, a guadagnarsene lamicizia facendo leva sui cattivi rapporti che entrambi avevano con Brahim, ma quello stupido non era stato al gioco. Bene! Peggio per lui! Era quello il momento, agli inizi della rivolta, con la gente ancora disorganizzata. Pi in l.., pi avanti chiss quanti rischi si sarebbero aggiunti o quali sarebbero state le disposizioni del nuovo re. E a quanto aveva capito nessuno, nemmeno il suo patrigno, avrebbe sentito troppo la mancanza di quel ragazzo a cui tutti davano del Nazareno.
Ubaid conosceva bene quel tragitto. Scelse la curva a gomito di un passaggio sinuoso e stretto che si snodava lungo la parete di una delle montagne. Le sporgenze di ogni tornante della mulattiera impedivano di vedere chi cera davanti o veniva dietro anche a pochi passi di distanza: nessuno poteva tornare indietro, tanto era stretto il percorso. Nessuno poteva sorprenderlo. Le mule chiudevano la marcia e dietro di loro, dopo la Vecchia, arrivava Hernando. Era facile: si sarebbe appostato dietro la curva, avrebbe tagliato la gola al ragazzo appena fosse passato, lavrebbe buttato su una mula bella carica e avrebbe nascosto corpo e animale in una grotta di quello stesso tratto, senza nemmeno fermare la marcia. Tutti avrebbero pensato che Hernando fosse fuggito con parte del bottino. La colpa sarebbe ricaduta su Brahim, per essersi fidato di un nazareno bastardo. Lui sarebbe poi dovuto tornare di notte e nascondere bene il suo bottino sino alla fine della guerra.
Cos fece. Incit i propri animali perch proseguissero, e quelli ubbidirono, ormai abituati a quel tragitto. Impugn il coltello e lo tenne alto quando le prime mule della fila di Hernando spuntarono oltre il gomito. Le cont: erano dodici. Le mule lo sfioravano e LJbaid le spronava in silenzio con la mano libera, affinch avanzassero. Lundicesima spunt dalla curva e il mulattiere si appost, teso. Il ragazzo sarebbe stato il successivo, dopo lultima bestia.
La Vecchia per si ferm. Hernando la incit con la voce ma la bestia, ostinata, si rifiutava di proseguire: intuiva la presenza di una persona oltre la svolta.
Che succede, Vecchia? chiese il ragazzo, accennando a superarla per vedere che cosa...
Si avvicin ancora di pi al gomito e la vecchia rincul, come se volesse impedire che il suo padrone la superasse. Il ragazzo si ferm di colpo. E dopo nemmeno un istante Ubaid si materializz sul sentiero, brandendo il coltello: le mule si stavano allontanando e doveva portare a termine il suo piano. Hernando, da dietro la Vecchia, fece per scappare, poi cambi idea e afferr un grande candelabro di argento massiccio che spuntava da una delle bisacce.
I due si sfidarono, con la Vecchia in mezzo. Hernando, con la schiena zuppa di un sudore pi freddo delle temperature della sierra, tentava di controllare il tremito delle mani e di tutto il corpo, mentre puntava il lungo candelabro contro il mulattiere di Narila. Un aspro precipizio, insondabile, si apriva sulla sua destra. Ubaid guard nellabisso: un colpo con quel candelabro...
Provaci, dai, lo sfid Hernando con uno strillo nervoso. Il mulattiere di Narila valut la situazione e rinfil il pugnale nella cintola.
Credevo che ti inseguissero i cristiani, si giustific con prepotenza, prima di voltargli le spalle.
Hernando non si gir nemmeno. Gli cost riporre il candelabro nella bisaccia, di colpo consapevole del suo peso. Tremava, molto pi di quando aveva affrontato Ubaid, e quasi non riusciva a controllare le mani. Alla fine si appoggi alla groppa della vecchia e le diede qualche pacca in segno di gratitudine. Continu il tragitto, assicurandosi che la mula superasse ogni tornante prima di lui.
Festeggiati dai bambini che erano corsi loro incontro, salirono per il ripido pendio che portava al castello di Juviles il pomeriggio inoltrato del giorno di Santo Stefano. Hernando non perdeva di vista Ubaid, che procedeva davanti a lui. Man mano che si avvicinavano, percepirono la musica e il profumo del cibo preparato allinterno. Tra le mura semidiroccate della fortezza li aspettavano le donne e i vecchi di Cdiar, cos come molte altre genti di vari luoghi delle Alpujarras, soprattutto donne, bambini e anziani, che accorrevano in cerca di rifugio poich i loro padri o mariti si erano uniti alla rivolta.
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Allinterno di quellampio spazio, circoscritto da nove torri difensive alcune distrutte, altre che ancora si ergevano con tracotanza sopra labisso, si ammucchiavano come in un bazar decine di tende e capanne costruite con rami e teli, che custodivano i beni di ogni famiglia. I fal risplendevano in ogni spazio rimasto libero tra le tende; gli animali si mischiavano ai bambini e ai vecchi, mentre le donne, abbigliate con colorati abiti moreschi, erano impegnate a cucinare. Il baccano e gli aromi aiutarono Hernando a rilassarsi: non si trattava dei bolliti con verdure e lardo che mangiavano i cristiani: qui cera olio ovunque. Sfilarono accanto alle tende in mezzo allovazione generale, una donna offr loro un dolce alle mandorle e al miele, unaltra una frittella, mentre una terza si era presentata con una gustosa ed elaborata confettura ricoperta di glassa. Qua e l, a gruppi, risuonavano tamburelli, gaite e timpani, dulciane e ribeche. Hernando morse la glassa e nella sua bocca si mescolarono i sapori dello zucchero, dellamido e del muschio, dellambra, del corallo rosso e delle perle, delliperico e dellacqua di zagare. Poi, tra fuochi e donne, canti e balli, aspir laroma dellagnello, della lepre e della selvaggina, e quella delle erbe con cui li cucinavano: il coriandolo, la mentuccia, il timo e la cannella, lanice. laneto e mille altre. Le carovane di mule attraversarono senza difficolt tutto il forte fino a una delle sue estremit, dove sorgevano i resti dellantica rocca fortificata e coperta e dove era stato depositato il bottino di Cdiar. Le prigioniere cristiane appena arrivate furono aggredite dalle moriscas, che le spogliarono dei pochi beni loro rimasti prima di metterle a lavorare.
Con laiuto degli uomini ai quali Brahim aveva affidato la protezione del bottino di Cdiar, Hernando e Ubaid iniziarono a scaricare le mule e ad ammucchiare oggetti di valore.
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Erano entrambi tesi e si sorvegliavano lun laltro. Erano occupati a trasportare i frutti del saccheggio dalle bisacce allinterno della fortezza, quando la sarabanda e le grida andarono scemando, e tutti poterono sentire la voce di Hamid che chiamava alla preghiera dal campanile di Juviles, ora trasformato in minareto. Al castello cerano due grandi pozzi che offrivano acqua della sierra, limpida e pura. Terminarono le abluzioni e la preghiera, poi tornarono alle loro occupazioni: allinterno del mastio si accumulava un tesoro considerevole composto per gran parte da oggetti di valore, gioielli e tutti i soldi portati via ai cristiani.
Hernando lasci che i suoi occhi scorressero sulloro e sullargento. Assorto a osservare quella piccola fortuna, non saccorse che Ubaid era l vicino. Dopo la preghiera della sera, loscurit della rocca era interrotta soltanto da un paio di torce. La confusione era tornata a infuriare. Brahim chiacchierava con i soldati di guardia, allingresso.
Mentre gli passava vicino, Ubaid gli diede uno spintone.
La prossima volta non avrai la stessa fortuna, borbott.
La prossima volta! ripet tra s Hernando. Quelluomo era un ladro e un assassino! Erano soli. Guard il mulattiere. Ci pens per qualche istante. E se...? Bastardo! lo insult allora.
Il mulattiere si gir sorpreso proprio nel momento in cui Hernando gli si lanciava addosso. Il ragazzo sub il contraccolpo della sberla con cui Ubaid lo respinse, e barcoll in modo esagerato fino a lasciarsi cadere sul tesoro, proprio dove si trovava una piccola croce doro e di perle che aveva notato prima. Il chiasso richiam lattenzione di Brahim e dei soldati.
Cosa...? inizi a dire Brahim, raggiungendo linterno del mastio in un paio di falcate. Che cosa ci fai sopra il bottino?
Sono caduto. Ho inciampato, farfugli Hernando, mentre si scrollava i vestiti, con la croce nascosta nel palmo della mano destra.
Ubaid osservava la scena stupito. A che cosa era dovuto limprovviso attacco del ragazzo?
Imbranato, lo rampogn il patrigno, avvicinandosi al tesoro per controllare con unocchiata che nessun oggetto si fosse rotto. Vado a Juviles, butt l Hernando. Tu resti qui... inizi a dire Brahim.
Come puoi pretendere che resti qui? Il giovane alz la voce e gesticol in modo esagerato. Si era infilato loggetto prezioso nella cintola, coperto dalla casacca che si era procurato tra gli indumenti dei cristiani di Alcatar. Vieni con me! Guarda! 
Senza altri indugi usc dalla rocca e si diresse verso le carovane delle mule. Brahim lo seguiva, confuso.
Questa ha un ferro staccato. Hernando alz la zampa di una delle mule e mostr il ferro che si muoveva. Quella inizia ad avere una piaga. Il ragazzo si infil tra le mule di Ubaid per arrivare a quella che indicava. No, non  questa, aggiunse da dietro uno degli animali del mulattiere di Narila.
Si mise in punta di piedi con le braccia sui fianchi e finse di cercare quella con la piaga. Mentre lo faceva, nascose la croce tra i finimenti della mula di Ubaid.
Quella! S,  quella. Raggiunse finalmente la bestia e le tolse il basto. Gli tremavano le mani e sudava, ma il patrigno vide chiaramente la piccola escoriazione che lui aveva notato durante il cammino. E questaltra deve avere qualcosa in bocca, perch non ha voluto mangiare, ment. Ho tutti gli attrezzi e gli unguenti al villaggio! 
Brahim lanci unocchiata agli animali,
Daccordo, acconsent dopo aver riflettuto qualche istante. Vai a Juviles, ma sta pronto a tornare appena te lo ordiner.
Hernando sorrise a Ubaid, che osservava la scena dallingresso del mastio, insieme ai soldati. Il mulattiere aggrott la fronte e socchiuse gli occhi a quel sorriso, poi lo minacci con lindice prima di scomparire tra le tende, dove le donne iniziavano a servire la cena. Brahim fece per seguirlo.
Non vai a controllare? lo trattenne il figliastro.
Controllare? Cosa...?
Non voglio avere problemi con il bottino, lo interruppe serio Hernando. Se dovesse mancare qualcosa...
Ti ucciderei. Brahim si chin verso il ragazzo con gli occhi ridotti a due fessure.
Appunto per questo. Hernando controllava a fatica il tremito che minacciava la sua voce. Si tratta del bottino del nostro popolo, la prova della sua vittoria. Non voglio guai. Controlla le mie mule! 
E Brahim cos fece. Verific che le bisacce fossero vuote,
controll gli interstizi dei finimenti e pretese addirittura che il ragazzo si spogliasse della casacca per perquisirlo, prima di dargli il permesso di lasciare il castello.
Una volta libero, serpeggiando tra le tende con le mule in fila, Hernando gett unocchiata dietro di s: ora Brahim stava ispezionando le bestie di Ubaid.
Arri! esclam, incalzando la carovana.
Hernando e le sue mule arrivarono a Juviles a sera inoltrata. Gli zoccoli delle cavalcature sopra il selciato spezzarono il silenzio del villaggio. Alcune moriscas si affacciarono alle finestre per chiedere notizie della rivolta, ma rinunciarono quando si accorsero che alla guida della carovana cera il giovane Nazareno. Aisha lo aspettava sulla porta: la Vecchia lo aveva anticipato. Incit le altre mule perch proseguissero fino alla stalla e si ferm davanti a sua madre. La tremolante luce della candela che illuminava linterno della casa giocava con il profilo della donna. In quel momento Hernando ricord i suoi enormi seni mentre danzava in chiesa al suono degli ululati; tuttavia, quella visione si trasform di colpo nellAisha supplicante che aveva ottenuto lintervento di Hamid.
E tuo padre? gli domand lei. E' rimasto al castello.
Aisha si limit ad aprire le braccia. Hernando sorrise e si avvicin fino a farsi stringere.
Grazie, madre, sussurr.
In quello stesso istante fu invaso dalla stanchezza: le gambe sembrarono cedere e tutti i muscoli si rilassarono. Aisha lo strinse ancora pi forte e inizi a canticchiare una ninnananna, cullando il figlio in piedi. Quante volte aveva sentito quella melodia, da bambino! Dopo... dopo erano arrivati gli altri figli di Brahim e lui...
Una lanterna sfarfall vicino alle ultime case del villaggio. Aisha si gir in quella direzione.
Hai cenato? chiese di colpo, nervosa, cercando di staccarlo da s, ma Hernando resisteva. Preferiva quellabbraccio al cibo. Su, su! insist la donna.Ti preparo qualcosa.
Entr in casa decisa. Hernando rimase un momento immobile, crogiolandosi 
nellodore di quei panni e di quel corpo che cos poche volte aveva potuto abbracciare.
Andiamo! lo riprese la madre dallinterno della casa. C molto da fare ed  tardi.
Sbard le bestie, gett un po dorzo nella mangiatoia e la madre gli port una bella razione di pan bagnato saltato con olio e pepe, uova e succo darancia. Mule e mulattiere mangiavano in silenzio. Aisha, seduta accanto al figlio, gli accarezzava i capelli con dolcezza mentre ascoltava il racconto di quanto era accaduto da quando era partito da Juviles. Lo baci sulla testa nel sentirgli riferire, con la voce vinta dal pianto, la morte di Gonzalico.
Ha avuto una possibilit, cerc di consolarlo. Glielhai offerta tu. Questa  una guerra. Una guerra contro i cristiani: ne soffriremo tutti, non dubitare.
Hernando fin di cenare e sua madre and a letto. Lui allora si mise a rigovernare le mule. Le controll: tutte ormai sazie, comprese le nuove, riposavano con il collo e le orecchie basse. Per un momento chiuse gli occhi, sopraffatto dalla stanchezza, ma poi si costrinse ad alzarsi: Brahim poteva mandarlo a chiamare in qualsiasi momento. Ferr la bestia che ne aveva bisogno. Nella notte il martellio risuon per sentieri e dirupi, mentre lui raddrizzava la ferratura di metallo dolce sopra lincudine fino a darle la forma quasi quadrata propria dei berberi. Brahim insisteva a continuare con la tecnica araba, rifiutando le ferrature semicircolari dei cristiani. Ed Hernando era daccordo con lui: il bordo sporgente che rimaneva nei ferri, grazie anche ai chiodi utilizzati, permetteva alle bestie di avanzare con sicurezza lungo percorsi impervi. Poi, una volta ferrata la mula e al contrario di come facevano i cristiani, tagli la parte di zoccolo che spuntava. Termin il lavoro, controll gli zoccoli di tutte le altre mule e alla fine si mise a curare quella che aveva segnalato al castello. Aveva chiesto alla madre di accendere il fuoco prima di andare a dormire. Entr in casa senza preoccuparsi dei quattro fratelli, che dormivano inquieti nella piccola stanza adibita a cucina e sala da pranzo. Presto avrebbero riavuto le loro stanze al piano superiore, accanto a quella della madre e di Brahim, quando i quasi duemila bozzoli di seta attaccati alle file di graticci alle pareti si fossero sbozzolati. Nel frattempo 
per dovevano svilupparsi nel silenzio e nella tranquillit, e i suoi fratelli erano costretti a cedere le loro stanze. Mise a scaldare un po dacqua e fece cuocere miele ed. euforbia che lasci sul fuoco, mentre andava a massaggiare con lacqua, calda la ferita della mula. Torn al fuoco e aggiunse del sale avvolto in un panno. Quando ritenne che il medicamento fosse pronto, lapplic sulla piaga. Per qualche giorno quella mula non avrebbe potuto lavorare, per quanto la cosa potesse infastidire Brahim. Osserv gli animali con soddisfazione, si riemp i polmoni dellaria, gelida della sierra e rivolse lo sguardo alle sagome delle montagne che circondavano Juviles: erano tutte avvolte dalle ombre tranne laltura del castello, illuminato dallo scintillio dei fal al suo interno. Che cosa sar successo a Ubaid? pens, mentre si avviava alla tettoia per dormire il poco che restava di quella notte.
....
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...
8.
...
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...
Il mattino seguente Hernando si alz allalba. Fece le sue abluzioni e attese il richiamo di Hamid alla prima preghiera del giorno. Si chin due volte e recit la sura iniziale del Corano, poi si sedette per terra e appoggi il fianco destro, prosegu con la benedizione per terminare intonando linno di pace. I suoi fratellastri, svegli anche loro, cercarono di imitarlo, balbettando preghiere che non dominavano. Lui torn a curare la mula e, dopo la colazione, sincammin verso la casa di Hamid. Aveva tante cose da raccontargli! Tante domande da fargli! I cristiani di Juviles erano ancora rinchiusi nella chiesa, a pane e acqua; il faqih insisteva a cercare di convertirli allIslam. Tuttavia, quando arriv nei pressi del tempio, trov donne, bambini e anziani in agitazione. Si avvicin a un gruppo riunito intorno ai resti della campana distrutta della chiesa.
Hamid conosce bene le nostre leggi, sosteneva uno degli anziani.
Sono molti anni, borbott un altro, che non si giudica nessun musulmano secondo le nostre leggi. A Ugijar...
A Ugijar non  mai stata fatta giustizia! lo interruppe il primo.
Un mormorio di assenso percorse il gruppo. Hernando osserv la gente del villaggio: vecchi, ragazzini e donne che non avevano partecipato alla rivolta camminavano in silenzio verso il castello. Aisha era tra loro.
Che succede, madre? le chiese, quando la raggiunse.
Tuo padre ha convocato Hamid al castello, gli rispose la donna senza fermarsi. Devono giudicare un mulattiere di Narila che ha rubato un gioiello.
Cosa gli faranno?
Alcuni dicono che lo frusteranno. Altri che gli taglieranno la mano destra e altri ancora che lo uccideranno. Non lo so, figlio. Facciano ci clre vogliono, disse la madre, che continuava 
a camminare,si merita qualunque cosa. Il tuo patrigno mi ha parlato spesso di lui: ruba dalle merci che trasporta. Ha gi avuto parecchi problemi e cause con i moriscos, ma il podest di Ugijar si  sempre schierato in sua difesa. Che vergogna! Una cosa  rubare ai cristiani, unaltra a quelli del tuo popolo! Dicono che sia amico di...
Hernando smise di ascoltarla per ricordare la discussione del patrigno con il Partal e lo sguardo che i due mulattieri si erano scambiati dopo il rifiuto di Brahim di salutare laltro. Il patrigno era capace di molte cose, ma non avrebbe mai rubato a un musulmano! Aisha continuava a camminare. Parlava e gesticolava insieme alle altre donne, che concordavano con gesti simili.
Hernando non prosegu. Non voleva essere presente al processo. Di sicuro... di sicuro il mulattiere di Narila avrebbe dato la colpa a lui in pubblico.
Devo occuparmi delle mule, si scus nel momento in cui un gruppo di bambini lo superava correndo.
Un brivido pass sulla pelle del ragazzo. Ucciderlo...! E perch no? Non ci aveva forse provato anche lui? Se non fosse stato per la Vecchia... Non laveva forse minacciato di morte? E Gonzalico? Si era vendicato crudelmente sul bambino... anche se non si era certo comportato in modo pi atroce degli altri moriscos. Scacci quei pensieri dalla mente. S, avrebbe deciso Hamid: avrebbe emesso senza dubbio la sentenza pi giusta.
Il processo inizi dopo la preghiera di mezzogiorno e si protrasse per tutto il pomeriggio. Ubaid neg di aver rubato la croce, e mise persino in dubbio lidoneit di Hamid a giudicarlo.
Certo, riconobbe il faqih, che stringeva tra le mani la croce trovata tra i finimenti della mula. Non sono un giudice, un cad, n posso davvero considerarmi, nemmeno dopo tanti anni, un giureconsulto, un faqih. Preferisci che non sia io a giudicarti?
Il mulattiere not che alcuni degli uomini riuniti intorno al giudice si portavano la mano alle daghe e alle spade, facendo il gesto di avvicinarsi. Soltanto allora riconobbe lautorit di Hamid. Ubaid non trov nessun testimone in proprio favore: nessuno 
rispose in modo positivo alle domande con cui Hamid iniziava i suoi interrogatori.
Testimoni tu che il convocato Ubaid, mulattiere di Narila,  un uomo di legge e che non c nulla da dire su di lui, che osserva la professione di fede e le purificazioni previste? E che  un uomo buono secondo la legge di Maometto, buono nel suo prendere e buono nel suo dare?
Tutti citarono i numerosi problemi che il mulattiere aveva avuto con i suoi fratelli nella fede. Si presentarono perfino due donne, che non erano state chiamate a testimoniare, e, come se volessero appoggiare le dichiarazioni dei propri mariti, garantirono di averlo visto commettere adulterio la notte prima.
Hamid ignor le accuse che Ubaid, disperato, lanciava contro Hernando e sentenzi che gli tagliassero la mano destra in quanto ladro. Tuttavia, siccome laccusa di adulterio non era stata debitamente provata da quattro testimoni, ordin poi che le due donne che avevano testimoniato a quel riguardo ricevessero ottanta frustate, proprio come indicava la legge musulmana.
Prima di occuparsi della punizione del mulattiere, Brahim si dispose a eseguire la pena per le due donne. Si era procurato una bacchetta sottile e quando gli presentarono le condannate interrog Hamid con lo sguardo.
Il faqih chiese loro se fossero gravide. Le due negarono e allora lui si rivolse a Brahim: Frustale in modo leggero, contieni la tua forza, ordin. Cos dice la legge.
Le due donne si lasciarono sfuggire un sospiro di sollievo.
Fa togliere loro casacche e pellicce, senza arrivare a denudarle. E non legare loro i piedi o le mani... a meno che non vogliano fuggire.
Brahim si sforz di eseguire gli ordini di Hamid. Ci malgrado, anche se leggere, ottanta frustate finirono per lasciare sulle camicie sottili strisce di sangue, che si estesero rapidamente lungo la schiena.
Al centro del castello, prima dellimbrunire, di fronte a centinaia di moriscos silenziosi, Brahim mozz la mano destra del mulattiere di Narila con un violento colpo di scimitarra. Ubaid non lo guard nemmeno: era in ginocchio e qualcuno gli teneva lavambraccio disteso sopra il tronco di un albero a mo di
ceppo. Non grid nel momento in cui la sua mano si stacc dal polso, n quando gli applicarono un laccio per fermare il sangue, ma lo fece dopo, quando gli immersero il braccio in un calderone pieno di aceto e sale pestato.
I suoi ululati fecero rabbrividire tutti.
Hernando seppe ogni cosa quella stessa sera, al ritorno della madre, mentre cenava.
Alla fine diceva che sei stato tu a rubare la croce. Continuava a ripeterlo. Non la smetteva pi di urlare e di chiamarti Nazareno. Perch ti ha accusato, quella canaglia? gli domand Aisha.
Con la bocca piena e gli occhi sul piatto, Hernando apri le mani e si strinse nelle spalle.	
E' un miserabile! rispose senza guardare la madre mentre masticava. Poi sinfil in tutta fretta un altro pezzo di carne in bocca.
Quella sera non os andare d Hamid e fatic a prendere sonno. Che cosa aveva pensato il faqih delle accuse del mulattiere? In fondo aveva sentenziato che gli tagliassero la mano destra! Ma Ubaid non avrebbe lasciato le cose cos. Sapeva che era stato lui. Di sicuro. Ma ora... ora gli mancava la mano destra, quella con cui aveva impugnato il coltello contro di lui. Eppure doveva essere cauto, pensava, agitandosi nella paglia su cui dormiva. E Brahim? Il suo patrigno si era meravigliato che lo spingesse a controllare le mule. E gli altri presenti? Quel maledetto soprannome! Se prima era stato il Nazareno solo per la gente di Juviles, ora lo sarebbe diventato per tutti gli abitanti delle Alpujarras.
Nemmeno il mattino successivo si decise a far visita ad Hamid, ma a mezzogiorno il faqih lo mand a chiamare. Lo trov vicino alla chiesa, al sole di quel freddo inverno, proprio dove cerano i resti della campana, seduto sul frammento pi grande con la spada del Profeta ai piedi. Per terra davanti a lui, ordinatamente allineati, cerano numerosi bambini, originari di Juviles o venuti dal castello. Donne e vecchi li osservavano. Hamid gli fece cenno di avvicinarsi.
La pace sia con te, Hernando, lo accolse.
Ibn Hamid, lo corresse il ragazzo.Ho adottato questo nome... se non ti dispiace, balbett.
La pace sia con te, ibn Hamid.
Il faqih guard gli occhi azzurri di Hernando. Non ebbe bisogno di altro: pot leggerci la verit in un solo istante. Il ragazzo chin la testa, Hamid sospir e alz gli occhi al cielo.
I due si allontanarono di qualche passo dal gruppo di bambini, dopo che il faqih ebbe incaricato uno di loro di sorvegliare la sua preziosa sciabola.
Hamid lasci passare qualche istante.
Ti penti di quanto hai fatto oppure hai paura? indag poi.
Hernando, che si era aspettato un tono pi aspro, riflett su quella domanda prima di rispondere:Voleva convincermi a rubare il bottino. Una volta ha provato a uccidermi e mi ha minacciato di farlo ancora.
Forse lo far, ammise Hamid. Dovrai convivere con questidea. Affronterai la cosa o pensi di fuggire?
Hernando lo osserv: sembrava che il faqih gli leggesse anche tra i pensieri pi nascosti.
Lui  pi forte di me... anche senza una mano.
Tu sei pi intelligente. Usa lintelligenza.
I due si guardarono a lungo. Hernando voleva parlare, chiedergli perch lo aveva protetto. Ma esitava. Hamid se ne stava immobile.
Dicono le nostre usanze che un giudice non agisce mai in modo ingiusto, disse alla fine il faqih. Se altera la verit,  per rendersi utile. E io sono convinto di essere stato utile al nostro popolo. Pensa a questo. Confido in te, ibn Hamid, gli sussurr allora. Avrai avuto le tue buone ragioni.
Il ragazzo prov a dire qualcosa, ma il faqih glielo imped.
Bene, aggiunse all improvviso, ho molto da fare, e tutti questi bambini hanno bisogno di imparare il Corano. Bisogna recuperare gli anni perduti.
Si volt verso il gruppo di ragazzini, che iniziavano a mostrare segni dimpazienza, e chiese loro a voce alta: Chi di voi conosce la prima stira, al Fatiha? mentre percorreva zoppicando i pochi passi che lo separavano da loro.
Alzarono la mano in parecchi. Hamid indic uno dei pi grandi e gli fece cenno (li recitarla. Il ragazzino si alz.
Bismillahh ar-Rahman ar-Rahim, nel nome di Dio, clemente e misericordioso...
No, no, lo interruppe Hamid. Pi piano, con... Il ragazzo ricominci, agitato.
Bisntillah...
No, no, no, torn a interromperlo pazientemente il faqih.Ascoltate. Ibn Hamid, recita la prima sura per noi. Sussurr quel recita per noi.
Hernando ubbid e inizi la preghiera, mentre si dondolava appena: Bismillah...
Il ragazzo termin la sura. Hamid lasci passare alcuni istanti con i palmi aperti e le dita piegate: girava le mani ritmicamente e piano a entrambi i lati della testa, vicino alle orecchie, come se quella preghiera fosse musica. Nessuno dei bambini riusciva a distogliere lo sguardo da quelle mani asciutte che accarezzavano laria.
Sapete che larabo, spieg loro in seguito,  la lingua di tutto il mondo musulmano, ci che ci unisce qualunque sia la nostra origine o il luogo in cui viviamo. Attraverso il Corano, larabo ha raggiunto la sua condizione di lingua divina, sacra e sublime. Dovete imparare a recitare in modo ritmato le sure perch risuonino nelle vostre orecchie e in quelle di chi vi ascolta. Voglio che i cristiani l dentro, disse indicando la chiesa, sentano uscire dalla vostra bocca questa musica celestiale e si convincano che non c altro Dio allinfuori di Allah, n altro profeta allinfuori di Maometto. Insegnaglielo, concluse rivolto a Hernando.
Nei due giorni successivi il ragazzo non ebbe occasione di parlare con Hamid. Si occupava con diligenza delle mule aspettando gli ordini di Brahim, eseguiva i pochi lavori di quella stagione nei campi e dedicava il resto del suo tempo a insegnare ai bambini.
Il 30 dicembre Farax pass da Juviles a capo di una banda di monfi e, prima di ripartire, ordin limmediata esecuzione dei cristiani prigionieri nella chiesa.
Farax il Tintore, nominato gran connestabile da Aben Humeya, non si dedic solo a recuperare il bottino confiscato ai
cristiani, come gli aveva ordinato i I re, ma decret la morte di tutti i maschi oltre i dieci anni che ancora non erano stati giustiziati, aggiungendo che i loro cadaveri non venissero seppelliti ma abbandonati come cibo per le bestie. Ordin inoltre che nessun morisco nascondesse o offrisse asilo ad alcun cristiano, pena la morte.
Hernando e gli allievi della sua scuola improvvisata videro i cristiani di Juviles che abbandonavano la chiesa nudi, arrancando, molti di loro malati e con le mani legate dietro la schiena, in direzione di un campo vicino. Trascinando i piedi accanto al prete e al beneficiato, Andrs, il sacrestano, si volt verso Hernando, seduto sopra il frammento pi grande della campana. Il giovane sostenne il suo sguardo fino a quando un morisco spinse violentemente il sacrestano con il calcio di un archibugio. Non  una cattiva persona, si disse. Con lui si era sempre comportato bene... La gente si un alla comitiva, strillando e ballando intorno ai cristiani. I bambini erano rimasti in silenzio finch il grido di uno di loro li fece alzare tutti insieme. Hernando li guard correre verso il campo, quasi si trattasse di una festa.
Non puoi restare qui, sent dire.
Si volt e vide Hamid dietro di s.
Non mi piace vederli morire, si confid il ragazzo. Perch bisogna ucciderli? Abbiamo convissuto...
Non piace neanche a me, ma dobbiamo andare. Ci hanno obbligati a diventare cristiani, pena lesilio, un altro modo di morire lontano dalla tua terra e dalla tua famiglia. Loro non hanno voluto riconoscere lunico Dio, non hanno approfittato dellopportunit che gli  stata offerta. Hanno scelto di morire. Andiamo, lo sollecit Hamid. Hernando esitava. Non rischiare, ibn Hamid. Il prossimo potresti essere tu.
Gli uomini accoltellarono il beneficiato e il sacerdote. Un po distante, su un breve declivio, Hernando sobbalz vedendo sua madre avvicinarsi a don Martin, che agonizzava per terra. Che cosa voleva fare? Sent che Hamid gli passava un braccio intorno alle spalle. A grida e spintoni, le donne del villaggio obbligarono gli uomini a scostarsi dai religiosi. In silenzio, quasi con reverenza, un morisco mise un pugnale in mano ad Aisha. Il ragazzo la osserv mentre si inginocchiava accanto al
sacerdote, la vide alzare larma sopra la propria testa e conficcargliela con forza nel cuore. Di nuovo esplosero gli ululati. Hamid strinse con forza la spalla del ragazzo, mentre sua madre si accaniva sul cadavere del sacerdote. Poco dopo il tondo corpo del chierico era ormai una massa sanguinolenta, ma la donna, ancora in ginocchio, continuava a infilzare il coltello, come se con ogni pugnalata vendicasse parte del destino a cui un altro prete laveva condannata. Allora le altre donne si avvicinarono e la tirarono via dal cadavere, alzandola per le ascelle. Hernando riusc a vedere il suo viso stravolto, coperto di sangue e lacrime. Aisha si liber, lasci cadere il coltello, alz le braccia al cielo e grid con tutta la forza dei suoi polmoni:Allah  grande! 
Poi i moriscos uccisero altri due cristiani, i notabili del villaggio, ma prima che potessero continuare con quelli che rimanevano, tra i quali cera Andrs, il sacrestano, si present in paese lo Zaguer, il capitano di Cdiar, con i suoi uomini, e ferm il massacro.
Hernando pot soltanto intuire le discussioni tra i soldati dello Zaguer e i moriscos avidi di sangue. La sua attenzione si alternava tra la madre, ora seduta per terra, con le braccia che le cingevano le gambe e la testa nascosta tra le ginocchia, tutta tremante, e Andrs, il prossimo della fila.
Va con lei, gli disse Hamid, spingendolo per la schiena. Lo ha fatto per te, ragazzo, aggiunse, sentendo che resisteva. E' stato per te. Tua madre ha avuto la sua vendetta su uno degli uomini di Cristo, e una parte di quella vendetta  anche tua.
Fu solo capace di raggiungere la madre e di restare in piedi accanto a lei, a una certa distanza. Il campo si spopol e alcuni animali iniziarono ad avvicinarsi ai quattro cadaveri che vi giacevano. Hernando stava osservando un paio di cani che annusavano il corpo del beneficiato, in dubbio se cacciarli via, quando Aisha si rialz.
Andiamo, figlio, si limit a dire.
A partire da quel momento la donna non mostr il minimo cambiamento nel suo comportamento di sempre. Quel giorno non si cambi neppure dabito, come se il sangue che lo macchiava fosse qualcosa di naturale. Chi non riusc a concentrarsi
sulle proprie occupazioni fu Hernando: Ubaid lo aspettava al castello, sempre che non decidesse di andarlo a cercare. Sotto la tettoia, in compagnia delle mule, non smetteva di guardarsi intorno. Doveva tenersi pronto. Hamid sapeva che era stato lui a tendere una trappola al mulattiere. Confido in te, gli aveva detto, ma che cosa pensava di lui? Un giudice non agisce mai in modo ingiusto. Se altera la verit,  per rendersi utile. E il faqih gli aveva assicurato che cos era stato per lui. Il giovane torn a controllare i dintorni della tettoia, attento a qualsiasi fruscio.
Dorm male e il giorno dopo persino i bambini notarono la sua distrazione nel recitare il Corano. Era il primo dellanno secondo il calendario cristiano: quel giorno non ci fu lezione. Secondo lusanza, le donne erano uscite a filare sotto i gelsi. Si erano dipinte le mani con lhenn, con cui impregnavano anche le porte delle loro case; avevano preparato torte di pane secco e aglio e poi erano partite in direzione dei campi, dove in un calderone di rame su forni di mattoni e fango, costruiti per quello scopo, affogavano i bozzoli e li bollivano con sapone perch perdessero il grasso. Mentre li toglievano dal calderone con un ramo di timo, filavano la seta su rozzi telai che montavano sotto i gelsi. Le moriscas avevano molta abilit e la pazienza necessaria per filare. Dividevano i bozzoli in tre gruppi: i bozzoli a mandorla, da cui ottenevano seta lucida, la pi preziosa; i bozzoli doppi, con cui filavano il fioretto, una seta di scarto pi resistente e grezza; e quelli deteriorati, la cui seta si utilizzava per lacci e stoffe di scarsa qualit.
Hernando si domandava che cosa avrebbero fatto con la seta quellanno. Come potevano trasportarla e venderla al mercato di Granada? Le notizie degli informatori nella citt riferivano che il marchese di Mondjar continuava a radunare truppe per puntare contro le Alpujarras.
Per di pi, il marchese di Vlez si  offerto a re Filippo per fermare la rivolta nella zona di Almeria, commentavano alcuni uomini nella piazza del villaggio, vicino a dove il ragazzo insegnava a pregare ai pi piccoli.
Hernando fece cenno al bambino che in quel momento cantava le sure di proseguire e si avvicin al gruppo.
Diavolo Testa di Ferro, sent sussurrare con timore da un
vecchio. Cos i moriscos chiamavano il crudele e sanguinario marchese. Dicono, continu lanziano,che i suoi cavalli se la fanno sotto dalla paura nel momento stesso che li monta.
Se finiamo in mezzo ai due marchesi, ci schiacceranno, sentenzi un altro.
Non sarebbe andata cos, se quelli dellAlbaicin e quelli della pianura si fossero uniti alla rivolta, intervenne un terzo. Il marchese di Mondjar avrebbe avuto problemi nella sua stessa citt e non avrebbe potuto marciare sulle Alpujarras.
Hernando vide molti di loro annuire in silenzio.
Quelli dellAlbaicin stanno gi pagando il loro tradimento, afferm il vecchio. Quindi sput per terra.Alcuni fuggono verso le montagne, pentiti. Granada si  riempita di nobili e soldati di ventura e, anche se si sono offerti di pagare vitto e alloggio negli ospedali della citt, il marchese di Mondjar ha ordinato che vengano alloggiati nelle abitazioni dei moriscos. Li derubano e violentano le loro mogli e figlie. Ogni notte.
Dicono che nella Cancelleria hanno imprigionato oltre cento moriscos tra i notabili e i pi ricchi della citt, aggiunse un altro ancora.
Lanziano conferm con un cenno della testa. Sul gruppo scese il silenzio.
Vinceremo! grid allimprovviso uno del gruppo. Il bambino che recitava le sure tacque di fronte a quel ruggito. Dio ci aiuter! Vinceremo! insist, e i presenti, bimbi inclusi, si unirono alle sue esclamazioni.
Il 3 gennaio 1569 Hernando ricevette lordine di Brahim di andare al castello di Juviles. I moriscos muovevano contro lesercito del marchese di Mondjar, che marciava verso le Alpujarras.
Non riusc nemmeno a bardare la prima mula tanto gli tremavano le mani. Le cinghie scivolarono sul fianco dellanimale e caddero per terra, mentre il ragazzo si guardava le mani preoccupato. Che cosavrebbe fatto Ubaid? Lavrebbe ammazzato? Forse lo stava gi aspettando... no. Che ci faceva un mulattiere monco al castello? Come poteva un monco lavorare con le mule? Un sudore freddo gli inumidiva la schiena: gli
avrebbe teso una trappola. Non al castello, no. L non poteva... Hernando bard la carovana come meglio pot e, dopo aver salutato la madre, si mise in marcia. Perch non scappare? Poteva... poteva andare con i cristiani, ma... Non sarebbe mai riuscito ad attraversare le Alpujarras! Lavrebbero fermato prima. Se non si presentava al castello, Brahim lavrebbe cercato e a quel punto avrebbe capito che Ubaid aveva detto la verit. Ricord il consiglio di Hamid e la fiducia che il faqih aveva riposto in lui. Non poteva deluderlo.
Sal al castello, riparandosi in mezzo alle mule, che costrinse ad avanzare vicino a lui, attento a tutto ci che si muoveva. Ubaid non gli and incontro come temeva. Fervevano i preparativi per la marcia fino a Pampaneira, dove li aspettava Aben Humeya con il suo esercito. Cerc Brahim e lo trov che chiacchierava con i capi monfi, vicino alla fortezza.
Partiremo senza carichi, annunci il patrigno. Prepara il mio cavallo... e le mule di quello di Narila, aggiunse indicando Ubaid.
Il mulattiere aveva il braccio destro bendato e sporco, le vesti sgualcite. Il suo viso appariva terribilmente emaciato mentre tentava invano di bardare le sue bestie.
Ma... inizi a protestare Hernando.
Avrai gi saputo che ha pagato per la sua colpa, lo interruppe Brahim, che scand le ultime due parole. Quindi si chin su Hernando con gli occhi semichiusi, sfidandolo a lamentarsi di nuovo.
Lo sapeva! Anche il patrigno lo sapeva! Eppure aveva impugnato la spada per mozzargli la mano. Brahim osserv il figliastro che si dirigeva verso le bestie di Ubaid. Una smorfia di soddisfazione apparve sulla sua faccia dinanzi al confronto tra i due: li odiava entrambi.
Preparer i tuoi animali, disse Hernando al mulattiere di Narila senza riuscire a distogliere lo sguardo dalla benda insanguinata che gli fasciava il moncherino del braccio destro.
Ubaid sput in faccia al ragazzo, che si volt verso il patrigno.
Preparale! gli url Brahim. Il sorriso era scomparso dalle sue labbra.
Allontanati dalle mule, ordin allora Hernando al mulattiere. 
Barder i tuoi animali, che ti piaccia o no, ma ti voglio lontano da me. Vide un palo lungo per terra, lafferr con le due mani e minacci Ubaid. Lontano! ripet. Se mi vieni vicino, ti ammazzo.
Lo far prima io, mastic laltro.
Hernando lo pungol con lestremit del palo, ma luomo lo afferr con la sinistra, bloccandolo. Il ragazzo not una forza non comune per una persona nelle sue condizioni. Brahim sembrava divertirsi a quella sfida, che dur ancora qualche istante. Che cosa posso fare? si chiedeva il ragazzo. Usa lintelligenza, ricord. Di colpo stacc la mano destra dal palo e la sollev con violenza. Ubaid rispose istintivamente alla minaccia e alz... il suo moncherino! Il braccio mozzato e insanguinato davanti al proprio viso fece esitare il mulattiere, opportunit di cui Hernando approfitt subito per colpirlo allo stomaco con il palo. Luomo barcoll e cadde per terra.
Non ti avvicinare a me! Voglio vederti sempre lontano, gli ordin il ragazzo, aizzandolo di nuovo con il palo.
Senza poter nascondere il dolore, Ubaid si trascin via.
Aben Humeya stabil la propria base operativa nel piccolo castello di Poqueira. Questo svettava sullalto di uno sperone roccioso dal quale si controllava il dirupo della Sangre, quello di Poqueira e il fiume Guadalfeo. Hernando percorse il tratto da juviles insieme a quasi un migliaio di altri moriscos, alcuni armati, la maggior parte forniti di semplici attrezzi agricoli, ma tutti desiderosi di combattere contro le forze del marchese. Ubaid, sempre davanti a lui, riusc a sopportare il tragitto reggendosi alle mule, incapace persino di montarci sopra. E non cerano solo gli uomini di Juviles: folle di moriscos accorrevano alla chiamata del re di Granada e Cordova. Nel castelletto ormai non entrava pi nessuno e la gente si sparpagliava nel piccolo villaggio di Pampaneira, dove le case non erano in grado di alloggiare altre persone, tanto che poteva considerarsi fortunato chi trovava un riparo contro il freddo sotto i teli che, da una casa allaltra, coprivano le sinuose viuzze del paese.
Arrivarono a Pampaneira di sera, poco prima che una squadra di moriscos 
ritornasse sconfitta, lasciandosi alle spalle duecento morti. Per Hernando il lavoro inizi subito: vari cavalli erano tornati feriti e Brahim propose che li curasse il figliastro.
Fino alla rivolta solo alcuni monfi avevano cavalli: il loro allevamento infatti era proibito ai moriscos. Persino per far accoppiare un asino con le cavalle o un cavallo con le somare e allevare muli, i moriscos dovevano chiedere permessi speciali. Ecco perch non avevano veterinari capaci di curare i cavalli. Era ormai lalba ed Hernando stava ancora fermo in un campo vicino a quello delle sue mule, osservando lo stato dei cavalli alla luce del sole. Non era pronto per quello, non si trattava dei soliti problemi delle mule. Come erano riusciti a tornare, senza morire per strada, alcuni di quegli animali? Il freddo era intenso e due cavalli agonizzavano sulla terra ricoperta di brina; altri se ne stavano quieti, sofferenti, mostrando profonde ferite di proiettili darchibugio, di spade, lance o alabarde dei soldati cristiani. Dalle loro froge salivano nuvole convulse di vapore. Ubaid stava a diversi passi da lui, con lo sguardo che si spostava di cavallo in cavallo. Quella notte Hernando aveva dormito lontano dal monco, con la vecchia al fianco, legata lenta a una delle zampe: la bestia diffidava sempre di qualsiasi sconosciuto volesse avvicinarla.
Mettiti al lavoro! Lordine era tuonato alle sue spalle. Il ragazzo si gir e si ritrov davanti Brahim e diversi monfi. Cosa fai l impalato? Curali! 
Curarli? fu sul punto di ribattere al patrigno, ma si fren per tempo. Uno dei monfi che accompagnavano Brahim, un uomo gigantesco, armato di un archibugio finemente decorato da arabeschi dorati e con una canna lunga quasi il doppio del normale, gli indic un sauro basso di garrese. Lo fece con larchibugio, maneggiando larma con un solo braccio, come se non pesasse pi di un fazzoletto di seta.
Quello  il mio, ragazzo. Mi servir presto, disse il monfi, che chiamavano il Gironcillo.
Hernando osserv il sauro. Come poteva quella povera bestia trasportare una simile mole? Larchibugio da solo doveva pesare uno sproposito.
Muoviti! gli grid Brahim.
Perch no? si chiese il ragazzo. Uno doveva pur essere il primo.
Occupati di quei due, disse a Ubaid, indicando i cavalli che agonizzavano nella brina, mentre si avvicinava al sauro senza smettere di controllare, con la coda dellocchio, se il monco ubbidiva ai suoi ordini.
Anche se aveva le zampe immobilizzate, il cavallo arranc allindietro appena Hernando cerc di avvicinarsi. Una ferita sanguinante partiva dallalto della groppa e gli attraversava il fianco destro. Non potr muoversi molto pi di cos, pens allora. In due salti avrebbe potuto afferrarlo alla cavezza e sarebbe stato suo, eppure... Strapp un po di erba secca e allung la mano, mentre gli sussurrava qualcosa. Sembrava che il sauro non lo guardasse.
Prendilo ora, lo sollecit Brahim, dietro di lui.
Hernando continu a sussurrare al cavallo, recitando ritmicamente la prima sura.
Avvicinati e acchiappalo, insist il patrigno.
Zitto! borbott Hernando senza voltarsi. Quellimpertinenza parve risuonare fino alle armi dei monfi.
Brahim scatt verso il ragazzo, ma prima che potesse colpirlo il Gironcillo lo afferr per una spalla e lo obblig ad aspettare. Hernando sent tutto e rimase fermo, con i muscoli della schiena in tensione. Poi riprese a canticchiare. Ci volle parecchio, quindi il sauro gir il collo verso di lui. Allora prov a stendere un po di pi il braccio, ma il cavallo non allung il muso. verso lerba che gli offriva. Trascorsero altri istanti interminabili, mentre il ragazzo dava fondo a tutte le sure che conosceva. Finalmente, quando il vapore cominci a uscire con regolarit dalle froge dellanimale, gli si avvicin lentamente e con dolcezza lo prese per la cavezza.
Come stanno gli altri due? chiese a Ubaid.
Moriranno, ribatt laltro seccamente. Uno ha lintestino di fuori, laltro il torace squarciato.
"Andiamo, disse il monfi, rivolto a Brahim. Sembra che tuo figlio sappia il fatto suo.
Uccideteli, chiese loro Hernando indicando i cavalli a terra, quando si accorse che il gruppo accennava ad allontanarsi. Non occorre che soffrano.
Fallo tu, gli rispose Brahim con la fronte ancora aggrottata.Alla tua et dovresti gi uccidere i cristiani. Dopo quelle parole, fece un paio di risate, gli tir un coltello e si allontan insieme ai monfi.
...
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...
9.
...
.
...
Ponte di Tablate, accesso alle Alpujarras. Luned, 10 gennaio 1569
...
Hernando percorse il tragitto che separava Pampaneira dal ponte di Tablate. Avanzava a piedi, senza mule, come molti dei tremilacinquecento moriscos che marciavano contro lesercito cristiano del marchese di Mondjar. Aben Humeya era stato informato dei movimenti del marchese per mezzo dei fal che le sue spie accendevano sulle cime pi elevate e ordin di impedire ai nemici di attraversare il ponte che dava accesso alle Alpujarras.
Prima di partire il Gironcillo aveva controllato le suture di seta con cui il ragazzo aveva richiuso la ferita del sauro, aveva annuito soddisfatto ed era montato pesantemente sul piccolo animale.
verrai con me, gli aveva ordinato, nel caso che il cavallo abbia bisogno delle tue cure.
Ed eccolo l, Hernando, a camminare con gli occhi fissi sul fianco del sauro, mentre ascoltava i discorsi del Gironcillo e degli altri capi monfi.
Dicono che non raggiungono i duemila fanti, comment uno.
E cento cavalieri! aggiunse un altro. Noi siamo molti di pi...
Ma non abbiamo le loro armi.
Abbiamo Dio! salt su il Gironcillo.
Hernando balz indietro per il colpo sulla cavalcatura con cui il monfi accompagn la sua esclamazione. Il sauro resistette, le suture anche. Il ragazzo cerc in mezzo allesigua cavalleria moresca gli altri tre esemplari che era riuscito a curare, ma non li trov. Poi guard i propri abiti, coperti di sangue secco e incrostato.
Appena Brahim e i monfi erano scomparsi, Hernando si era deciso a mettere fine alle sofferenze degli animali moribondi.
Coltello alla mano, si era diretto risoluto verso il primo, quello che presentava una ferita di lancia allo stomaco.
Ormai era un uomo! Non smetteva di ripeterselo. Molti moriscos della sua et erano sposati e avevano figli. Doveva essere in grado di finirlo! Stava accanto allanimale, che giaceva immobile. Con le zampe ripiegate sotto di s, si era adagiato sulla brina, perch il ghiaccio alleviasse il dolore di quella profonda ferita che lo stremava. Al villaggio aveva visto molte volte i macellai sgozzare le bestie. Il cristiano lo faceva in pubblico e macellava gli animali in modo che la laringe restasse attaccata alla trachea e ai bronchi; i musulmani dovevano celebrare i propri riti proibiti fuori dal villaggio, in segreto, nascosti nei campi: con lanimale rivolto verso la qibla, gli tagliavano la gola in maniera che la laringe si mantenesse unita alla testa.
Hernando si era collocato dietro al cavallo e con la mano sinistra aveva afferrato la criniera, mentre con la destra gli circondava il collo. Aveva esitato. Sopra o sotto la prominenza della laringe? Ai moriscos era proibito mangiare carne di cavallo: che importanza aveva come lo avrebbe ucciso? Aveva intercettato lo sguardo di Ubaid, che lo osservava da lontano con gli occhi socchiusi. Doveva farlo. Doveva dimostrare al mulattiere... Aveva chiuso gli occhi facendo scivolare il coltello con forza. Appena aveva percepito il filo della lama, la bestia aveva gettato il collo allindietro, laveva colpito in faccia e si era alzato nitrendo. Non era legato. Aveva galoppato nel campo terrorizzato, con il sangue che sgorgava a fiotti dalla giugulare e le viscere che gli uscivano dal ventre. Ci aveva messo parecchio a morire. Ormai lontano, aveva agonizzato con gli intestini di fuori fino a dissanguarsi. Mentre osservava pallido lanimale che soffriva, il ragazzo aveva ingoiato bile e tuttavia... Si era girato verso Ubaid. Cosa non riusciva a fare la natura, pur ferita a morte, quando si trattava di lottare per un ultimo soffio di vita! Non poteva fidarsi, aveva deciso allora: al mulattiere di Narila mancava solo una mano.
Aveva cercato una corda prima di avvicinarsi al secondo cavallo, e gli aveva legato tutte quattro le zampe mentre lanimale, ormai agonizzante, lo lasciava fare. Quindi aveva ripetuto loperazione e gli aveva inciso la gola con tutta la forza che poteva. Aveva schivato il contraccolpo della testa e aveva continuato 
ad affondare il coltello finch un sangue caldo gli aveva inzuppato quasi tutto il corpo. Il cavallo era morto rapidamente, senza muoversi dal posto dovera steso...	
Con lodore dolciastro del sangue di quel secondo cavallo che gli riempiva ancora i sensi, Hernando torn a prestare attenzione ai discorsi dei monfi.
Il marchese non ha potuto aspettare che arrivassero altri rinforzi, diceva uno di loro. So che a Orgiva i cristiani sono rinchiusi da pi di quindici giorni nella torre della chiesa, dove resistono allassedio della popolazione moresca. Deve entrare nelle Alpujarras a tutti i costi per correre in loro aiuto.
E allora ringraziamo i cristiani di rgiva, disse ridendo un monfi che doveva essersi unito da poco al gruppo. Hernando lo scopr in sella a uno dei cavalli che aveva potuto curare.
Pernottarono gi in cima allaltura che sinnalzava sopra il ponte di Tablate. Al di sotto del ponte si apriva una gola profonda quanto un abisso, sullaltro lato si estendevano le terre della valle di Lecrin. Il Gironcillo lo premi con un cupo sorriso e con una tremenda pacca sulla schiena appena fu sceso da cavallo ed ebbe verificato che le suture di seta avevano resistito al duro viaggio. Durante la notte Hernando si occup dei cavalli e li cur di nuovo.
Allalba le spie annunciarono larrivo imminente dellesercito cristiano e Aben Humeya ordin di abbattere il ponte. Il ragazzo vide scendere un gruppo di moriscos, che divelsero la struttura di legno fino a ridurla alle impalcature e ad alcune assi che usarono per tornare dal proprio esercito. Tre di loro precipitarono in quel tentativo e le grida si spensero man mano che i corpi scomparivano nelle profondit del dirupo.
Andiamo, gli disse il Gironcillo, costringendolo a distogliere lo sguardo dalla sporgenza da cui era svanito lultimo morisco precipitato. Mettiamoci in posizione per ricevere quei maledetti come si meritano.
Ma... Hernando indic i cavalli.
Se ne occuperanno i bambini. Il tuo patrigno ha ragione: hai let per combattere e voglio che resti al mio fianco. Mi sa che mi porti fortuna.
Scese verso il ponte seguendo il Gironcillo, circondato da una moltitudine di moriscos. Il poco tempo il fianco dellaltura 
si popol di oltre tremila uomini che, euforici e fiduciosi, aspettavano larrivo dellesercito del marchese. Ai loro piedi si apriva il precipizio di Tablate, di fronte avevano il versante del rilievo da cui sarebbero dovuti comparire i cristiani.
Qualcuno inton le prime note di una canzone e allistante risuon un timpano. Un morisco si alz sulla china e fece ondeggiare una grande bandiera bianca. Pi in l ne comparve una colorata, poi unaltra ancora... Altre cento! Hernando ebbe un brivido quando i tremila moriscos cantarono come un sol uomo. Al suono dei timpani, centinaia di bandiere ondeggianti ricoprirono il pendio di bianco e di rosso.
Fu cos che ricevettero lesercito guidato dal marchese di Mondjar, capitano generale del regno di Granada. Hernando si lasci trascinare dallentusiasmo generale e, accanto allimponente Gironcillo, cant a squarciagola in aperta sfida alle truppe cristiane.
Il marchese, con la sua lucente armatura, si piazz davanti al proprio esercito. Stabil che la cavalleria restasse nelle retroguardie, dispose la fanteria sul versante opposto e ordin una salva agli archibugieri. Nel frattempo gli avversari prendevano posizione.
Al di sopra dello stretto dirupo i moriscos risposero al nemico sparando con i loro pochi archibugi e balestre, ma soprattutto provocando unintensa pioggia di pietre sui cristiani con le frombole. Hernando respir lodore di polvere che esalava dallarchibugio del Gironcillo. Lui non aveva nemmeno una fionda con cui lanciare pietre e us le mani, gridando esaltato. Aveva una buona mira: aveva tirato pietre contro gli animali e, nei suoi momenti liberi, si era allenato nei campi. Riusc a colpire un fante e questo lo spinse a rischiare sempre di pi, con ogni pietrata: offuscato, si esponeva al fuoco nemico.
Riparati! Il monfi lo afferr per un braccio e lo fece sedere con un violento strattone. Quindi si mise a caricare la canna del suo archibugio. Hernando fece per tirare di nuovo una pietra, ma il Gironcillo non glielo lasci fare. In mezzo a migliaia di moriscos, io sono un bersaglio. Il mio archibugio li invita a sparare contro di me. Introdusse una palla di piombo dalla canna e torn a spingere con forza la bacchetta.Non voglio che ti uccidano per causa mia. Tirale da seduto! 
Tuttavia lo scambio di spari e pietrate dur poco: i moriscos non erano in grado di sostenere la superiorit delle armi dei cristiani, che caricavano e sparavano senza sosta provocando numerose perdite. Il Gironcillo ordin la ritirata verso posizioni pi elevate, dove i proiettili di piombo cristiani non riuscivano ad arrivare.
Non potranno attraversare il ponte, dicevano i ribelli mentre ripiegavano.
Il marchese diede lordine di cessare il fuoco quando gli spari si rivelarono inutili. I moriscos ripresero a cantare e gridare. Molti cercavano ancora di arrivare con le frombole l dove non potevano pi gli archibugi; alcuni vi riuscirono, anche se con scarsi risultati, lanciando le pietre verso il cielo perch la parabola le aiutasse a superare la distanza. Hernando osserv il marchese, con la celata in mano, e i suoi capitani in uniforme che si avvicinavano a esaminare il ponte distrutto. Era impossibile che da l passasse un esercito! 
Il silenzio scese sulle fila di entrambe le parti, e tutti videro che il marchese scrollava la testa. Allora i moriscos proruppero di nuovo in ovazioni, mentre facevano ondeggiare le loro bandiere. Grid anche Hernando, alzando un pugno contro il cielo. Il capitano generale cristiano si preparava a ritirarsi a testa bassa, quando dalle schiere della fanteria emerse un frate francescano che, impugnando una croce nella mano destra e con la tonaca raccolta alla cintola, cominci a camminare sul ponte pericolante, senza degnare il marchese di uno sguardo. Il vocio cess. Il marchese reag e ordin fuoco a volont per proteggere il religioso. Per alcuni istanti lattenzione generale fu catturata da quel frate che avanzava con passo vacillante e dalla croce che mostrava con orgoglio ai musulmani.
Altri due fanti osarono attraversare il ponte quando il frate ancora non aveva raggiunto laltra sponda. Uno di loro mise un piede in fallo e cadde nel vuoto, ma prima che il suo corpo si schiantasse contro le pareti del burrone, come se la sua morte fosse un richiamo al coraggio per i compagni, un grido si alz dalla colonna della fanteria cristiana: Santiago! 
Il grido di guerra si diffuse tra le truppe e una lunga fila di soldati si avvicin allestremit del ponte distrutto, con lintenzione di attraversarlo. Il frate ormai stava arrivando sullaltro
lato. I caporali e i sergenti incalzavano gli archibugieri perch caricassero e sparassero con rapidit, per impedire che i moriscos scendessero di nuovo dalle alture e attaccassero quanti attraversavano. Molti ci provarono, ma il fuoco dellesercito cristiano, concentrato sulle estremit del ponte, fu efficace. Poco dopo una pattuglia di fanti, in mezzo ai quali si trovava il frate che pregava a gran voce con la croce alzata, presidiava gi il ponte sul versante delle Alpujarras.
Aben Humeya ordin la ritirata. Quel giorno centocinquanta moriscos persero la vita a Tablate.
Monta, disse il Gironcillo a Hernando, quando erano gi in cima allaltura, indicandogli un altro cavallo. Il cavaliere  morto, aggiunse vedendo che il ragazzo esitava. Non lasceremo questo cavallo ai cristiani. Aggrappati al collo e lasciati portare, gli consigli mentre partiva al galoppo.
...
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10.
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Aben Humeya fugg con i suoi uomini in direzione di Juviles. Il marchese di Mondjar, che lo incalzava, prese tutti i paesi sulla strada tra Tablate e Juviles, saccheggiando case, rendendo schiavi le donne e i bambini che restavano indietro e impadronendosi di un grosso bottino.
Nel castello di Juviles, i moriscos discussero della situazione e delle loro possibilit. Alcuni erano per la resa; i monfi, sicuri che sarebbero stati puniti e che non potevano aspettarsi alcuna grazia, parteggiavano per lo scontro allultimo sangue; altri proponevano di rifugiarsi sulle montagne.
In tutta fretta, poich le spie li avevano informati che lesercito cristiano si trovava a una sola giornata di cammino da Juviles, i moriscos optarono per una soluzione che conciliasse le due posizioni: gli uomini darmi sarebbero fuggiti con il bottino; prima, per, per dar prova di buona volont avrebbero liberato le oltre quattrocento schiave cristiane allo scopo di proseguire i negoziati di pace che alcuni maggiorenti avevano gi avviato.
Nel frattempo, le loro donne, terrorizzate, erano costrette a dire addio ai mariti e ad attendere il temuto arrivo dei cristiani.
Vuoi forse che i miei figli muoiano? url Brahim ad Aisha dallalto del roano, quando lei gli chiese di fuggire insieme a lui. I piccoli non sopporterebbero il freddo dellinverno in montagna. Non  una passeggiata. Siamo in guerra, donna! 
Aisha abbass lo sguardo. Raissa e Zahara singhiozzavano, angosciate; i bambini, pur percependo la tensione generale, guardavano il padre con ammirazione. Hernando, alla testa delle mule stracariche del bottino che portavano via dal castello, sent una stretta al cuore.
Potremmo... prov a intervenire.
Taci tu! lo interruppe il patrigno.Tu certo non ti rammaricheresti 
della morte dei tuoi fratelli. Resta qua e bada a loro! ordin alla moglie.
Brahim spron il cavallo e le mule lo seguirono; anche Ubaid sfil davanti a Hernando, in attesa che la madre alzasse gli occhi. Quando si decise a farlo, le si leggeva in faccia la determinazione.
Torner la pace, gli assicur.Non affliggerti. Con lo sguardo appannato, Hernando tent di avvicinarla, ma Aisha lo respinse. Le tue mule sono gi per strada, gli fece notare.Vai con loro! lo incit, raddrizzandosi e aggiustandosi i capelli, come se volesse minimizzare laccaduto. Leggendo la sofferenza sul volto del figlio, alz la voce: Vattene! 
Il ragazzo, per, non pot raggiungere subito le sue mule. Su quelle che un tempo erano state le porte del castello incontr Hamid che stava salutando i combattenti. Infondeva loro coraggio, affermando che Dio era con loro, che non li avrebbe abbandonati...
Muoviti! gli disse Hernando. Cosa fai l impalato...?
La mia avventura finisce qui, figlio, lo interruppe il faqih.
Figlio! Era la prima volta che lo chiamava cos.
Non puoi restare qui! esclam il ragazzo.
S, invece. E' mio dovere. Devo restare con le donne, con i bambini e i vecchi. Il mio posto  qui. E poi... come fa uno zoppo come me a inerpicarsi per sentieri e montagne? Hamid fece un sorriso forzato. Sarei solo dimpiccio.
Sua madre, Hamid... Forse avrebbe dovuto fermarsi anche lui. Lei, del resto, era convinta che sarebbe tornata la pace. Il faqih gli lesse nel pensiero, mentre decine di moriscos in fuga passavano accanto a loro.
Lotta tu per me, ibn Hamid, lo esort allora.
Hernando socchiuse gli occhi mentre lo guardava. Un uomo lo spinse a muoversi, ma il ragazzo rimase fermo, osservando il faqih mentre staccava con delicatezza la sciabola che portava alla cintola.
Prendila.
Hernando tentenn. La spada del Profeta! 
Fallo, insist Hamid.Ricordi la promessa che ho fatto a Juviles? Il ragazzo assent. Questa scimitarra deve combattere perch al Andalus torni ai credenti. Hamid gli porse la spada 
senza riuscire a controllare un lieve tremito delle mani.Lo dicono le nostre profezie! aggiunse quando Hernando allung le braccia, incredulo.Tu sei il prescelto.
I moriscos continuavano la loro fuga disordinata quando Hernando prese la sciabola con solennit; il solo contatto fece svanire le grida intorno a lui. Il faqih mantenne la sua stretta sullarma per alcuni istanti, come se in quel modo volesse condividere un rito sacro con suo figlio, attraverso lunico oggetto che lo univa a quel passato glorioso di cui tanto gli aveva parlato.
Ricorda sempre che questa spada era del Profeta, mormor, prima di lasciarla andare per sempre. Non permettere che cada in mani cristiane.
Hernando continuava a sorreggere la sciabola con le braccia tese. Hamid si accorse che stava stringendo le labbra.
Non piangere, ragazzo, lo rincuor. Il nostro popolo e la nostra fede vengono prima di noi,  il nostro destino. Che il Profeta ti accompagni e ti guidi.
Il faqih accett labbraccio commosso di Hernando prima che questi si allontanasse di corsa per raggiungere le sue mule.
Lesercito cristiano entr a Juviles e circa quattrocento cristiane liberate dai moriscos andarono incontro ai soldati.
Uccideteli! Ammazzate gli eretici! chiesero loro a gran forza.
Hanno sgozzato mio figlio, urlava una.
Hanno ucciso i nostri mariti e i nostri figli, piangeva unaltra con un neonato in braccio.
Hanno profanato le chiese! spiegava una terza cercando di sovrastare le grida.
Alcune di quelle donne venivano da Cuxurio e Alcatar, ma ce nerano di tutti gli angoli delle Alpujarras. Una volta che si furono sistemati nel borgo, sparpagliati per le vie e le piazze, gruppi di soldati ascoltarono inorriditi le storie narrate dalle prigioniere. Tutti i paesi in rivolta erano stati teatro di crudeli massacri e carneficine, la maggior parte per ordine diretto di Farax.
Si divertivano a torturarli, raccontava una.Tagliavano
loro lindice e il pollice perch non si facessero il segno della croce prima di morire.
Per farsi beffe del Calvario di Nostro Signore, hanno issato il beneficiato sul campanile, ricord unaltra tra i singhiozzi, con le braccia tese e legate a un tronco orizzontale dal quale penzolava. Una volta in cima, hanno mollato la corda e il chierico si  schiantato sul lastricato della piazza. Lo hanno fatto quattro volte, applaudendo e ridendo a ogni sua caduta. Poi, martoriato ma ancora vivo, lo hanno consegnato alle donne perch lo lapidassero.
In tutto il paese si ripetevano le stesse scene: i soldati inneggiavano alla vendetta per le atrocit che sentivano per bocca delle donne. Una giovane di Laroles raccont che i moriscos, dopo aver concordato la resa con i cristiani, non avevano rispettato la parola data e avevano unto i piedi dei chierici con olio e pece, torturandoli sulle braci prima di giustiziarli e squartarli. Unaltra donna di Canjyar narr che nel suo paese era stata simulata la celebrazione di una messa, con il beneficiato e il sacrestano nudi sullaltare. Avevano costretto il sacrestano a chiamarli uno per uno, e ogni volta che un morisco sentiva il proprio nome, si avvicinava. Poi, o con un pugnale, con un sasso, un bastone o a mani nude, infieriva sul chierico e il sacrestano, ma non fino ad ammazzarli. Ancora vivi, li avevano squartati lentamente, a cominciare dalle dita dei piedi.
Mentre i soldati ascoltavano queste storie, una commissione composta da sedici capitani musulmani delle principali localit delle Alpujarras si presentava dal marchese di Mondjar. I musulmani si buttarono ai piedi del capitano generale supplicando il perdono per se stessi e per tutti gli uomini dei paesi che si sarebbero arresi. Il marchese acconsent e promise clemenza a chi avrebbe deposto le armi; ma, nei confronti di Aben Humeya e dei monfi non si pronunci. Poi ordin che lesercito si dirigesse al castello.
La notizia della resa pass di bocca in bocca per le file dei cristiani. Dopo tutto ci che avevano visto e sentito, dopo i lamenti e i pianti delle cristiane, dopo aver percorso decine di leghe per accorrere in difesa delle Alpujarras senza salario in cambio, trovavano inaccettabile quel perdono. I moriscos dovevano essere puniti e i loro beni ripartiti tra i soldati! Sulla via
daccesso al castello, i cristiani simbatterono in Hamid e due vecchi con una bandiera bianca venuti a consegnare la fortezza e a supplicare clemenza per le oltre duemila donne con i loro figli, e per gli uomini rimasti allinterno.
Il marchese acconsent ed eman un bando in cui si decretava il perdono degli uomini e si ordinava che alle moriscas e alla loro prole fosse resa la libert. Per tenerla buona, autorizz la soldatesca a saccheggiare tutte le ricchezze che si trovavano nel castello e nel borgo. Poi ordin che gli arresi venissero segregati nelle case di Juviles e tenuti sotto sorveglianza. Le moriscas e i loro figli vennero confinati in chiesa, fino a quando fu gremita; le altre rimasero in piazza, sotto gli occhi vigili di alcuni soldati indignati per la piega che avevano preso gli eventi.
Le decisioni del marchese e linsoddisfazione che regnava tra i soldati cristiani arrivarono allorecchio della lunga colonna di moriscos che fuggiva verso Ugijar. Hernando fece un sorriso franco a tre vecchi che non avevano voluto restare al castello e camminavano al fianco delle mule, appoggiandosi alle loro groppe di tanto in tanto.
Alle donne non accadr niente! esclam, agitando il pugno chiuso.
Ma nessuno di loro ricambi. Continuarono a procedere tutti seri.
Cosa c? sincurios il ragazzo. Non avete sentito che il marchese ha perdonato quelli che abbiamo lasciato indietro?
Un uomo contro un esercito, rispose quello che sembrava il pi anziano dei tre, senza guardarlo. Non  cos che funziona. Lavidit dei cristiani passer sopra a qualsiasi ordine del marchese.
Hernando gli si avvicin.
Cosa intendi dire?
E' interesse personale del marchese perdonarci: noi per lui valiamo oro. Ma i soldati al suo seguito... Sono solo mercenari! Uomini senza paga giunti fin qui per racimolare ricchezze. I cristiani rispettano soltanto chi offre loro denaro. Se le donne fossero state fatte prigioniere, le rispetterebbero, perch avrebbero un valore. Ma altrimenti... non ci sar ordine o bando di nobile, nemmeno del re in persona, che possa impedire... Hernando perse il sorriso e tast la sciabola di Hamid che portava alla cintola. 
"... che possa impedire ai soldati di passare i limiti, concluse il vecchio angosciato.
Hernando part di corsa spinto da un impulso. Pass tra i moriscos che lo seguivano, schivandoli, senza rispondere a nessuna delle domande che gli facevano se li urtava. Juviles! Con la testa era a Juviles e da sua madre, da Hamid. Brahim sent le grida e le proteste che Hernando sollevava al proprio passaggio e costrinse il cavallo a girare indietro, ma giunto allaltezza dei vecchi che accompagnavano il ragazzo, uno di loro lo ferm con un cenno della mano.
Dove va? chiese Brahim.
Suppongo che vada a fare quello che avrebbero dovuto fare tutti i musulmani: combattere... offrire la propria vita al loro popolo, alla loro famiglia e a Dio.
Il mulattiere aggrott la fronte.
Tutti combattiamo per loro. Siamo in guerra, vecchio.
Il morisco annu.
Sei tu che non ce lhai ben chiaro, mormor.
Hernando giunse a Juviles che era notte. I cristiani erano ovunque. Secondo le spie che avevano portato alla colonna dei moriscos le notizie della resa, il marchese aveva ordinato di radunare le donne e i bambini in chiesa. Aggir il borgo per poter raggiungere la chiesa dai terrazzamenti con cui confinava e che davano anche sul lato meridionale della piazza. Era buio pesto; solo alcune luci tremule, i fal dei soldati cristiani, squarciavano le tenebre. Attravers accovacciato lo stesso declivio su cui la madre aveva trafitto il sacerdote; la piazza e la chiesa restavano sopra di lui. Lo ha fatto per te, gli aveva detto Hamid in quello stesso punto mentre assistevano alla vendetta della donna. Le conversazioni dei cristiani gli arrivavano in un sussurro, interrotti da una risata improvvisa o da qualche bestemmia.
Stava cercando di ascoltare i rumori oltre i soldati quando qualcuno gli piomb addosso e lo blocc a faccia in gi con un ginocchio. Non ebbe nemmeno il tempo di gridare: una mano possente gli tapp subito la bocca. Sent la lama di un coltello contro il collo. Lui aveva sgozzato i cavalli allo stesso modo. Avrebbe fatto la stessa fine?
Non ucciderlo, sent sussurrare in arabo prima che larma gli tranciasse la giugulare. Erano in gruppo. Mi  parso di vedere un riflesso... Guarda quella scimitarra.
Hernando sent che gli sfilavano la spada dal fianco. Il tintinnio dei tiranti della guaina li paralizz tutti, ma i mormorii dei cristiani continuarono come se niente fosse.
E' dei nostri, avvert un altro mentre tastava con le dita i tiranti della guaina ricurva.
Chi sei? bisbigli luomo che lo immobilizzava, liberandogli la bocca ma aumentando la pressione della lama contro il collo. Come ti chiami?
Ibn Hamid.
Cosa ci fai qui? chiese unaltra voce ancora.
Quello che ci fate voi, penso, rispose il ragazzo. Sono venuto a liberare mia madre; aggiunse poi.
Lo girarono, ora con la punta del coltello alla gola, ma non riuscirono a vedersi in faccia, il riflesso dei fal cristiani era troppo tenue.
Come facciamo a essere sicuri che non ci inganna? si domandavano, mentre Hernando li ascoltava. Sa larabo, osserv uno.
Anche tra i cristiani c chi lo parla. Invieresti una spia che non sa parlare in arabo?
E perch i cristiani dovrebbero mandare qui una spia? chiese il primo.
Uccidilo, intervenne un altro.
Non c altro Dio allinfuori di Allah, e Maometto  il suo profeta, recit Hernando. Istantaneamente la lama del coltello diminu la pressione. Il ragazzo continu la professione di fede moresca.
A poco a poco, mentre recitava la stessa preghiera che non molto tempo prima laveva salvato dagli abitanti di Juviles decisi a ucciderlo, il coltello si stacc dal collo. Erano tre moriscos di Cdiar intenzionati a liberare le loro mogli e i loro figli.
Molte donne sono dentro la chiesa, gli spieg uno di loro.Altre sono fuori, nella piazza, ma  impossibile sapere dove sono esattamente le nostre. Ce ne sono a centinaia con i loro bambini e non si vede assolutamente niente! I soldati non hanno permesso loro di accendere fuochi e non sono altro che una
massa amorfa di ombre. Se ci infiltriamo adesso non riusciremo a trovarle, e si creer un tale scompiglio che i soldati se ne accorgeranno.
E gli uomini? pens Hernando. E Hamid? Parlavano solo di donne e bambini.
E gli uomini che sono rimasti al castello? chiese.
Probabilmente li tengono segregati nelle case.
Come facciamo a liberarli? sussurr Hernando.
Abbiamo tutto il tempo per rifletterci, gli fu risposto. Dobbiamo attendere lalba. Prima non potremo fare niente.
Alla luce del giorno? Avremo qualche possibilit? Come agiremo? chiese il ragazzo stupito.
Non ottenne risposta.
Il freddo notturno gli arriv addosso mentre attendevano lalba. Si erano nascosti tra gli arbusti. Parlavano bisbigliando. I moriscos di Cdiar raccontarono a Hernando delle mogli e dei figli. Lui, invece, spieg loro che in quella chiesa e proprio l, sul pendio dove si trovavano, aveva scoperto limmensa sofferenza che si portava dentro sua madre.
Dopo un bel pezzo, a notte fonda, il silenzio cal sul borgo come una cappa. I soldati cristiani sonnecchiavano vicino ai fuochi e i quattro moriscos si sentivano i muscoli rattrappiti. La Sierra Nevada non li avrebbe risparmiati.
Congeleremo.
Hernando sentiva uno dei suoi compagni battere i denti. Quando muoveva le dita con cui stringeva la sciabola aveva male; sembrava che fossero incollate al fodero.
Dovremmo cercarci un riparo dove aspettare che faccia giorno... stava dicendo uno di loro, ma uno strillo acuto di donna proveniente dalla piazza lo interruppe.
A quel grido ne segu. un altro, sempre di donna, e poi un terzo.
Alto l! Chi va l? url un soldato appostato vicino a un fal.
Ci sono dei mori armati in mezzo alle donne! spiegarono da un altro fal.
Quelle parole furono le ultime che si udirono con chiarezza. I moriscos si interrogarono tra loro. Mori armati? Hernando si sporse dai cespugli che servivano loro da riparo. Le grida delle
donne e dei bambini si mescolavano agli ordini dei soldati. A decine lasciarono i fal e accorsero in piazza con le spade sguainate e le alabarde in resta, e si confusero con le ombre. Risuon il primo colpo di archibugio; Hernando vide la favilla della miccia, la fiammata e una gran nube di fumo tra la nera folla che si intuiva vicino alla chiesa.
Altri spari. Altri lampi tra le ombre. Altre grida.
Hernando fu il primo a scavalcare i cespugli e a correre verso la piazza, con la sciabola sguainata puntata verso il cielo, impugnata a due mani. I tre moriscos di Cdiar lo seguirono. In piazza, dopo un primo momento di esitazione, le donne cercavano di difendersi dai soldati che le colpivano con le spade e con le alabarde.
Ci sono dei mori! si ud nella confusione.
Ci attaccano! gridavano i soldati cristiani da tutti gli angoli della piazza.
Il buio era impenetrabile.
Madre! cominci a gridare anche Hernando.
Nelle tenebre, gli archibugieri cristiani si sparavano tra loro. Hernando inciamp in un cadavere e per poco non cadde. Alla sua destra, molto vicino, lampeggi uno sparo mentre una grande quantit di fumo saturava laria. Mulin la sciabola nel fumo denso e sent che larma affondava nella carne. Ud urlare qualcuno ferito a morte.
Madre! 
Prosegu con la sciabola in alto. Non ci vedeva. Non vedeva niente. Non riconosceva nessuno in quel caos. Una donna lo aggred.
Sono un morisco! le url.
Santiago! ud gridare alle sue spalle.
Scagliata contro la sua schiena, lalabarda cristiana gli sfior il fianco e si piant nello stomaco della donna. Hernando sent lultimo soffio del suo calore sul viso quando si aggrapp a lui, ferita a morte. Si liber del tragico abbraccio, si volt e sferr un colpo con la sciabola. La lama cozz contro il metallo di unarmatura e scivol lungo la superficie, fino a piantarsi nella spalla del cristiano. Nel frattempo, vide la donna cadere aggrappandosi alle sue gambe.
Madre! grid ancora.
Erano sempre di pi i corpi di donne e bambini in cui inciampava. Sguazzava nel sangue! Le porte della chiesa erano chiuse. E se Aisha si trovava allinterno del tempio? I cristiani continuavano a sparare, nonostante le voci dei loro capitani ordinassero di cessare il fuoco. Ma niente poteva fermare quella carneficina: la paura incontrollata dei soldati mieteva vittime tra le donne indifese e i loro figli.
Hernando continuava a non vedere niente. Come poteva trovarla? E se giaceva ormai cadavere in quella piazza insanguinata?
Madre, gemette con la lama abbassata.
Hernando? Hernando sei tu?
Hernando alz di nuovo la scimitarra. Dovera? Da dove proveniva la voce?
Madre! 
Hernando? Unombra lo tocc. Lui fece il gesto di sferrare un colpo. Hernando! lo scroll Aisha.
Madre! Grazie a Dio! Andiamocene. Andiamo via di qui, rispose prendendola per un braccio e spingendola... ma dove?
Le tue sorelle! Mancano le tue sorelle! disse lei concitata. Musa e Aqil sono qui con me.
Dove...?
Le ho perse nel tumulto...
Due spari risuonarono nella loro direzione. Un corpo alla loro destra stramazz al suolo.
L c un moro! sentirono urlare da un soldato cristiano.
Grazie al riflesso della fiammata degli archibugi, Hernando not unombra vicino a s, pi bassa di lui. Era Raissa? Forse... Gli sembrava di aver scorto una ragazzina. Raissa? Li avrebbero uccisi tutti. Lafferr per i capelli e la trascin verso di lui.
Eccola, Raissa, disse alla madre.
E Zahara?
In quel momento tre fiammate partirono nella loro direzione. Hernando spinse avanti la madre e nel frattempo trascin via la ragazza.
Andiamo! ordin.
Prese come punto di riferimento la sagoma del campanile; qualcuno cercava di fare un po di luce con una fiaccola. Continu a spintonare la madre, che teneva stretti per mano i due bambini, mentre lui si trascinava dietro la ragazzina. Procedettero piegati in avanti, finch raggiunsero il terrazzamento. Da l corsero gi per la china. .Incespicarono, caddero e si rialzarono, lasciandosi alle spalle gli spari e le grida di terrore di donne e bambini.
Si fermarono solo quando gli spari non erano che un sibilo. Aisha croll, Musa e Aqil cominciarono a piagnucolare ed Hernando e la ragazza rimasero in silenzio, per riprendere fiato.
Grazie, figlio, gli disse la madre, alzandosi di scatto. Andiamo. Non possiamo fermarci. Siamo in pericolo e dobbiamo... Raissa? Aisha salt addosso alla ragazza, la prese per il mento e glielo alz.Tu non sei Raissa! 
Mi chiamo Fatima, balbett laltra, ancora senza fiato, e questo, aggiunse mostrando un bimbo di pochi mesi, che stringeva al petto,  Salvador... Humam, intendo dire.
Hernando non riusc a vedere bene gli immensi occhi neri a mandorla di Fatima, ma riusc a cogliervi un lampo che sembrava voler squarciare il buio.
Quella notte sul sagrato della chiesa di Juviles morirono pi di duemila donne con i loro figli. Quelle che erano ancora rifugiate dentro il tempio si salvarono chiudendo le porte, ma il sole sorse su una piazza disseminata di cadaveri di donne indifese e di bambini assassinati. Insieme ad alcuni soldati cristiani ammazzati dai compagni nella confusione, fu rinvenuto il cadavere di un morisco, e qualcuno, riconoscendolo, disse che proveniva da Cdiar. Il marchese di Mondjar avvi unindagine su quellatto di ribellione e giustizi tre soldati. Approfittando del buio, avevano cercato di violentare una donna, che con le sue urla aveva scatenato il panico e poi la carneficina.
...
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11.
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...
Aveva tredici anni ed era di Terque, della provincia di Marchena, nelle Alpujarras del levante. Fatima lo spieg a Hernando lungo la strada per Ugijar. E no, dovera suo marito non lo sapeva. Il padre di Humam si era unito ai monfi che erano andati a combattere il marchese di Vlez nella punta orientale delle Alpujarras e lei, come tante altre donne moresche, era finita nella piazza di Juviles.
Ti ho visto armato e mi sono avvicinata. Mi dispiace... Non potevo permettere che mio figlio morisse per mano dei soldati... sussurr Fatima. I suoi occhi neri esprimevano preoccupazione, ma anche una grande risolutezza. I due camminavano davanti ad Aisha, che non aveva aperto bocca da quando si era resa conto dello sbaglio fatto al momento di sfuggire alla strage. I fratellastri di Hernando si sforzavano di stare dietro agli altri, lamentandosi continuamente.
Albeggiava. Il sole cominci a illuminare montagne e pendii come se non fosse successo niente; il freddo e la neve trasmettevano una sensazione di pulizia tale che la strage di Juviles sembrava solo una fantasia macabra.
E invece era la realt e lui aveva raggiunto il proprio scopo: salvare la madre. Ma le sue sorellastre... E Hamid, cosa ne era stato del faqih? Strinse la sciabola che portava alla cintola e si gir verso Aisha: camminava a testa china; prima laveva sentita singhiozzare, ora si limitava a seguirli. Approfitt dei primi raggi di sole per sbirciare la ragazza al suo fianco: i capelli neri e ricci le arrivavano alle spalle. Aveva la pelle scura e lineamenti che sembravano cesellati; il corpo era quello di una bambina divenuta precocemente madre, e conservava un portamento fiero, malgrado la stanchezza. Fatima si sent osservata e si gir a guardarlo per rivolgergli un sorriso appena abbozzato, accompagnato dal luccichio di quei bellissimi occhi neri a mandorla che finalmente l i i i riusc a vedere. Hernando sent una
vampata di calore colorargli le gote, e in quel momento Humam scoppi in lacrime. Fatima cullava il suo bambino senza interrompere la marcia.
Fermiamoci per lasciarla allattare, propose Aisha da dietro.
Fatima fu daccordo e tutti si allontanarono dal sentiero.
Mi dispiace, madre, disse Hernando mentre Fatima si sedeva per dare il latte a Humam con i due bambini attorno, imbambolati. Aisha non rispose. Lho scambiata... lho scambiata per Raissa.
Mi hai salvato la vita, lo interruppe allora la madre. A me e ai tuoi fratelli. Aisha cedette al pianto, attir a s il figlio e lo abbracci. Non hai niente di cui rimproverarti... singhiozz, ancora stretta a lui, ma cerca di comprendere il mio dolore per le tue sorelle. Grazie...
Fatima osservava la scena con unespressione seria. Humam poppava con gusto. Sul seno nudo della ragazza, Hernando pot vedere un gioiello doro. Lo portava al collo e rappresentava la hamsa, la mano di Fatima, il ciondolo che i cristiani proibivano loro di indossare, un amuleto che protegge dal male.
Hernando e la piccola comitiva al suo seguito impiegarono unintera mattina a percorrere le tre leghe che separavano Juviles da Ugijar, il centro abitato pi grande delle Alpujarras, caduto nelle mani dei moriscos dopo una barbara carneficina ordinata da Farax. Era incastonato nella valle del Nechite, un po discosto dai contrafforti della Sierra Nevada, ma il paesaggio non era aspro come quello delle Alte Alpujarras; era un paese ricco di viti e cereali, provvisto di pascoli estesi. Lesercito di Aben Humeya, quando la comitiva vi arriv, era accampato l. Ugijar brulicava come un formicaio.
Il re di Granada si era stabilito in quella che era stata la casa di Pedro Lopez, gran cancelliere delle Alpujarras. Il palazzo appartenuto al supremo funzionario includeva una delle tre torri difensive del paese. Le torri erano disposte a triangolo e il grosso delle truppe si era sparpagliato al loro interno. Hernando trov la sua carovana di mule davanti al campanile della collegiata; 
Ubaid sorvegliava il roano del suo patrigno. Se prima lo aveva temuto, adesso trov la forza di parlargli.
E Brahim? domand il giovane mulattiere.
Ubaid si strinse nelle spalle e pos gli occhi su Fatima. Musa e Aqil volevano avvicinarsi alle mule, con le bisacce traboccanti delle spoglie di guerra, ma i soldati glielo impedirono. Ubaid non stacc gli occhi da Fatima nemmeno quando il piccolo Musa gli cadde davanti ai piedi per lo spintone ricevuto dai soldati che lo volevano tenere lontano dal bottino. La ragazza, intimidita, si strinse a Hernando.
Coshai da guardare? disse il ragazzo al mulattiere.
Ubaid si strinse di nuovo nelle spalle, lanci unultima occhiata furtiva a Fatima e smise di infastidirla. Hernando abbass la mano che istintivamente aveva portato allelsa della spada.
Dopo aver chiesto del patrigno a uno dei soldati, port tutti a casa di Pedro Lopez, come indicato dal morisco. Trovarono Brahim sulla porta di casa, insieme ad altri capi e a numerosi monfi: Aben Humeya era dentro, dove aveva riunito il consiglio.
Cosa significa...? esclam il patrigno vedendo Aisha e i due figli, ma il Gironcillo, anchegli presente, lo interruppe.
Benvenuto, ragazzo! disse festoso. Credo che avremo bisogno di te. Molti dei nostri animali sono feriti.
Detto questo, il Gironcillo si profuse in spiegazioni agli altri monfi su come Hernando aveva curato il suo sauro. Fuori di s, trattenendo a stento la rabbia, Brahim aspett che il capo monfi terminasse di cantare le lodi del suo figliastro.
Ma hai abbandonato le mule! sbott appena il Gironcillo concluse il suo panegirico. E poi, perch hai portato qui i miei figli? Non ti avevo detto...
Non so se moriremo qui o se ai tuoi figli accadr qualcosa, lo interruppe Aisha, alzando la voce davanti alla faccia stupefatta del marito, ma al momento Hernando ha salvato loro la vita.
I cristiani... sussurr allora il ragazzo, hanno ammazzato centinaia di bambini e donne sul sagrato della chiesta di Juviles.
Immediatamente i monfi gli si fecero attorno e lui spieg desolato cosa era accaduto laggi.
Andiamo, lo esort il Gironcillo quasi senza lasciarlo terminare, devi raccontarlo tu stesso ad Aben Humeya.
I soldati che montavano la guardia sulla porta della casa gli cedettero il passo senza esitare. Hernando entr con il Gironcillo. Le guardie fecero per bloccare il passaggio a Brahim, il quale, per, riusc a convincerle che doveva accompagnare il figliastro.
Si trattava di un palazzo signorile a due piani, imbiancato a calce, con balconi in ferro battuto al piano superiore, e tetto a quattro falde. Appena superate le guardie, ancora prima che si aprissero i robusti battenti di legno che davano sullampio salone in cui si trovava Aben Humeya, Hernando percep un profumo che aleggiava nellaria. La guardia che li scortava buss e apr la porta. Furono accolti da un penetrante odore di muschio unito alla musica di un ud, un liuto dal manico corto e senza tasti. Il re, giovane, di nobile aspetto e portamento, era comodamente adagiato in una poltrona di legno foderata in seta rossa, circondato dalle sue quattro mogli; la sua figura spiccava tra gli altri presenti, seduti in terra su cuscini di seta trapuntata doro e dargento, o di cuoio variopinto. Il salone era arredato con tappeti e arazzi; una donna, al centro, danzava.
I tre restarono immobili sulluscio; Hernando con gli occhi puntati sulla danzatrice, il Gironcillo e Brahim che passavano in rassegna la stanza a occhi sbarrati. Aben Humeya, battendo le mani, si decise a por fine alla musica e alla danza, e li fece entrare. Miguel de Rojas, padre della prima moglie del re e facoltoso morisco di Ugijar, alcuni notabili di Ugijar e i capi monfi, tra cui il Partal, il Seniz e il Gorri, fissarono la propria attenzione sui due uomini e il ragazzo.
Che volete? chiese a bruciapelo Aben Humeya.
Questo ragazzo reca notizie da Juviles, rispose il Gironcillo con voce stentorea.
Parla, gli ordin il re.
Hernando non aveva quasi il coraggio di guardare il re. La nuova sicurezza in se stesso che aveva acquisito la notte prima sembr abbandonarlo come per magia. Cominci il suo racconto, balbettando, finch Aben Humeya gli sorrise apertamente e con quel gesto gli infuse fiducia.
Assassini! grid il Partal dopo aver ascoltato il resoconto dei fatti.
Uccidono le donne e i bambini! esclam il Seniz.
Ve lho detto che dovevamo preparare le nostre difese in questa citt, proruppe Miguel de Rojas. Dobbiamo combattere e proteggere le nostre famiglie.
No! Da qui non possiamo contrastare le forze del marchese... ribatt il Partal.
Ma Aben Humeya gli ordin di tacere, imponendo la calma con un cenno della mano agli altri monfi che, ansiosi di sferrare un nuovo attacco, sostenevano la necessit di andarsene da l.
Ho gi detto che per il momento resteremo qui a Ugijar, dichiar il re, con grande delusione dei monfi. Quanto a te, aggiunse rivolgendosi a Hernando, mi complimento per il coraggio che hai dimostrato. Qual  il tuo mestiere?
Sono mulattiere... Conduco le mule del mio patrigno, spieg indicando Brahim, che Aben Humeya mostr di riconoscere, e sorveglio il vostro bottino.
E' anche un bravissimo veterinario, intervenne il Gironcillo.
Il re riflett qualche istante prima di dire: Del denaro del nostro popolo avrai la stessa cura che hai avuto per tua madre? Hernando annu. In tal caso camminerai al mio fianco con loro.
Brahim, in piedi vicino al figliastro, cominci a dar segni di nervosismo.
Ho chiesto aiuto al beylerbey Uluch Ali, il governatore di Algeri, prosegu Aben Humeya, promettendo vassallaggio al Gran Turco, e mi risulta che in una delle moschee di Algeri vengono accumulate armi da portare nel nostro regno. Quando comincer la stagione della navigazione quelle armi arriveranno qui... e noi dovremo pagarle.
Il re tacque. Hernando si stava chiedendo se la proposta includesse il patrigno, quando Aben Humeya riprese la parola.
Ci servono archibugi e artiglieria. La maggior parte dei nostri uomini combatte armata di semplici fionde e forconi. Non hanno alabarde, non hanno spade. Ma... tu hai una bella scimitarra! disse indicando larma che Hernando portava alla cintola.
Hernando la sfoder per mostragliela: la lama era coperta di sangue. Allora ricord i fendenti che aveva sferrato, i tagli nella carne cristiana che aveva percepito nel buio. Non aveva pi avuto tempo di pensarci. Osserv assorto larma, nera di sangue rappreso.
Vedo che lhai anche usata, disse allora Aben Humeya. Confido che tu lo faccia ancora e che molti cristiani cadano sotto i colpi di questa lama.
Me lha data Hamid, il faqih di Juviles, spieg Hernando. Evit, tuttavia, di accennare al fatto che la spada era appartenuta al Profeta; glielavrebbero strappata senza un attimo di esitazione e lui aveva promesso ad Hamid che ne avrebbe avuto cura. Il re annu, per indicare che aveva conosciuto il faqih. Hamid era con gli uomini, nel borgo... aggiunse il ragazzo sospirando.
Poi rimase in silenzio e Aben Humeya si un a quel momento di cordoglio. Uno dei monfi si alz per prendere la scimitarra, ma il monarca, notando lo sguardo avido del morisco fisso sul fodero doro, scand a voce alta:Tu ne sarai il depositario finch non potrai renderla ad Hamid. Io, re di Granada e Cordova, cos dispongo. Avrai modo di restituirgliela, ragazzo, disse sorridendo Aben Humeya. Appena i giannizzeri e i barbareschi accorreranno in nostro aiuto, torneremo a regnare su al Andalus.
Lasciarono la casa in cui Aben Humeya alloggiava e si procurarono da mangiare. Gli uomini sedettero in terra e si gettarono voraci su di un agnello arrosto.
E lei chi ? grugn Brahim indicando Fatima.
E' fuggita con noi da Juviles, rispose Aisha, senza dare a Hernando il tempo di farlo.
Brahim socchiuse gli occhi e li punt sulla ragazza, che stava in piedi vicino ad Aisha; Humam dormiva in un cesto in mezzo a loro. Brandendo un pezzo di carne, il mulattiere la squadr da capo a piedi, soffermandosi sul seno e sul viso, su quei meravigliosi occhi neri che Fatima abbass, turbata.
Il mulattiere schiocc la lingua, impudico, come se avesse assaggiato quel giovane corpo, e diede un morso alla carne.
E le mie figlie? chiese, mentre masticava.
Non lo so.Aisha ricacci in gola un singhiozzo. Cera buio... Cera tanta confusione... Non si vedeva nulla... Non le ho pi trovate. Sorvegliavo i maschi! si giustific.
Brahim guard i due figli e annu, come se accettasse la scusa.
Tu! disse poi a Fatima,versami dellacqua.
Quando la ragazza gliela port, la spogli con gli occhi e tenne il boccale vicino a s, senza allungare il braccio, per costringerla ad avvicinarglisi e a sfiorarlo.
Hernando si sorprese a trattenere il respiro mentre osservava Fatima che cercava di non toccare Brahim. Cosa voleva il suo patrigno? Con la coda dellocchio intravide Aisha che scuoteva la cesta di Humam con un piede: il bambino scoppi in lacrime.
E' lora della poppata, disse Fatima, imbarazzata.
Il mulattiere la segu con lo sguardo, tremando al pensiero di quei seni di bambina gonfi di latte.
Hernando... disse Fatima dopo aver allattato il figlio, che ora dormiva tra le sue braccia.
Ibn Hamid, la corresse lui.
Fatima annu.
Mi accompagni a cercare notizie di mio marito? Devo scoprire che ne  stato di lui. Fatima guard di sottecchi Brahim.
Dopo aver affidato Humam alle cure di Aisha, sgusciarono tra tende e gente radunata in capannelli per avere notizie degli abitanti della valle di Marchena, che avevano combattuto al fianco dei monfi contro il marchese di Vlez, governatore del regno di Murcia e capitano generale di Cartagena. Soldato crudele e accanito nemico dei moriscos, il marchese, prima ancora di ricevere il regio incarico, aveva iniziato per proprio conto le ostilit nelle Alpujarras meridionali e orientali, dove non arrivavano le truppe del marchese di Mondjar.
Non impiegarono molto a ottenere le notizie che cercavano. Un drappello di uomini del Gorri che si erano scontrati con il marchese di Vlez fecero un resoconto dettagliato delle loro peripezie.
Ma mio marito non era con il Corri, li interruppe Fatima. Era al seguito del Futey. E'...  suo cugino.
Il soldato che stava parlando sospir sconsolato. Fatima si aggrapp al braccio di Hernando, preparandosi al peggio. Due uomini del gruppo evitarono lo sguardo interrogativo della ragazza. Un terzo prese la parola: Io cero. Il Futey  caduto nella battaglia di Flix. E con lui la maggior parte dei suoi uomini... donne soprattutto... sono morte tante donne. Con il Futey cerano anche il Tezi e Portocarrero, e siccome non avevano abbastanza uomini per opporre resistenza ai cristiani, hanno travestito da soldati, le donne. I nostri fratelli hanno affrontato il nemico in aperta campagna e anche nelle vie di Flix. Alla fine, sono stati costretti a rifugiarsi sulla cima di un monte davanti al paese, incalzati dalla fanteria del marchese.
Luomo fece una pausa che a Hernando parve interminabile; sentiva le unghie di Fatima piantate nel braccio.
Ne sono morti. pi di settecento, tra uomini e donne. Alcuni di noi sono riusciti a scappare sulla sierra... da dove siamo arrivati qua, aggiunse cupo. Ma chi non ci  riuscito... Ho visto donne scagliarsi con pugnali contro i fianchi dei cavalli! Andavano incontro a morte certa! Ne ho viste tante altre ridursi a buttare sabbia negli occhi ai cristiani, non avendo pi nemmeno la forza di sollevare un sasso. Sono state valorose come i loro uomini. A questo punto, il soldato guard Fatima in faccia. Se non lo trovi qui... Tutti i sopravvissuti sono stati uccisi. Il marchese di Vlez non fa prigionieri tra gli uomini, n concede il perdono come quello di Mondjar. Le donne e i bambini che si sono salvati sono stati ridotti in schiavit. Abbiamo visto diversi drappelli di soldati che abbandonavano le file dellesercito alla volta di Murcia, alla testa di lunghe code di donne e bambini fatti schiavi.
Passarono al setaccio Ugijar. Molti moriscos confermarono la storia.
Di Terque? si intromise un soldato che aveva sentito la domanda di Fatima. Salvador da Terque? La ragazza annu. Il cordaio? Fatima fece di nuovo di s, le mani davanti al petto, le dita intrecciate saldamente. Mi dispiace...  morto. E' morto insieme al Futey da combattente valoroso...
Hernando prese Fatima al volo. Non era pesante. Quel corpo lieve svenne 
tra le sue braccia e il ragazzo sent che le lacrime di lei gli rigavano le guance.
Perch tutte queste lacrime?chiese Brahim allora di cena, seduto in un cerchio al centro del paese, illuminato dai fal.
Suo marito... si intromise Hernando. Dicono che sia sui monti, ferito, ment.
Aisha, informata della morte del padre del piccolo prima che tornasse Brahim, non sment la versione del figlio. E tanto meno lo fece Fatima. La ragazza mostrava di soffrire profondamente, e tuttavia Brahim continu a fissarla sfacciatamente con uno sguardo lascivo, indifferente al fatto che il marito di lei potesse essere ancora in vita.
Quella notte Hernando non riusc a conciliare il sonno: i singhiozzi 
soffocati di Fatima gli risuonavano dentro pi della
musica e dei canti provenienti dallaccampamento.
Mi dispiace, sussurr per lennesima volta, steso al suo
fianco, a notte inoltrata.
La risposta di Fatima si perse tra i singhiozzi.
Lo amavi molto. Le parole di Hernando rimasero sospese
a met tra laffermazione e la domanda.
Fatima si prese qualche istante prima di rispondere.
Eravamo cresciuti insieme... Lo conoscevo fin da bambina.
Era lapprendista di mio padre, era poco pi grande di me.
Sposarci ci sembr la cosa pi... La ragazza si sforz di trovare
la parola. La cosa pi naturale. Era sempre stato l...
I singhiozzi erano sfociati in un pianto disperato.
Adesso siamo soli. lo e Humam. Cosa faremo? Non abbiamo pi nessuno...
Hai me, sussurr lui. Distinto, avvicin una mano alla
ragazza, ma lei non la tocc.
Fatima restava zitta. Hernando sentiva il suo respiro affannoso, 
confuso con la baraonda dellaccampamento moresco.
Prima che la musica e i canti soverchiassero ogni cosa, Fatima
bisbigli: Grazie.
Il marchese di Mondjar concesse qualche giorno di respiro allesercito moresco accampato a Ugijar. Riceveva i maggiorenti dei paesi che avevano deciso di arrendersi; mandava pattuglie di uomini ad attaccare le grotte in cui si nascondevano dei moriscos e da ultimo si diresse, prima di raggiungere Ugijar, a Cdiar.
Quei giorni bastarono per permettere alle spie dei moriscos, che tenevano docchio quel che accadeva a Granada, di accorrere a Ugijar e trasmettere le novit. Hernando si diresse incuriosito verso il nutrito capannello di uomini che attorniava uno dei nuovi arrivati.
Hanno ucciso tutti i nostri fratelli rinchiusi nel carcere della Reale Cancelleria, riusc a sentire Hernando; cera una tal folla che non arrivava a vedere il centro del crocchio. La spia riprese a parlare solo dopo che tacquero il brusio, le imprecazioni e gli insulti con cui gli uomini avevano accolto la sua frase. Allora aggiunse: La soldataglia cristiana ha assaltato il carcere senza che le guardie facessero nulla, e li hanno ammazzati come cani, chiusi in cella e senza la possibilit di difendersi. Pi di cento, ne hanno uccisi! Poi hanno confiscato tutti i loro beni. Erano i pi ricchi di Granada! 
A loro interessano solo le nostre propriet! grid qualcuno.
Hanno un unico scopo: arricchirsi! 
Sia il marchese di Mondjar sia quello di Vlez hanno seri problemi con i rispettivi eserciti. Hernando riconobbe di nuovo la voce della spia. Altre persone si erano avvicinate al gruppo e lui ormai era intrappolato tra i moriscos che ascoltavano attenti. I soldati disertano nel momento stesso in cui ottengono uno schiavo e una fetta di bottino. Mondjar ha perso gran parte dei suoi uomini proprio a causa delle ricchezze depredate da quando ha attraversato il ponte di Tablate per entrare nelle Alpujarras, ma gli arrivano in continuazione rincalzi, gente bramosa di arricchirsi prima di tornare a casa.
Cosa ne  stato dei vecchi, delle donne e dei bambini di Juviles? chiese qualcuno.
Pi di duemila uomini avevano lasciato le loro famiglie al castello, e le voci che erano girate dopo le notizie riportate da Hernando li avevano gettati nellincertezza.
Circa mille tra donne e bambini sono stati venduti allasta come prede di guerra a Granada, in plaza Bibarrambla...
La voce della spia si faceva pi flebile.
Parla pi forte! urlarono da dietro.
Le hanno vendute come schiave, cerc di gridare luomo. Un migliaio! 
Solo mille! Hernando sent lesclamazione soffocata alle sue spalle e rabbrivid.
Le hanno esposte nella pubblica piazza, ridotte in cenci e umiliate. Cal un silenzio religioso mentre il tono di voce della spia si abbassava di nuovo. I mercanti cristiani le palpavano senza il minimo pudore con il pretesto di controllare in che condizioni fossero, mentre i sensali urlavano il prezzo e le aggiudicavano tra gli insulti, le sassate e gli sputi degli abitanti di Granada. Tutti i soldi sono finiti nei forzieri del re cristiano! 
E i bambini? si inform uno. Hanno venduto anche loro come schiavi?
A Bibarrambia, in unasta pubblica, hanno venduto solo i bambini maggiori di dieci anni e le bambine maggiori di undici. Era unordinanza del re.
E i pi piccoli?
La domanda sgorg allunisono. La spia fece passare qualche istante prima di rispondere. I presenti cominciarono a spintonare, si alzarono sulla punta dei piedi e addirittura si issarono sulle spalle dei loro compagni per vedere e sentire meglio.
Hanno venduto anche loro ma non allasta, in barba allordinanza del re, disse tutto dun fiato la spia, come se farlo gli costasse un immane sforzo. Io li ho visti. Li hanno marchiati a fuoco in faccia... dei bambini di pochi anni... in modo che nessuno potesse pi mettere in discussione il loro stato di schiavi. Poi li hanno spediti in fretta e furia in Castiglia e anche in Italia.
Hernando vide un uomo, che si era appoggiato sulle spalle di quello che aveva davanti, scivolare e cadere. Nessuno os parlare per un bel pezzo: il dolore che serpeggiava tra la gente era quasi tangibile.
E i vecchi e gli invalidi di Juviles? chiese qualcuno in mezzo alla folla. Il tono era disperato,Erano pi di quattrocento.
Hernando aguzz le orecchie. Hamid! 
Li hanno portati via come schiavi gli stessi soldati di Mondjar, quando hanno disertato.
Hamid ridotto in schiavit! Hernando sent che le ginocchia gli cedevano e si sorresse appoggiandosi a un vicino.
Ma mancava una domanda! Quellunica che nessuno dei presenti osava formulare. In quei giorni, Hernando era stato letteralmente preso dassalto da gruppi di moriscos; volevano sentire direttamente dalla sua bocca quel che si diceva nellaccampamento. Tutti loro avevano mogli e figli a Juviles, e lui ripeteva senza stancarsi cosera accaduto. Ma cera buio pesto quando siete fuggiti dalla piazza, no? chiedevano rifiutando lidea di tante morti. E' impossibile che tu abbia visto quante donne e quanti bambini sono morti davvero... E allora lui assentiva. Quella notte aveva scavalcato centinaia di cadaveri, e aveva potuto sentire e percepire chiaramente lodio e la follia che avevano pervaso le truppe cristiane, ma perch far perdere definitivamente la speranza a quei mariti e padri?
Sono morti tutti quelli che erano fuori dalla chiesa di Juviles! Tutti! strill la spia. Pi di mille donne e bambini! Non si  salvato nessuno.
Poco dopo, i fal sulle cime delle alture annunciarono ai moriscos che il marchese di Mondjar stava calando con il suo esercito su Ugijar. Aben Humeya era stato convinto dai monfi che suo suocero, Miguel de Rojas, gli avesse consigliato di asserragliarsi a Ugijar perch aveva stretto un patto con il marchese di Mondjar. Secondo il patto, in cambio della testa del re di Granada, Miguel de Rojas e la sua famiglia non avrebbero perduto la libert e si sarebbero impadroniti del bottino dellesercito moresco. Cos Aben Humeya uccise senza remore il suocero, stermin quasi tutti i membri della famiglia dei Rojas e ripudi la prima moglie.
Lui e i suoi uomini partirono per Paterna del Rio, verso nord, sulle pendici della Sierra Nevada. Oltre quel paese non cerano che massi, terreni scoscesi, montagne e neve. Hernando seguiva lesercito, a fianco del re e del suo stato maggiore, lontano dagli altri mulattieri. Le sue mule erano cariche doro
e di monete dargento e di ogni genere di gemme e vestimenti ricamati a filo doro. Brahim aveva disposto cos per ordine del re; il bottino doveva essere diviso: loro e i gioielli dovevano essere caricati sulle bestie del giovane mulattiere, che procedeva in testa, mentre le altre mule, con il resto del bottino, dovevano seguire in coda, come usava di solito.
Ogni tanto, quando il tortuoso sentiero glielo permetteva, Hernando girava la testa per cercare di scorgere la coda della colonna composta da pi di seimila persone, l dove, insieme alle altre donne, marciavano Aisha, i suoi fratellastri e Fatima con il suo piccino. Non riusciva a scacciare dalla mente gli occhi neri a mandorla della ragazza che lo perseguitavano, talvolta scintillanti, talaltra gonfi di lacrime e altre ancora velati, spaventati.
Arri! diceva allora incitando le mule per scrollarsi di dosso quella sensazione.
Giunsero a Paterna e il re moresco fece accampare i suoi uomini a mezza lega di distanza, su una china che consider praticamente inespugnabile, mentre lui, i carriaggi e gli inabili alle armi entravano in paese.
Hernando, che non voleva incontrare Ubaid, non si un al resto dei carriaggi e appena giunse a Paterna cerc una sistemazione abbastanza grande tra le case dei sobborghi: i piccoli giardini dei palazzi del centro infatti non erano in grado di ospitare la sua carovana. Nessuno gli cre problemi. Per la disperazione di Brahim, che vedeva la propria posizione traballare, Aben Humeya gli fece una pubblica dichiarazione di fiducia.
Fate come ordina il ragazzo, disse agli altri soldati di guardia alloro. Lui  il custode delle ricchezze che ci daranno la vittoria.
Cos Hernando non dovette nemmeno spiegare il perch della sua decisione. Una volta a Paterna, e mentre Aben Humeya si chiudeva in una delle dimore signorili, attese larrivo della retroguardia, tra le cui file, insieme alle donne, procedevano Aisha e Fatima. Le vide arrivare arrancando, con il viso inondato di lacrime. Aisha piangeva la morte ormai certa delle sue figlie: come gli altri moriscos accorsi ad ascoltare la spia, fino ad allora si era attaccata a un filo di speranza. Fatima piangeva per il marito e il suo futuro incerto con un figlio piccolo a carico.
Aqil e Musa, invece, si divertivano a giocare alla guerra. Una volta riuniti, i soldati li accompagnarono a cercare una stalla. Poi, vedendo che Hernando metteva tutto il proprio impegno nellaccudire le bestie, e fiduciosi che lesercito moresco avrebbe fermato le forze del marchese sullinespugnabile montagna scelta da Aben Humeya, li lasciarono e si sparpagliarono per il paese.
Stava cominciando a nevicare.
Ma le previsioni di Aben Humeya sullo sbarramento costituito dal suo esercito risultarono errate. Contravvenendo agli ordini del marchese i soldati cristiani attaccarono e riuscirono a mandare allo sbando le truppe che difendevano la via daccesso al paese. Vi entrarono assetati di sangue e avidi di bottino, stanchi del perdono che il loro capitano generale concedeva a ogni eretico e assassino che si arrendeva.
Paterna sprofond nel caos. I moriscos fuggirono dal paese; le donne e i bambini cercavano gli uomini, e le prigioniere cristiane, improvvisamente libere, accoglievano con grida vittoriose i propri salvatori e cercavano di impedire la fuga delle moriscas. Soltanto loro si batterono. Gli uomini del marchese, a parte qualche altro sparo, si lanciarono alla ricerca del bottino, che trovarono senza sorveglianza su decine di mule riunite vicino alla chiesa. Come molte altre delle Alpujarras, la chiesa era stata eretta su di unantica moschea. Il favoloso trofeo risvegli la cupidigia e scaten liti tra i cristiani: i muli erano carichi di pile di seta, perle di fiume e oggetti di ogni tipo.
Abbagliati comerano, nessuno si accorse che mancava loro; tante erano le mule davanti alla chiesa che chi non trovava il prezioso metallo pensava fosse su qualche bestia da soma pi avanti.
Con la Sierra Nevada alle spalle, senza case che limitassero la visuale, Hernando fu il primo a vedere lesercito moresco allo sbando e in fuga sui monti. A mezza lega da dove si trovavano, l dove si era verificato il primo scontro, la neve era costellata da centinaia di sagome umane. Salivano. Salivano disordinatamente verso le vette. Molte cadevano e scivolavano lungo erte e dirupi; altre restavano repentinamente immobili. Da quella distanza, Hernando non poteva sentire il fragore degli archibugi, 
per poteva vedere le fiammate e lintenso fumo che le armi cristiane emettevano dopo ogni sparo.
Andiamo via di qui! ingiunse ad Aisha e Fatima.
Le due donne non reagirono subito. Stavano osservando attonite, senza riuscire a muovere un passo, il loro esercito in rotta.
Aiutatemi! grid Hernando.
Non ebbe bisogno di conferme. Quando fin di bardare le bestie, vide allaltro capo del paese Aben Humeya che fuggiva al gran galoppo. Brahim e gli altri cavalieri spronavano con forza i cavalli dietro al re. Anche i soldati acquartierati a Paterna si lanciavano in una fuga disordinata. Gli spari e le invocazioni a Santiago degli inseguitori si sentivano chiaramente.
E adesso? gli chiese Fatima alle sue spalle.
Di l! Saliremo al passo della Ragua! rispose, e indic il lato opposto a quello da cui fuggivano il re e i suoi uomini incalzati dai cristiani.
Fatima e Aisha guardarono il punto indicato. La ragazza avrebbe voluto dire qualcosa, ma riusc solo a mormorare poche parole incomprensibili, mentre si stringeva Humam al petto. Aisha era rimasta a bocca aperta. Non si vedevano sentieri! Solo neve e rocce! 
Vieni qua, Vecchia! Hernando prese la mula per la cavezza e la indusse a spostarsi in testa.Trovaci un sentiero che porti in vetta, le sussurr, accarezzandole il collo.
La Vecchia cominci a tastare la neve passo dopo passo e lentamente affrontarono la salita. La nevicata, ora abbondante, li nascose alla vista dei cristiani.
...
.
...
12.
...
.
...
Il passo della Ragua si ergeva a pi di due miglia castigliane. Da l si poteva raggiungere Granada, tagliando la Sierra Nevada senza dover aggirare la catena montuosa. Hernando lo conosceva. In cima si stendeva un altipiano usato per il pascolo di primavera; l, pens il ragazzo, si sarebbero diretti i moriscos in fuga: cerano pochi altri posti dove potevano nascondersi e ricompattare le file. Sul versante nord del valico, quello dalla parte di Granada, si ergeva limponente castello della Calahorra, ma quello che dava sulle Alpujarras non offriva alcun riparo.
Conosceva anche il crepaccio che si apriva ai piedi di una cima vicina, a pi di settemila piedi daltezza, che gli serviva come punto di riferimento: ci andava a raccogliere molte delle erbe medicinali usate per i decotti delle bestie. Sul finire dellestate, il letto del burrone si copriva di grandi fiori blu tanto belli quanto pericolosi: erano i fiori dellaconito, velenosi dai petali fino alle radici. Il loro uso medicinale era estremamente complicato ed era stata la prima pianta del suo erbario che Brahim gli aveva chiesto allinizio della rivolta. Da tempi immemorabili, i musulmani impregnavano le loro frecce nel succo dellaconito: chi veniva ferito moriva tra le convulsioni e con la schiuma alla bocca, a meno che non fosse curato con il succo della mela cotogna. Tuttavia, poich in estate nessuno aveva previsto che sarebbe scoppiata una guerra, in inverno ci si era ritrovati con scarse scorte di veleno.
Hernando cercava di riportare alla memoria la brillante coltre azzurra, ma il temporale glielo impediva. Procedeva in testa alla fila, incollato al fianco della vecchia per non fare passi falsi, incitandola insistentemente a salire e a cercare terreno solido sotto la neve. A ogni momento si voltava indietro, con i capelli e le sopracciglia coperti di brina, sforzandosi di vedere la carovana nella bufera. Ordin alla madre e a Fatima di afferrare una mula per la coda e di non perdere le impronte lasciate dagli zoccoli 
che sparivano rapidamente. Musa, il pi piccolo dei suoi fratellastri, camminava insieme ad Aisha; Aqil da solo. Il resto delle mule sembrava capire che doveva seguire la Vecchia, e lintera fila avanzava circospetta. Ma il sole stava per calare, e al buio nemmeno la Vecchia sarebbe stata in grado di continuare.
Avevano bisogno di un riparo. Da Paterna del Rio si mossero verso est, evitando di dirigersi nelle zone dove quasi certamente avrebbero incontrato i cristiani. Dovevano trovare il sentiero che saliva da Bayrcal al passo della Ragua, ma ben presto fu chiaro che non ce lavrebbero fatta prima del tramonto. Nella tormenta di neve, Hernando credette di scorgere una formazione rocciosa e l guid la vecchia.
Non era una vera e propria grotta; tuttavia, consider il ragazzo, potevano ripararsi dalla tempesta sotto le sue sporgenze. Arrivarono anche gli altri, che arrancavano dietro le mule, intirizziti, con le labbra livide e le mani contratte sulle code. Fatima usava una sola mano e con laltra teneva stretto un fagotto avvoltolato nei suoi vestiti.
Hernando piazz le mule controvento. Poi diede una rapida occhiata in giro: ben poco gli sarebbero serviti la pietra focaia e lacciarino che portava sempre con s. L, sulla neve, non sarebbe stato possibile accendere un fuoco: non si vedevano n foglie n rami secchi. Solo rocce e neve! Non sarebbe stato meglio se li avessero catturati i cristiani? si domand notando che la flebile luce che fino ad allora li aveva accompagnati durante la tormenta stava per spegnersi.
Come sta il piccolo?chiese a Fatima. La ragazza non rispose. Con le mani frizionava il bambino steso sui suoi abiti. Si muove? sinform. E' vivo? si risolse a chiedere con voce strozzata.
Fatima annu continuando a frizionare. Poi rivolse lo sguardo alla tormenta e alla notte che piombava loro addosso e le sfugg un sospiro di paura.
Perch avevano intrapreso la fuga? Hernando guard sua madre: abbracciava i suoi due fratellastri. Aqil tremava senza riuscire a controllare il battito dei denti. Musa, di soli quattro anni, era immobile e rigido. Perch li aveva costretti a quellavventura? Delle donne e dei bambini! La notte era ormai vicina. La notte...
Prese due manciate di neve e se le butt in faccia, sui capelli e sulla nuca; poi, con altra neve si lav le mani, si genuflesse sullumida coltre bianca e recit a voce alta, gridando, supplicando il Misericordioso, per cui combattevano e rischiavano la vita, che... Non fin le orazioni. Si alz di scatto. Loro! Tra il bottino cerano i paramenti religiosi! Decine di casule e ornamenti in seta ricamata a filo doro e dargento. Come sarebbero arrivate al suo popolo, se fossero morti? Frug tra le mule e in breve riusc a infagottare donne e bambini in vesti lussuose. Poi dissell le bestie. Anche le bisacce potevano servire: alcune erano di cuoio... E i finimenti! A parte le monete doro, che radun in una delle bisacce in sparto, tir fuori il resto del bottino e ammass bisacce e finimenti sulla neve per formare una specie di tappeto, a ridosso della parete.
Contro le rocce, disse. Non accasciatevi sulla neve. Affrontate la notte contro le rocce.
Anche lui si copr, ma solo il minimo indispensabile: doveva mantenere la libert dei movimenti che gli altri non avevano. Doveva sorvegliare che nessuno cadesse sulla neve e si inzuppasse i vestiti! Poi avvicin le mule a donne e bambini. Le leg a corda corta, in modo che non potessero muoversi, e le spinse dal lato esposto. Lanci la cavezza dellultima mula contro la parete e strisci sotto le zampe delle bestie fino a raggiungere le rocce. Fatic a rimettersi in piedi tra Fatima e Aisha. La Vecchia, che era molto vicina a donne e bambini, lo osservava impassibile.
Vecchia, disse mentre si sistemava, domani avrai altro lavoro. Te lo garantisco. Tir la cavezza che aveva lanciato al di sopra delle bestie e la tenne ferma: nessuna doveva muoversi.Allah Akbar... sospir guardando la protezione offerta da abiti e animali.
La tormenta impervers durante la notte, ed Hernando cedette al sonno solo quando si fu convinto, con una certa soddisfazione, che murati comerano tra rocce e mule, protetti dal vento, dal freddo e dalla neve, nessuno sarebbe caduto a terra.
Si svegliarono in unalba di sole e silenzio. Il riflesso dei raggi sulla neve feriva gli occhi.
Madre? chiam.
Aisha riusc ad aprirsi un varco nei panni che la coprivano.
Hernando, allora, si gir verso Fatima: anche lei gli mostrava il viso. Era sorridente.
E il bambino? sinform.
Lho allattato poco fa.
Allora fu lui a rispondere con un sincero sorriso.
E i miei... fratelli?
Si accorse che alla madre faceva piacere che li chiamasse cos.
Tranquillo. Stanno bene, gli rispose.
Le mule non erano state cos fortunate. Hernando strisci tra le gambe delle bestie da soma e scopr che le due rimaste maggiormente esposte al vento erano morte congelate ed erano rigide e coperte di brina. Erano di quelle nuove, di quelle che Brahim aveva portato da Cdiar, ma anche cos... Ricord la sassata che aveva dovuto rifilare a una di quelle povere bestie e le diede una pacca sul collo. La brina si stacc e cadde in una pioggia di schegge di cristalli.
Ci metter un po a tirarvi fuori di l, grid.
Non fu cos. Dopo avere slegato le bestie, si limit a spingere gi dal crinale quelle due statue di ghiaccio. Le mule rotolando provocarono una piccola valanga ai piedi delle rocce che servivano loro da riparo. Gli altri animali erano intirizziti e li incit con molta calma, attendendo pazientemente che ciascuno muovesse una zampa... e poi laltra. Quando arriv il turno della Vecchia, le frizion a lungo i fianchi prima di permetterle di muoversi per far uscire le donne. La notte prima non aveva preso la precauzione di mettere al riparo le vettovaglie che facevano parte del carico e ora non riusciva nemmeno pi a trovarle: erano sepolte sotto la neve, come molti degli oggetti che aveva buttato in terra per liberare le mule da bisacce e finimenti.
Mi sa che oggi manger solo il bambino, disse.
Se la madre non mangia, lo rimprover Aisha,anche il figlio manger male.
Hernando pass tutti in rassegna: anche loro erano intirizziti e i loro movimenti lenti e faticosi. Guard il cielo.
Oggi non ci saranno tormente, dichiar. In mezza giornata supereremo il valico. L troveremo i nostri e potremo rifocillarci.
La Vecchia riusc a trovare il sentiero che portava al passo della Ragua. Avanzavano a passo lento, nei loro abiti rilucenti doro. Prima di partire, Hernando aveva pregato con devozione, con il vento della notte che gli fischiava ancora nelle orecchie e lincancellabile ricordo dei grandi occhi a mandorla di Fatima quando aveva smesso di frizionare suo figlio e aveva guardato la notte, spaventata, proprio come una vittima indifesa avrebbe fatto con il suo assassino. .Aveva ringraziato mille volte Allah di aver loro risparmiato la vita! Gli era tornato in mente Hamid... Come aveva ragione, riguardo alle preghiere! Cosa ne sar stato di Ubaid? gli era venuto da pensare. Gli era parso di aver visto degli uomini sfuggire ai cristiani. Scrollando la testa si era imposto di non pensarci. Poi, mentre sistemava le bisacce e i finimenti delle mule, aveva ordinato ai fratellastri di cercare tra la neve il bottino che forse vi era rimasto sepolto; solo loro e le monete dargento erano al riparo. Musa e Aqil avevano preso la missione come un gioco e cos, nonostante la fame e la stanchezza, si erano divertiti a scavare nella spessa coltre bianca. Leco delle loro risate aveva fatto s che gli occhi di Fatima e di Hernando si incrociassero. Si erano semplicemente guardati: senza parole, senza un sorriso, senza una mossa, e un dolce brivido era corso lungo la spina dorsale del ragazzo.
Appena si rimisero in cammino per il passo della Ragua, cominciarono a incrociare i moriscos. Molti abbandonavano le file sconfitti e non giravano nemmeno la testa imbattendosi nel pittoresco gruppo formato da Hernando, donne e bambini vestiti di sete preziose. Ma non tutti scappavano: alcuni salivano con provviste e altri vagavano semplicemente sulle pendici; molti di questi li avvicinarono.
E' il bottino del re, spiegava il ragazzo.
Qualcuno voleva sincerarsene di persona e si avvicinava alle bisacce, ma Hernando sguainava la scimitarra e il curioso si arrendeva. Molti, dopo le spiegazioni, correvano a riportare la notizia al re.
Cos, quando giunsero sullaltipiano del passo della Ragua, dove quel che restava dellesercito moresco era riuscito ad allestire un precario accampamento, Aben Humeya e i capi monfi, Brahim incluso, li stavano aspettando. Alle loro spalle erano
schierati i soldati e ai due lati le donne che erano riuscite a fuggire insieme ai loro uomini, e i bambini.
Sapevo che ce lavresti fatta, Vecchia. Grazie, disse Hernando alla mula quando fu in prossimit dellaltipiano.
Malgrado la fuga precipitosa, Aben Humeya aveva cercato di vestirsi con un certo decoro e li osservava superbo e altero, alla testa dei suoi uomini. Nessuno and incontro a Hernando. Lui e la sua comitiva continuarono la loro marcia e, quando si trovarono abbastanza vicini, quelli al campo ebbero la conferma che la notizia era vera: quel ragazzo portava con s il tesoro dei musulmani. Allora scoppi la prima ovazione. Il re applaud e i moriscos si unirono immediatamente allacclamazione.
Hernando si gir verso Aisha e Fatima, e le donne gli fecero segno di precederle con un po di distacco.
E il tuo trionfo, figlio, gli grid la madre.
Giunse allaccampamento ridendo. Era un riso nervoso che non riusciva a controllare. Lo acclamavano! E a farlo erano quegli stessi che lo chiamavano Nazareno. Se Hamid lo avesse visto in quel momento... Accarezz la scimitarra appesa alla cintola.
Il re gli assegn uno dei ripari precari costruiti con rami e qualche raro cencio, in cui si trasfer immediatamente anche Brahim. Del bottino salvato da Hernando, il sovrano diede in premio al ragazzo dieci ducati in pezzi dargento da otto reali che il suo patrigno guard avidamente, pi un turbante e una tunica giallo rossiccia, decorata di fiori viola e rubini che rifulgevano allinterno della capanna a ogni movimento di Hernando. Aben Humeya lo aspettava a cena nella sua tenda. Con una certa goffaggine, cerc di infilarsi la tunica davanti a Fatima, seduta su una delle bisacce di cuoio. Dopo la preghiera della sera, la cui chiamata poteva essere stata sentita anche dai cristiani al di l del valico, Aisha prese in braccio Humam e con i suoi due figli usc dalla tenda senza dare spiegazioni. Hernando non pot cogliere lo sguardo di complicit che era passato tra le due donne: istigatore quello della madre, accondiscendente quello della ragazza.
Mi sta grande, si lagn lui, tirando u na manica della tunica.
Ti va alla perfezione, ment la ragazza, alzandosi e sistemandogliela sulle spalle. Sta fermo! lo rimprover bonariamente. Sembri un principe.
Anche attraverso lintrico di gemme che gli copriva le spalle, Hernando percep il tocco della sua mano e arross. Ne sent il profumo; poteva... poteva toccarla, prenderla per la vita. Ma non lo fece. Fatima si gingill qualche istante con la tunica a occhi bassi, prima di voltarsi per prendere con delicatezza il turbante. Era un copricapo in oro e seta scarlatta, adorno di piume e pennacchi; alla base delle piume brillava una scritta in smeraldi e perline.
Cosa c scritto? chiese la ragazza.
La morte  una lunga attesa, lesse Hernando.
Fatima gli si port di fronte e, in punta di piedi, lo incoron. Lui avvert la lieve pressione dei seni contro il torace e trem quando le mani di lei scesero fino a cingergli il collo, dove rimasero.
Mi  gi morta una persona cara, gli sussurr allorecchio. vorrei aspettarmi qualcosa in questa vita, e tu me lhai salvata due volte. Il naso di Fatima gli sfior un orecchio. Hernando era immobile, come una statua, sconvolto. Questa guerra... Forse Dio mi permetter di cominciare daccapo... sussurr lei, e appoggi la testa sul suo petto.
Hernando si decise a prenderla per la vita e Fatima lo baci. Prima lo fece con dolcezza, strusciando le labbra socchiuse sul suo viso fino alla bocca, una volta e poi ancora. Hernando chiuse gli occhi. Le sue mani si strinsero sui fianchi della ragazza quando percep il suo sapore in bocca, e lei si abbandon a quella lingua che la trafiggeva. E lo baci, lo baci mille volte, mentre con le mani gli perlustrava la schiena: prima sopra la tunica tempestata di pietre preziose, poi sotto, passandogli le unghie sulla spina dorsale.
Va dal re, gli disse allimprovviso, staccandosi da lui. Io ti aspetter.
Io ti aspetter. Hernando apr gli occhi al suono di quella promessa. La prima cosa che vide furono gli immensi occhi di Fatima fissi su di lui. Non vi lesse la minima vergogna; il desiderio 
pervadeva lo spazio intorno a loro. Abbass lo sguardo sui seni della ragazza, sotto il ciondolo doro: grandi chiazze tonde di latte facevano risaltare le mammelle gonfie, che premevano sotto la camicia. Fatima prese la destra di Hernando e se la port al seno.
Ti aspetter, ripet.
...
.
...
13.
...
.
...
Allaccampamento di Aben Humeya affluivano persone che credevano ancora nella rivolta, mentre altri che avevano perso la speranza disertavano per accorrere alla chiamata del marchese di Mondjar, che accettava ancora chiunque si arrendesse, offrendo protezione perch potesse tornare dove aveva sempre vissuto. La grande tenda del re non aveva il fasto dellalloggio di Ugijar, anche se era relativamente ben provvista di vettovaglie. Hernando, impacciato nelle vesti lussuose che indossava, con la spada alla cintola vicino alla borsa dei reali, fu accolto con tutti gli onori. Dopo che ebbe consegnato la spada a una donna, lo fecero accomodare tra il Gironcillo, che gli rivolse un sorriso, e il Partal. Cerc con lo sguardo Brahim tra i presenti, ma non lo trov.
La pace sia con chi ha protetto i tesori del nostro paese, disse Aben Humeya.
Nella tenda si ud un sussurro di assenso ed Hernando si fece ancora pi piccolo tra gli imponenti capi monfi che lo affiancavano.
Divertiti, ragazzo! esclam il Gironcillo, dandogli una forte pacca sulla schiena. Questa festa  in tuo onore.
Il colpo del Gironcillo gli bruciava ancora quando la musica cominci a suonare. Un gruppo di giovani donne entr reggendo ciotole ricolme di uva passa e brocche di limonata, cui aggiunsero un impasto contenuto in piccoli involti. Depositarono le brocche sui tappeti., davanti agli uomini seduti in tondo. I convenuti bevvero e mangiarono, guardando le danzatrici ballare al centro della tenda, talvolta sole, talaltra per mano a un capo monfi. Persino il goffo Gironcillo ball con una ragazza dai movimenti sinuosi. Cant persino! 
Ah, danzare vorrei la zambra... ulul, sforzandosi di tenere il passo della compagna,affrancato da diatribe, con le more belle vive... nella mia amata Alhambra! 
LAlhambra! Hernando ricord la fortezza che si stagliava nella Sierra Nevada, colorando Granada di rosso al tramonto, e si immagin mentre ballava con Fatima nei giardini del Generalife. Dicevano che erano meravigliosi! Il suo pensiero and a Fatima, al corpo della ragazza e al ciondolo doro tra i suoi seni... lo stesso che portava la danzatrice che in quel momento lo prendeva per mano e lo costringeva ad alzarsi. Ud qualche applauso e grida dincoraggiamento mentre la ragazza lo sollecitava a fare qualche passo di danza. Vedeva tutto che girava. I suoi piedi si muovevano agili, ma non riusciva a fermarli... n a controllarli. La ragazza rideva e gli si avvicinava; sentiva il suo corpo come poco prima aveva sentito quello di Fatima...
Mentre ballavano, una delle donne port altre brocche con bevande. Le lasci in terra, tir fuori da un involto un composto di sedano e semi di canapa, lo vers nella limonata e mescol, come aveva fatto con tutte le brocche che aveva servito fino a quel momento.
Il Gironcillo brind con il Partal e bevve un lungo sorso.
Hashish, sospir.Oggi non lo useremo per combattere contro i cristiani. Il Partal annu mentre beveva. Balleremo allAlhambra! aggiunse alzando la coppa con la droga sciolta.
Hernando non si risedette. I liuti e i sonagli tacquero e la danzatrice, stretta al giovane compagno di ballo, interrog con lo sguardo Aben Humeya. Il re cap e le diede il proprio consenso con un sorriso. Il ragazzo venne trascinato fuori, fino a una capanna in cui si trovavano altre donne al servizio del re. La ragazza non cerc alcuna intimit. Si butt su di lui mentre le altre restavano a guardare. Lo spogli rapidamente senza che Hernando potesse opporsi e cominci a slacciarsi i calzoni a sbuffo e a srotolare le fasce che le avvolgevano i polpacci. Fu a quel punto che sent dire a una delle donne: Non  circonciso! Tutte si avvicinarono a Hernando e due di loro fecero per allungare le mani verso il suo basso ventre. Senza smettere di lottare con i calzoni, gi a met gamba, la danzatrice socchiuse gli occhi e gli copr il pene con una mano.
Fuori! url, colpendo le altre con la mano libera. Lo proverete dopo.
Hernando si svegli con la bocca impastata e un lancinante mal di capo. Dove si trovava? La luce del mattino che cominciava a filtrare nella capanna gli ricord vagamente la notte di festa... e poi? Prov a muoversi. Cosa glielo impediva? Dovera? Gli sembrava che stesse per scoppiargli la testa. Cosa...? Un paio di braccia grasse, flaccide e pesanti lo cingevano. Solo allora percep un contatto: quello del proprio corpo nudo contro... Balz gi dal giaciglio di rami. La donna non cambi nemmeno posizione: borbott qualcosa e continu a dormire. Chi era? Hernando ne studi i seni enormi e la pancia immensa, schiacciata da un lato sul panno che copriva i rami. Cosa aveva fatto? Una sola coscia di quella matrona era molto pi ampia delle sue due gambe messe insieme. La nausea e il freddo laggredirono allo stesso tempo. Esamin linterno della capanna: erano soli. Si alz e cerc i suoi vestiti con lo sguardo. Li trov sparsi in giro e cerc di coprirsi come poteva per ripararsi dal freddo. Cos successo? si chiese, tremando mentre si vestiva. Al semplice strusciare della stoffa sullinguine si sent bruciare. Guard in basso: sembrava prosciugato. Il petto, le braccia e le gambe erano coperte di graffi. E la faccia? Trov un frammento di specchio e si guard: anche quella era tutta un graffio, e il collo e le guance avevano qui e l dei lividi bluastri, come se gli avessero succhiato il sangue. Cerc di ricordare la festa, che gli torn alla memoria. Il ballo... La danzatrice. Gli torn in mente il viso della ragazza, teso, mentre danzava... E a cavalcioni su di lui, mentre lo montava e gli afferrava le mani per portarsele al seno, proprio come aveva fatto poco prima... Poi la danzatrice si era morsa il labbro inferiore, gemendo di piacere, e alcune donne si erano gettate su di lui, e lo avevano fatto bere e... Fatima! Aveva promesso di aspettarlo! Cerc la sua nuova tunica. Non cera. Si port la mano alla cinta che si era istintivamente legato... Non cerano pi n la borsa con le monete n il copricapo dorato... e la spada di Hamid! 
Diede uno scrollone alla donna.
Dov la spada? La grassona parlott nel sonno. Hernando la sballott con pi forza. E il mio argento?
Torna qua da me, supplic lei dopo aver aperto gli occhi. Sei molto forte...
E i miei vestiti?
La sconosciuta sembro risvegliarsi.
Non ti servono. Ti scalder io, gli sussurr, mostrandosi in tutta la sua lascivia.
Hernando distolse lo sguardo da quel corpo obeso, completamente depilato.
Puttana! sbott, mentre si voltava per passare al setaccio linterno della capanna. Era la prima volta che insultava una donna. Puttana! ripet, angosciato, vedendo che era sparito tutto.
Si diresse al velo sottile che fungeva da porta, ma faceva una gran fatica a muoversi perch la stoffa degli abiti che strusciava contro linguine gli faceva un gran male. Camminava a gambe divaricate.
Bench avesse albeggiato, laccampamento era immerso in uno strano silenzio. Vide il monfi che montava la guardia allingresso della vicina tenda di Aben Humeya e and da lui.
Sono stato derubato dalle danzatrici, esord senza neanche un saluto.
Vedo che ti hanno anche fatto divertire, ribatt la guardia.
Mi hanno rubato tutto, prosegu imperterrito il ragazzo, i dieci ducati, la tunica, il turbante...
Stanotte ha disertato il grosso dellesercito, lo interruppe il monfi, stavolta in tono stracco.
Hernando gett unocchiata allaccampamento.
La spada, bisbigli. A che scopo prendersi la mia spada se si consegneranno ai cristiani?
La tua spada? domand il monfi. Hernando annu.Aspetta. Luomo entr nella tenda e dopo qualche istante riapparve con la sciabola di Hamid in mano.Te la sei tolta quando sei arrivato alla festa, gli spieg nel consegnargliela. E scomodo sedersi con quella al fianco.
Hernando la prese con delicatezza. Almeno non aveva perduto la spada, ma... E Fatima? Aveva forse perduto lei?
Hernando artigli la scimitarra che gli aveva restituito il morisco di guardia alla tenda di Aben Humeya. Abbracci con lo sguardo laccampamento, quasi deserto dopo la fuga notturna
del grosso delle truppe, e si diresse alla baracca che ospitava Brahim, Aisha e Fatima, ma giunto a una certa distanza si nascose rapidamente dietro una delle capanne abbandonate: Fatima stava uscendo da una tenda. Teneva Humam in braccio. La vide alzare la testa verso il cielo, nitido e freddo, e si fece schermo con i rami quando la ragazza, con unaria molto seria, rivolse lo sguardo allaccampamento. Cosa dirle? Che aveva perso tutto? Che delle danzatrici gli avevano fatto violenza e si era svegliato tra le braccia di una matrona depilata? Come poteva presentarsi a lei con il corpo coperto di graffi e il collo e il volto viola di lividi? Poteva... poteva mentirle, s, dirle che il re laveva trattenuto tutta la notte. Poteva farlo ma... E se lei voleva darsi a lui come aveva promesso? Come mostrarle il suo inguine gonfio e infiammato? Non aveva nemmeno avuto il coraggio di controllare con attenzione, comunque gli faceva male; quando camminava gli bruciava. Come spiegarle tutto ci? La guard nellatto di abbracciare Humam, come cercando un sostegno nel bambino. La vide cullarselo in seno, baciarlo sulla testolina, con tenerezza e malinconia, e scomparire dentro la baracca.
Laveva delusa! Prov rimorso e vergogna, tanta vergogna e, senza riflettere, scapp. Si lanci in una corsa disperata, ma quando pass davanti alla tenda di Aben Humeya, la guardia lo ferm.
Il re vuole vederti.
Hernando entr nella tenda, confuso e ansimante. Aben Humeya lo ricevette in piedi, vestito di tutto punto, pomposamente, come se niente fosse.
Lesercito... farfugli il ragazzo indicando laccampamento. Gli uomini... Aben Humeya gli si avvicin e punt lo sguardo sui lividi che aveva sul collo. Sono scappati! grid ancora Hernando imbarazzato.
Lo so, rispose con serenit il re, lasciandosi sfuggire un sorriso malizioso per laspetto del suo ospite. E non posso biasimarli. In quel momento entr nella tenda un monfi grande e grosso, che Hernando aveva gi avuto occasione di vedere e che si limit ad ascoltare. Stiamo combattendo senzarmi. Ci stanno sterminando in tutte le Alpujarras. Dopo Paterna, il marchese di Mondjar ha conquistato diversi paesi, ma si mostra 
magnanimo e concede loro il perdono. Perci gli uomini fuggono, attratti dalla promessa di grazia, e proprio per questo ti ho fatto chiamare. Hernando fece una faccia stupita, ma Aben Humeya lo ricambi con un sorriso schietto. Gli uomini torneranno, ibn Hamid, non dubitarne. Due mesi or sono, dopo la mia incoronazione, ho mandato Abdallah, mio fratello minore, a chiedere soccorsi al governatore di Algeri. Non ho pi avuto sue notizie. Allora potevo solo fargli avere una missiva... parole! aggiunse sferzando laria con la mano. Oggi disponiamo di un considerevole bottino per ingraziarcelo. I miei uomini fuggono,  vero, e laiuto promesso non arriva! Partirai subito per Adra, con loro. Con te verr al Hashum. Aben Humeya fece un cenno al monfi l accanto. Lui caricher a bordo di una nave loro e lo porter in Berberia, ai nostri fratelli che credono in un unico Dio. Tu tornerai a darmene conferma. Il cammino sar irto di pericoli, ma dovete raggiungere la costa e procurarvi una fusta. Una volta a Adra, non vi sar difficile rimediare lindispensabile per attraversare lo stretto con loro di cui disponete e laiuto dei moriscos della zona. E' tutto pronto? chiese al monfi.
La mula  gi stata caricata, rispose al Hashum.
Che il Profeta vi accompagni e vi guidi, allora, gli augur il re.
Hernando segu il monfi. Sarebbero andati a Adra, sulla costa, lontano da l! Cosa avrebbe pensato Fatima? Sembrava triste... ma era un ordine del re, s. Proprio cos. Subito! aveva ordinato. Non faceva nemmeno in tempo a dirle addio. E sua madre? Girarono attorno alla tenda. Dal lato opposto a quello in cui si trovava la guardia, li attendeva una delle mule insieme a Brahim. Il patrigno lo guard dallalto in basso, socchiudendo gli occhi alla vista dei lividi.
E i regali del re? sbrait il mulattiere.
Hernando esit, come sempre quando era al cospetto di Brahim.
In viaggio non mi servono, rispose mentre fingeva di controllare i finimenti della mula. Vado a salutare mia madre.
E' ora di andare, intervenne al Hashum.
Brahim nascose un sorriso.
Hai una missione da compiere, disse con fermezza. Non  il momento per le lacrime. Le dir tutto io.
Suo malgrado, Hernando acconsent. I due uomini montarono e Brahim li guard allontanarsi. Per una volta era felice della fiducia che il re riponeva nel suo figliastro. Sorrise apertamente pensando al corpo sensuale di Fatima.
...
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...
14.
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La rivolta era rientrata?
In condizioni normali, il viaggio avrebbe preso loro tre o quattro giornate, ma Hernando e il suo compagno dovettero procedere per sentieri accidentati e attraverso i campi, costretti a nascondersi e a evitare le tante bande di soldati cristiani che battevano la zona saccheggiando i villaggi, rubando, uccidendo e stuprando donne per poi ridurle in schiavit. Di solito erano gruppi di una ventina di persone, senza capitano n alfiere. Uomini avidi e violenti, che facendosi scudo del nome del Dio cristiano compivano le loro rappresaglie nei confronti dei moriscos con lunico scopo di privarli delle loro ricchezze.
La lentezza con cui procedevano fu un vantaggio per Hernando, che alla fine riusc a trovare le erbe che potevano lenirgli il bruciore allinguine.
Allaltezza di Turon, nascosti dietro folti cespugli, mentre attendevano con la mula legata dietro un poggio che un manipolo di canaglie portasse a termine le sue ruberie, videro un soldato cristiano staccarsi dalla banda e trascinare per i capelli una bambina di non pi di dieci anni, che urlava e scalciava disperatamente. Si dirigeva nel punto in cui erano nascosti loro due. Portarono entrambi le mani alle armi. Proprio davanti a loro, dalla parte opposta del cespuglio, luomo schiaffeggi la ragazzina fino a farla prostrare ai suoi piedi; poi cominci a slegarsi i calzoni scoprendo i denti neri in un ghigno. Hernando snud la sciabola aspettando che il soldato, gettandosi addosso a quella povera creatura, gli desse la nuca, ma sent la pressione della mano di al Hashum sullavambraccio. Si volt verso di lui e lo vide scuotere la testa. Le lacrime solcavano il viso del monfi. Hernarido ubbid e rinfoder la spada, lentamente, seguendo con gli occhi la lama che rientrava nella guaina. Non poterono nemmeno fuggire di l: si sarebbero fatti scoprire. Al Hashum, grande, grosso e navigato, tenne la testa
china, soffrendo in silenzio. Lui non ci riusc. Non pot chiudere gli occhi. Piantava le unghie nella sacra scimitarra di Hamid, sempre pi forte a mano a mano che il pianto della bambina si placava, fino a diventare un gemito quasi impercettibile.
I singhiozzi della piccolina si confusero con il ricordo di Fatima, che lo perseguitava da quando aveva lasciato laccampamento di Aben Humeya. Vigliacco! si rimproverava senza darsi pace. Lei gli aveva detto che non aveva pi nessuno e le aveva risposto che poteva contare su di lui. Di certo sia Fatima sia la madre a quel punto avevano saputo della missione che il re gli aveva affidato, Brahim doveva averglielo detto, ma comunque... E se anche i cristiani avessero osato inerpicarsi per quelle vette inospitali e in quel preciso momento stavano usando violenza su Fatima?
Moll la presa sulla sciabola quando al Hashum, con il viso nascosto dal paramano della tunica con cui si asciugava le lacrime, gli indic con un cenno che dovevano riprendere la marcia. A Hernando facevano male le dita.
Sembrava che al Hashum conoscesse Adra. Davanti alle spiagge e alle terre aride che si estendevano fino al mare attesero che fosse notte fonda. Il monfi era un uomo riservato, come Hernando aveva potuto appurare durante il tragitto, ma non si era mai comportato in modo brusco o scortese e lasciava trasparire unindole piuttosto bonaria, cosa che secondo Hernando era assai strana per un brigante delle montagne. Quella sera, seduti insieme su di unaltura a guardare lacqua del mare che cambiava colore a mano a mano che il sole calava, parl pi di quanto avesse fatto in tutte le giornate precedenti.
Adra  alla merc dei cristiani. Lintenzione del monfi era di sussurrare, ma il suo vocione stentoreo non glielo permise. E' stato qui che allinizio della rivolta hanno tradito il Daud e altra gente dellAlbaicin di Granada che voleva andare in Berberia a chiedere aiuto. Hanno cercato una fusta, come dobbiamo fare noi, e lhanno trovata; ma il morisco che faceva da intermediario, che Dio lo sprofondi allinferno! ha fatto dei fori sul fondo e li ha tappati con della cera. La fusta ha cominciato a imbarcare acqua a breve distanza dalla costa; i cristiani non
hanno dovuto far altro che attendere il Daud e i suoi uomini sulla spiaggia per catturarli.
Conosci... conosci qualcuno di cui fidarsi? chiese Hernando.
Credo di s. Lacqua del mare si stava facendo pi scura. Vedo che cammini meglio, disse di punto in bianco al Hashum. Gli unguenti hanno lenito i tuoi bruciori.
Anche nella penombra, Hernando nascose la faccia, ma il monfi non demordeva: prendendo, spunto dalle ovvie cause di quel bruciore, al Hashum fin per parlargli della moglie e dei figli. Li aveva lasciati a Juviles, anche se, come, tutti, ignorava se la notte della strage fossero dentro alla chiesa o sul sagrato.
Morti o resi schiavi, mormor, ora s con un filo di voce. Quale dei due  il destino peggiore?
Conversavano mentre scendeva la notte, ed Hernando gli parl di Fatima e di sua madre.
Trovarono ospitalit nella casa di una coppia di anziani che non era stata in grado di scappare in montagna quando era scoppiata la rivolta a Adra, e che coltivavano un orto e qualche albero da frutto, alle porte della citt. Zahir, cos si chiamava il marito, li convinse a portare la mula dentro casa.
Non abbiamo bestiame, spieg. Una mula nei nostri terreni desterebbe sospetti.
La moglie di Zahir teneva labitazione perfettamente pulita, ma annu alle parole del marito; legarono la bestia in quella che, dissero con orgoglio, era la stanza dei loro figli minori, che stavano combattendo per lunico Dio.
Rimasero l nascosti per molti giorni senza uscire mai. Con discrezione, Zahir cercava di acquistare una barca. Hernando e al Hashum capirono subito che potevano fidarsi dei padroni di casa, ma potevano fidarsi altrettanto degli uomini con cui il vecchio trattava?
S, disse convinto Zahir.Sono musulmani! Pregano insieme a me, e in citt come sulle spiagge, pur non mettendo mano alle armi, collaborano con i nostri ragazzi. Sono tutti consapevoli dellimportanza di trasportare quelloro in Berberia. Le notizie che arrivano dai vari. angoli delle Alpujarras non fanno ben sperare. Occorre un aiuto da parte dei nostri fratelli turchi e barbareschi! 
Le novit! Ogni noti i c, mangiando quel poco che i due vecchi potevano 
offrir loro, ascoltavano avidamente da Zahir le nuove sulla guerra.
I paesi si stanno arrendendo uno dopo laltro, raccont il vecchio una sera. Dicono che Aben Humeya vaghi per i monti, senza armi n vettovaglie, con un centinaio di fedeli o forse meno.
Hernando trem al solo pensiero di Fati ma e Aisha perse tra i crepacci della Sierra Nevada senza la protezione di un esercito. Il monfi incresp le labbra davanti alla sofferenza che il ragazzo lasciava trapelare.
Perch si arrendono? url allora al Hashum. Zahir scosse la testa costernato.
Perch hanno paura, rispose. Con Aben Humeya non c pi nessuno, gli altri ribelli delle Alpujarras che cercano di opporre resistenza vengono tutti decimati. Il marchese di Vlez si  appena scontrato con i nostri fratelli di Ohnez. Ha ucciso pi di mille uomini e fatto allincirca duemila prigionieri tra donne e bambini.
Ma Mondjar concede loro il perdono, sussurr Hernando pensando a cosa sarebbe accaduto se avessero fatto prigioniera Fatima.
S. I due nobili agiscono in maniera diametralmente opposta. Mondjar  convinto che la rivolta ormai sia rientrata, e lo ha fatto sapere per iscritto al marchese di Vlez, sollecitandolo a smettere di attaccare i moriscos e a concedere il perdono a chiunque si arrenda...
E allora? domand al Hashum.
Il marchese di Vlez ha giurato di perseguire, giustiziare o ridurre in schiavit lintero nostro popolo. Sembra che la missiva gli sia giunta dopo la battaglia di Ohnez. Tornato in quel paese, sulle scale della chiesa, in una fila ordinata sul gradino pi alto, ha trovato le teste di venti vergini cristiane decapitate. Giurano che le sue parole inneggianti vendetta si potevano sentire anche sulla vetta pi alta della Sierra.
I tre uomini, seduti sul pavimento, e la moglie di Zahir, che era in piedi, un po discosta, rimasero a lungo in silenzio.
Devi portare questo oro in Berberia! esclam alla fine Hernando.
Hernando scopr che avrebbe trovato Aben Humeya a Mecina Bombaron. Il re, in segreto, scendeva dalle montagne diretto a Vlor, suo paese e suo feudo, desideroso di cibo, feste e agi, ma quella notte a Mecina Bombaron lo attendevano perch presenziasse a una festa nuziale musulmana. Mecina era una delle tante localit che si erano arrese al marchese e, poich tutti i cristiani erano fuggiti a causa delle stragi, godeva di una tregua passeggera. Aben Humeya, sempre pronto a partecipare a un banchetto anche nelle circostanze peggiori, non voleva perdersi la festa.
Tirandosi dietro la mula, da solo, attento a qualsiasi movimento sospetto, Hernando prese la via di Mecina per riferire al re il risultato della missione. Usc da Adra con la stessa rapidit con cui la fusta procurata da Zahir aveva preso il largo nelle acque scure della notte, senza navi cristiane lanciate allinseguimento e nessuna falla tappata con cera che potesse farla colare a picco. L sulla spiaggia, insieme al vecchio e a un paio di pescatori, aveva pregato Dio affinch la missione di al Hashum, che trasportava loro dei moriscos, andasse a buon fine. Poi part, contro il parere di Zahir, con il chiaro di luna. Aveva fretta di tornare: voleva vedere Fatima e la madre quanto prima.
Fece il cammino a ritroso nascondendosi a tutti e tutto, spiluccando il pane azzimo e la carne conservata che gli aveva procurato la moglie di Zahir, senza mai smettere di pensare a Fatima e a sua madre, e a quellesercito cos lontano dalle coste granadine che sarebbe dovuto venire a liberarli.
Ma nelle loro traversate notturne, n Hernando, n Aben Humeya, n tanto meno al Hashum potevano immaginare che sia Uluch Ali, beylerbey di Algeri, sia il sultano della Sublime Porta avevano dei progetti loro. Infatti, appena erano arrivate le prime notizie della rivolta moresca, il beylerbey di Algeri aveva fatto un appello al suo popolo per accorrere in aiuto degli andalusi, ma vedendo il numero di uomini in armi che avevano risposto con entusiasmo e si erano presentati alladunanza, aveva deciso che era meglio servirsene per i suoi scopi e si era lanciato alla conquista di Tunisi, allora nelle mani di Muley Hamida. Come contropartita emise un editto con cui autorizzava qualsiasi avventuriero a partire per la Spagna e concedeva il perdono a tutti i fuorilegge pronti ad arruolarsi per partecipare 
alla guerra di al Andalus. Mise inoltre a disposizione una moschea in cui radunare tutte le armi ed erano molte con cui i fratelli nella fede degli andalusi avessero voluto contribuire alla rivolta, anche se poi si sarebbe deciso a venderle anzich donarle. Lo stesso dicasi per il sultano, a Costantinopoli: la rivolta dei moriscos spagnoli apriva un nuovo fronte di guerra per il re di Spagna, e a lui spalancava le porte della conquista di Cipro, impresa che cominci ad approntare dopo aver risposto al suo governatore ad Algeri, ordinandogli di inviare, in semplice segno di buona volont, duecento giannizzeri turchi in al Andalus.
Mano a mano che si avvicinava a Mecina, Hernando sentiva melodie di liuti e dulciane. Le case del paese, come in quasi tutte le Alte Alpujarras, erano abbarbicate una sullaltra a ridosso dei contrafforti della Sierra Nevada. Ce nerano anche di grandi, come quella di Aben Aboo, cugino di Aben Humeya, di cui questultimo si serviva come rifugio. Era ormai buio quando Hernando leg la mula ed entr a Mecina. Il rumore di gozzoviglie guid i suoi passi. Non riusciva a smettere di pensare che tra poco avrebbe rivisto Fatima, che doveva essere ancora nellaccampamento sulle montagne. Cosa le avrebbe detto? Come si sarebbe giustificato?
Giunse appena in tempo per vedere la sposa, tatuata con lhenn e vestita con una tunica, condotta a casa dello sposo seduta sulle mani intrecciate di due suoi parenti, a occhi chiusi e senza che i piedi toccassero mai per terra. Si un allallegra comitiva. Le donne erano ancora impegnate nelle acclamazioni e negli ululati tipici delle nozze, in osservanza alla legge musulmana secondo la quale i matrimoni dovevano essere pubblici e manifesti. Nessuno a Mecina avrebbe potuto affermare che, dopo le esortazioni di rito ai contraenti, quella unione non fosse stata resa pubblica. La sposa giunse alla porticina della casa a due piani del promesso con la gente che si accalcava nel vicolo, e qualcuno le porse un martello e un chiodo che la giovane piant nella porta. Poi, accompagnata dalle grida dei presenti, fece il suo ingresso nel nuovo focolare con il piede destro.
Poi venne condotta da tutte le donne che riuscirono a entrare 
al talamo, al piano superiore, dove lei doveva coprirsi con un lenzuolo bianco e l, distesa immobile, aspettare in silenzio e a occhi chiusi, mentre le donne le offrivano doni. Presagendo la sconfitta e il ritorno di sacerdoti e beneficiati, pronti a far rispettare gli editti e gli ordini che interdivano usi e costumi del loro popolo, si aggrappavano ai loro riti ed entrarono in casa a viso coperto, per poi scoprirlo nellintimit della camera nuziale, dove non cerano uomini.
Hernando ebbe qualche problema a raggiungere la porta dingresso: in molti, troppi per quel piccolo spazio, cercavano di entrare insieme allo sposo nelle stanze al pianoterra.
Devo vedere il re, disse alle spalle di un vecchio che gli sbarrava la strada.
Luomo si volt e lo trapass con lo sguardo di un paio docchi ormai stanchi. Poi lo abbass sulla scimitarra che il ragazzo portava alla cintola. Nessuno andava in giro armato a Mecina.
Qui non c nessun re, lo rimbrott. Tuttavia, gli fece largo e sollecit chi lo precedeva a imitarlo. Non dimenticartene, sottoline quando Hernando gli pass di lato. Qui non c nessun re.
Dopo che il messaggio si trasmise di bocca in bocca lungo la coda di gente in attesa, Hernando riusc a introdursi nella minuscola stanza dove gli uomini si assiepavano intorno allo sposo. Non gli fu facile trovare Aben Humeya. Prima scopr Brahim intento a mangiare dolci mentre chiacchierava e rideva in compagnia di alcuni monfi dellaccampamento, che lui conosceva di vista. Brahim sembrava contento, pens, quando i loro sguardi si incrociarono. Distolse lo sguardo dal patrigno e incroci quello di Aben Humeya, che lo riconobbe allistante. Il monarca era vestito semplicemente, come uno dei tanti moriscos di Mecina. And da lui.
La pace sia con te, ibn Hamid, disse il re. Che notizie mi porti?
Hernando gli fece un resoconto del viaggio.
Ne sono lieto, lo interruppe Aben Humeya con un cenno della mano quando il ragazzo gli conferm che, con laiuto di Dio, al Hashum doveva essere ormai sbarcato in Berberia. Bench giovane, sei u n servitore fedele. Lo avevi gi dimostrato. 
Ti devo di nuovo riconoscenza e ti ricompenser, ma ora godiamoci la festa. Vieni con me.
Gli uomini stavano gi salendo al piano superiore, dove li aspettavano le donne con il volto coperto. Quasi tutti recavano un dono: cibarie, monete, utensili da cucina, pezze di stoffa... che consegnavano alle due maestre di cerimonie, le quali, come conveniva al loro ruolo, stavano in piedi ai due lati del letto. Hernando non aveva nulla da regalare. Solo i parenti pi prossimi potevano pretendere di vedere la sposa, coperta e silenziosa sotto il lenzuolo bianco. Quella prerogativa fu concessa anche al re, che premi la sposa con una moneta doro, e le maestre di cerimonia alzarono il drappo al cospetto di Aben Humeya.
Mangiamo, disse il re, dopo aver reso i dovuti onori.
La festa, vista la modestia della casa dei novelli sposi, si trasfer nelle strade e nelle altre abitazioni. Le donazioni finirono e la coppia si chiuse in casa, preparandosi agli otto giorni di prammatica nel corso dei quali al loro mantenimento avrebbero pensato i familiari. Aben Humeya ed Hernando si diressero allora a casa di Aben Aboo, dove si stava cuocendo un agnello, al suono di liuti e timpani. Era una casa ricca, con mobili e arazzi, profumata e con servitori. Brahim faceva parte del gruppo di uomini di fiducia che li scortava.
Prima che le donne si ritirassero in una stanza a parte, Hernando cerc la madre. Non sapeva se era scesa in paese con il patrigno e desiderava vederla. Ma tutte avevano il viso coperto e la maggior parte aveva la stessa costituzione di Aisha. Brahim stava sempre ridendo insieme ad altri uomini in un angolo del giardino, sotto un grande gelso: il suo viso, attraente e cotto dal sole, sembrava pi giovane in quei giorni. Hernando non lo aveva mai visto cos contento. Decise di unirsi al gruppetto.
La pace sia con te, disse. Erano tutti pi alti di una testa e lui esit prima di continuare, ma poi si decise: Brahim, dov mia madre?
Il patrigno lo guard, come se non si aspettasse di vederlo l.
Sulla sierra, rispose, facendo per voltarsi e riprendere la chiacchierata. A badare ai tuoi fratelli e al figlio di Fatima, aggiunse, come di sfuggita.
Hernando ebbe un tuffo al cuore. Cosa ne era stato della ragazza?
Del figlio di Fatima? E perch? balbett.
Brahim non si prese la briga di rispondere, ma uno degli uomini del gruppo lo fece per lui.
Per farla breve: il tuo nuovo fratello, disse scoppiando in una risata e dando una gran pacca sulla spalla del mulattiere.
Co... come? riusc a chiedere il ragazzo; il tremito improvviso delle ginocchia sembrava essersi trasmesso alla voce.
Brahim si volt verso di lui. Hernando gli lesse negli occhi la soddisfazione.
Il tuo patrigno, rispose un altro, ha chiesto al re la mano della ragazza. Hernando non riusciva a dare un senso a quelle parole. La sua espressione doveva essere talmente incredula che il morisco si sent in dovere di spiegarsi meglio: E' arrivata notizia che suo marito  morto a Flix, e in mancanza di parenti che si possano prendere cura di lei, tuo padre si  presentato dal re. Congratulazioni, ragazzo! Avrai una nuova madre.
Hernando sent la bile salirgli in bocca. La nausea lo colse impreparato e corse al lato opposto del giardino, sbattendo contro gli uomini fermi in attesa che lagnello sul suo spiedo fosse cotto a puntino. Non vomit. I conati si susseguirono provocandogli delle terribili fitte allo stomaco. Fatima! La sua Fatima in sposa a Brahim?
Qualcosa non va, ibn Hamid?
La domanda glielaveva fatta il re, che gli si era avvicinato. Aveva unespressione preoccupata. Hernando si pul la saliva agli angoli della bocca con il braccio; fece un profondo respiro prima di parlare. Perch non dirglielo?
Vostra Maest ha detto che mi era riconoscente...
Cos .
Ho bisogno di un favore, aggiunse compunto.
Prima ancora che Hernando concludesse la storia, Aben Humeya stava gi sorridendo: proprio a lui venivano a raccontare storie damore? Dando dimostrazione del suo carattere volubile, prese il ragazzo per un braccio e si diresse a passo sicuro verso il gruppo di uomini che chiacchieravano e ridevano.
Brahim! chiam ,i gran voce. Il mulattiere si volt; la sua espressione si alter nel vedere insieme il re e il suo figliastro. Ho deciso di non concederti la mano di quella ragazza. 
Qualcuno a cui il nostro popolo deve molto lha reclamata per s: tuo figlio, a cui la concedo.
Il mulattiere strinse i pugni, cercando di reprimere lira che si rifletteva nella tensione di tutti i muscoli del corpo. Era al cospetto del re! I moriscos fissarono Hernando e ammutolirono.
Ora, riprese Aben Humeya, facciamo onore allospitalit di mio cugino Aboo! Mangiate e bevete! 
Hernando segu Aben Humeya, che si ferm solo qualche passo pi in l per conferire con uno dei capi monfi. Il ragazzo non ud la conversazione: il respiro accelerato glielo impediva. Con la coda dellocchio per vide Brahim che, fuori di s, lasciava la casa di Aben Aboo.
Non riusc a vedere Fatima. Durante il banchetto le donne rimasero nascoste dentro labitazione. Hernando rifiut di bere altro se non acqua fresca e pura, dopo aver controllato che non fosse torbida a causa della pasta di hashish, ma aveva la testa in fiamme. A mano a mano che la gente cominciava ad andarsene, il ragazzo vedeva avvicinarsi il momento in cui avrebbe dovuto dare spiegazioni a Fatima. Aben Humeya aveva detto che lui laveva reclamata per s.:. e che gliela concedeva! Ci significava che doveva sposarla? Lui voleva solo che ... che non sposasse Brahim! Nel corso della notte, furono in molti quelli che lo guardarono parlottando; ci fu anche chi lo segn a dito. Tutti i presenti lo sapevano! Come spiegarlo a Fatima...? E Brahim? Come avrebbe reagito, vedendosi privato di Fatima? Il re era dalla sua parte, per...
Restava poco pi di una decina di uomini in casa di Aben Aboo, e tra loro Aben Humeya, lo Zaguer, Dalay, il capitano di Mecina, quando vi irruppe un soldato moresco.
I cristiani ci hanno circondati! rifer al re. Un drappello di uomini si  diretto alla volta di Vlor e un altro  sopra a Mecina, spieg davanti allespressione impaziente di Aben Humeya. Ci vengono addosso. Ho sentito gli ordini dei loro capitani.
Aben Humeya non dovette dare ordini. Tutti coloro che non erano abitanti di Mecina e quelli che non erano sotto la protezione del marchese scavalcarono il muro di cinta, per non usare la porta, e sparirono nella notte diretti alla sierra.
Dun tratto Hernando si ritrov solo in giardino, insieme ad Aben Aboo.
Scappa! lo sollecit il capo moresco indicandogli il muretto.
Le donne che erano ancora allinterno uscirono tutte assieme, a faccia scoperta. Per la fretta non si erano velate.
Fatima! grid Hernando.
La ragazza si ferm. Hernando vide brillare i suoi grandi occhi neri alla luce di una fiaccola. In quel momento un gruppo eli cristiani fecero irruzione nel giardino e travolsero le donne. In quei preziosi istanti di caos, mentre i cristiani si liberavano delle moriscas, lui corse da Fatima, la afferr e sgattaiol di nuovo in casa. Dal giardino provenivano le grida dei soldati.
Dov Fernando di Valor e Cordova, ingiustamente chiamato re di Granada?
Fu lultima cosa che Hernando sent prima di sgusciare con Fatima fuori dalla finestra sul retro, affacciata sulla strada.
Non erano soldati. Lesercito del marchese di Mondjar si era sciolto dopo aver raccolto un cospicuo bottino in una spedizione punitiva sulle Gujaras. La maggior parte degli uomini che quella notte erano partiti dallaccampamento cristiano per porre sotto assedio Aben Humeya erano avventurieri, attratti dai guadagni che la guerra aveva procurato a quanti fino ad allora vi avevano partecipato; uomini di scarsa esperienza e ancor meno scrupoli, il cui unico obiettivo era accumulare il maggior gruzzolo possibile.
Vlor fu saccheggiata. Gli anziani del paese andarono incontro ai cristiani e offrirono loro cibarie, ma questi li ammazzarono e irruppero con violenza in paese. Mecina subiva la medesima sorte. Gli avventurieri, allo sbaraglio, uccidevano gli uomini, depredavano le case e facevano prigioniere le donne e i bambini per venderli come schiavi.
Nel giardino di Aben Aboo si era radunato un manipolo di soldati che avevano setacciato inutilmente la casa in cerca di Aben Humeya.
Dov Fernando di Vlor? insisteva uno di loro colpendo in faccia Aben Aboo con il calcio dellarchibugio.
I colpi si susseguirono ma, ci nonostante, il morisco rimase in silenzio.
Parlerai, maledetto eretico! ringhi ti i caporale dalla barba folta e i denti neri. Spogliatelo e legategli le mani dietro la schiena! ordin ai soldati.
I soldati gli portarono Aben Aboo, nudo e incaprettato, e il capo lo spinton a colpi di archibugio fino al gelso che si ergeva nel giardino. Prese una corda sottile e la lanci al di sopra di un ramo finch unestremit cadde sulla testa del morisco. Il caporale gli si avvicin, raccolse la corda e fece per legargliela al collo.
Aben Aboo gli sput in faccia. Laltro giocherell con la corda sul collo del morisco, senza dar importanza allo sputo.
Non sarai cos fortunato, gli assicur.
Allora punt un ginocchio in terra e leg la corda allo scroto di Aben Aboo, al di sopra dei testicoli. Il morisco represse un urlo di dolore quando il capo strinse il nodo.
Rimpiangerai che non te labbia legato al tuo sporco gozzo, sibil mentre prendeva laltro estremo della corda.
La tir. Il morisco si alz sulla punta dei piedi mano a mano che la corda lo sollevava in alto. Quando il barbuto fu sicuro che Aben Aboo non poteva allungarsi oltre senza perdere lequilibrio, consegn lestremo della corda a uno dei soldati, che la leg stretta al tronco del gelso.
Parlerai, bastardo maomettano. Parlerai fino a rinnegare la tua setta e il tuo Profeta, gli vomit in faccia, avvicinandosi a lui. Parlerai fino a insultare il vostro Allah, il cane del tuo Dio, feccia immonda...
Aben Aboo sferr un potente calcio con la destra nei testicoli del capo, che si pieg in due per il dolore. Cos facendo, per, il morisco non pot mantenersi in equilibrio e cadde.
Lo scroto si tranci di netto, i testicoli volarono in aria e schizzarono di sangue chiunque si trovasse sotto il gelso. Aben Aboo rest rattrappito a terra.
Muori dissanguato da quel maiale che sei, farfugli il caporale, ancora dolorante.
In nome di Allah, che Aben Humeya viva e che io muoia! riusc a dire Aben Aboo.
Dopo aver lasciato il banchetto, Brahim aveva vagato per Mecina in cerca di hashish e di qualche donna ben disposta tra le varie feste in onore dei novelli sposi, per dimenticare la prepotenza del re. Trov tutte e due le cose. Ma, notando il saccheggio per mano dei cristiani, pens che quello scompiglio potesse offrirgli lopportunit di vendicarsi di Hernando e torn a casa di Aben Aboo, evitando le luci delle fiaccole.
Giunse proprio mentre i soldati lasciavano la casa dopo aver fatto incetta di bottino. Brahim entr e rinvenne il cugino del re che stava morendo dissanguato nel giardino.
Lasciami morire, lo implor Aben Aboo.
Brahim non lo ascolt. Lo port in casa, lo stese su un letto e corse a cercare aiuto.
...
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15.
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Crudele condizione  quella dei nostri nemici desiderosi di tenerci in pugno, offesi come sono. Affrettiamo dunque il passo, e con spirito virile teniamo loro testa con una morte onorata, difendendo le donne e i figli nostri, e facendo tutto quanto  in nostro potere per salvare la vita e lonore che i nostri natali ci impongono di difendere.
Luis de Mrmol, Historia de la rebelion y castigo de los moriscos de Granada.
Hernando e Fatima scapparono da Mecina attraverso i campi immersi nel buio, salendo verso la sierra. Incespicarono e caddero pi volte. Solo quando la sarabanda sollevata nel paese dai saccheggiatori divenne quasi impercettibile, si fermarono a riprendere fiato. Hernando fece per avvicinarsi a Fatima, ma lei lo ferm.
La morte  una lunga attesa, gli disse. Non ricordi?
L, in cima a un crepaccio, circondati da prati scoscesi e vegetazione, 
la luna sembrava voler illuminare solo i loro volti.Io... cerc di scusarsi Hernando.
Il tuo patrigno ha chiesto la mia mano al re, lo interruppe lei, e...
Il re ha ritrattato,
Avrebbe voluto vedere tremolare il riflesso della luna sul viso della ragazza, i suoi denti bianchi che risplendevano sotto quella luce ambrata o il luccichio dei suoi occhi neri, ma trov solo un volto impassibile e un silenzio raggelante.
Lha concessa a me, confess il ragazzo.
Trascorsero alcuni istanti; nessuno dei due parlava.
Allora sono tua. Lo disse senza emozione, sferzando con
le sue parole laria fredda che li separava. Mi hai salvato la vita tante volte... e oggi ancora. Prendimi come ha detto il Profeta, ma...
Basta! 
Puoi avere me, ma non avrai mai il mio cuore.
No! 
Hernando si gir e fece qualche passo. Non avrebbe mai voluto sentire quella frase. Cosa poteva dirle, per spiegarle il comportamento di quella notte? Niente, concluse.
Cerca di mettere i piedi dove li metto io, lavverti allora forzando la voce, abbattuto, cercando di non farsi vedere in viso, prima di riprendere la strada verso la vetta. Potresti cadere gi.
Nei trenta giorni che era durato il viaggio di Hernando a Adra, Brahim aveva trovato alloggio in una delle molte grotte sopra a Vlor e Mecina, proprio come Aben Humeya e tutti quelli che gli erano ancora fedeli.
Giunti sulla catena montuosa, con le vette coperte della neve di febbraio, fu la ragazza a guidare Hernando alla grotta; al chiaro di luna si scorgeva la fila di mule, vicino allingresso. Hernando fece per avvicinarsi. Fatima esitava davanti allimboccatura, senza trovare il coraggio di entrare.
Brahim? La voce precedette la comparsa di una figura umana che si stagliava contro la bocca della caverna. Era Aisha.
No. Sono Fatima. C ibn Hamid con me. Lui... Brahim? E' tornato?
No. Non  ancora tornato.
Fatima si affrett a entrare.
Aspetta, io...! cerc di trattenerla Hernando.
La ragazza non rallent nemmeno il passo.
Aisha rimase ferma come una statua davanti al figlio.
Mi dispiace, madre, sussurr lui. Sono stato costretto a partire. Eseguivo gli ordini del re. Brahim non te lha detto?
Sua madre lo strinse in un abbraccio, quasi suo malgrado. Poi, asciugandosi le lacrime e scuotendo la testa, si stacc da lui e segu la ragazza dentro la grotta buia; Hernando rimase solo, con le braccia penzoloni lungo il corpo. Not la carovana di
mule e la raggiunse. Pass le bestie una a una in cerca della Vecchia, che sbuff e gir docilmente il collo per ricevere le carezze che il ragazzo avrebbe voluto riservare alla madre.
Brahim torn soltanto dopo quindici giorni, quelli necessari perch Aben Aboo, al fianco del quale era rimasto tutto il tempo, si ristabilisse. In quel lasso, Hernando non entr mai nella grotta. Dormiva alladdiaccio senza che Aisha o Fatima gli rivolgessero la parola, a parte le prime e uniche indirizzategli dalla madre il mattino dopo, nel servirgli del cibo, vicino alle mule.
Te ne sei andato senza dare spiegazioni. Hernando balbett una scusa, ma Aisha gli imped di continuare con un brusco movimento della mano. Sei scappato, e cos facendo hai lasciato via libera alla lascivia di tuo padre, di cui eri perfettamente al corrente. Glielhai consegnata. Hai abbandonato come un vigliacco Fatima nelle mani del tuo patrigno... e me con lei.
Non sono scappato! Il re mi aveva affidato una missione; Brahim era informato di tutto e mi ha promesso che te lo avrebbe detto! riusc a spiegare il ragazzo. E, quanto a Fatima... ho sistemato tutto. Il re ci ha ripensato: Fatima non dovr pi sposarsi con Brahim.
Aisha scosse la testa, la bocca serrata e il mento tremante, prima di voltarsi per nascondere le lacrime che le salivano agli occhi.
Hernando tacque, colpito dalla reazione della madre.
Non sai quel che dici, singhiozz Aisha. Non riesci a capire le conseguenze del voltafaccia del re.
Aisha non pianse quando Brahim la percosse con violenza. Lo fece al suo arrivo, ancora fuori dalla grotta, sotto gli occhi di Fatima, dei bambini e di alcuni moriscos che condividevano con loro lalloggio e le scarse provviste di cui disponevano. Hernando vide la madre accasciarsi e snud la scimitarra.
E' mio marito! lo blocc Aisha riversa a terra.
Brahim e il figliastro si sfidarono con lo sguardo per alcuni istanti. Alla fine il ragazzo abbass gli occhi: quella scena lo riportava allinfanzia e, suo malgrado, si sent di nuovo impotente 
davanti allodio viscerale che lesse negli occhi del patrigno; un odio cui poteva dare libero sfogo. Il mulattiere approfitt di quel momento di esitazione per abbattere il ragazzo con un possente pugno; poi si scagli su di lui e continu a colpirlo con furore. Hernando non oppose resistenza. Meglio questo che veder picchiare la madre.
Non ti avvicinare a Fatima! sussurr Brahim, sudato per i colpi che gli aveva appena inferto. O sar tua madre ad assaggiare questi pugni... Sono stato chiaro? Il re ti stima, bastardo nazareno, ma nessuno oser protestare per come un morisco tratta la moglie. Non voglio pi vederti in casa mia.
Era vero che Aben Humeya, malgrado altri difetti, aveva dimostrato una certa predilezione per il giovane mulattiere. Dopo lattacco di Mecina, il re si era informato sulla sorte di Hernando. Lo aveva fatto cercare ed era stato felice di scoprire che era sano e salvo. Gli aveva sorriso e gli aveva chiesto di Fatima Hernando aveva risposto con una frase inintelligibile che .Aben Humeya aveva imputato alla timidezza, e poi gli aveva ordinato di badare alle bestie.Abbiamo bisogno della tua esperienza con i cavalli, aveva spiegato. `fl avevo detto che gli uomini sarebbero tornati, te lo ricordi?
E infatti fu cos. Nelle due settimane precedenti Hernando aveva notato che il numero dei cavalli aumentava. I moriscos tornavano sulle montagne con il loro re e gli giuravano fedelt fino alla morte.
Il marchese di Mondjar  stato destituito da capitano generale del regno e lo hanno chiamato a corte, gli spieg un giorno il Gironcillo mentre gli ferrava il sauro, che ancora reggeva il peso dellenorme monfi e del suo archibugio, con la canna pi lunga di tutte le Alpujarras. Hernando, con lo zoccolo del cavallo appoggiato a una coscia, alz la testa. Hanno vinto gli scribacchini e i legulei della Cancelleria, gli stessi che ci hanno tolto le terre e che hanno subito trasmesso al re il loro disappunto per il perdono che il marchese concedeva al nostro popolo. Vogliono sterminarci! 
Con un cenno della mano, Hernando sollecit il Gironcillo a passargli il ferro.
Chi  che comanda le truppe cristiane, ora? chiese il ragazzo prima di battere il chiodo che doveva fissare il ferro allo zoccolo.
Il Gironcillo osserv la perizia del giovane mulattiere.
Il principe Giovanni dAustria, rispose dopo lultima martellata, figlio bastardo dellimperatore, fratellastro di re Filippo secondo, un giovincello tronfio e altero. Dicono che il re abbia ordinato di far venire in Spagna la fanteria e le galee di Napoli perch si mettano agli ordini del principe, del duca di Sessa e del gran commendatore di Castiglia dellordine di Santiago. La cosa si fa seria.
Hernando lasci la zampa del sauro e si mise in piedi davanti al monfi; malgrado i rigori dellinverno, aveva la fronte imperlata di sudore.
Se  cos seria, perch tutti i moriscos tornano qua? Forse sarebbe meglio accettare la resa, no?
Fu un sellaio giunto da poco sulla sierra, che Aben Humeya aveva incaricato di occuparsi di freni, finimenti e selle, a rispondere. Luomo si stava avvicinando, attirato dalle spiegazioni del Gironcillo.
E' quello che abbiamo fatto, berci ancor prima di raggiungerli.Alcuni di noi hanno accettato la resa, e cosa abbiamo ottenuto? Che ci derubassero. Che ci ammazzassero e riducessero in schiavit le nostre mogli e i nostri figli. I cristiani non hanno rispettato la grazia concessa dal marchese di Mondjar. Meglio morire lottando per la nostra causa che a tradimento e per mano di canaglie.
Il principe e le nuove truppe impiegheranno un bel po per raggiungere Granada, intervenne il Gironcillo. Nel frattempo, non c pi nessuna autorit. Mondjar  stato messo da parte, Vlez  stato abbandonato dal grosso dellesercito e non sa ancora che ruolo avr in futuro nella guerra. Migliaia di soldati allo sbando battono le Alpujarras: saccheggiano, catturano e uccidono quelli che non si sono uniti alla rivolta. Vogliono arricchirsi e tornare a casa prima che Giovanni dAustria prenda in mano le redini della situazione.
Ci che circa quattro mesi prima si era prospettato come uninsurrezione in difesa dei costumi, della giustizia e dello stile di vita tradizionale dei musulmani, prendeva ora la forma di
una nuova ribellione, una lotta per la vita e la libert. La resa e la sottomissione portavano solo morte e schiavit. E i moriscos di tutte le Alpujarras, con le famiglie al seguito e i fardelli dei loro miseri averi, accorrevano in massa nella Sierra Nevada, dovera il loro re.
Fatima non abbandon Aisha nonostante questa la pregasse di farlo. Brahim la mortificava ogni giorno, facendo sempre in modo che la ragazza fosse presente, come se volesse ribadire che era lei la causa delle disgrazie della donna. Aqil, con i suoi sette anni, imitava il padre e ne cercava lapprovazione comportandosi in maniera violenta e sconsiderata con la madre. Le due donne trovarono sollievo luna nellaltra: Fatima cercava di consolare Aisha in silenzio, standole teneramente vicina, piena di sensi di colpa; Aisha la accoglieva come se fosse una delle sue figlie morte a Juviles, e cercava di convincerla con tutto laffetto possibile che non la considerava responsabile delle sue pene. Non parlavano del loro dolore: lo evitavano come di comune accordo. E a ogni abuso, a ogni insulto, il legame che le univa diventava sempre pi stretto.
Quando finiva il suo lavoro con i cavalli, Hernando vestiva il ruolo di uno spettatore roso dai rimorsi. Aisha non gli permetteva di intervenire per mitigare la violenza di Brahim; e non poteva avvicinarsi a Fatima, che comunque sembrava ancora risentita. E tuttavia, siccome non poteva rinunciare alle due sole persone che amava, restava fuori dalla grotta, allerta, attento a che il patrigno rispettasse il patto di non malmenare la moglie, impugnando lelsa della scimitarra di Hamid ogni volta che Brahim si aggirava l attorno e sentiva gli insulti che rivolgeva a sua madre. Fatima non gli aveva pi parlato; era Aisha che; in silenzio, gli portava da mangiare ogni notte.
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E quando nella sierra risuonava la chiamata alla preghiera, vi si immergeva, devoto. Una notte... invoc addirittura la Vergine dei cristiani. Andrs, il sacrestano di Juviles, gli aveva assicurato che la Vergine poteva intercedere di fronte a Dio. Le si raccomand, ricordando anche gli insegnamenti di Hamid. Noi musulmani difendiamo Maryam, crediamo nella sua verginit. S, aveva insistito il faqih davanti allespressione stupi ta del suo pupillo, lo dicono il Corano e la Sunna. Non ascoltare chi ne offende purezza e castit; sono in molti, malo fanno solo perch hanno scordato i nostri precetti... per contrastare ancor di pi i cristiani, per umiliarne ancora di pi il credo. Ma qui si sbagliano: Maryam  uno dei quattro modelli perfetti di donna ed  vero che partor Isa, colui che essi chiamano Ges Cristo, senza perdere la verginit. Perci Isa ne prese le difese quandera ancora in fasce. Come ci insegna il Corano, Isa, neonato, subito parl e difese la verginit della madre dagli insulti dei suoi familiari, increduli di fronte a quel parto. Nonostante la fede cieca in Hamid, Hernando si era mostrato riluttante, e ascoltava a occhi socchiusi. Come potevano i moriscos prendere le difese della madre del dio cristiano? Pensa, aveva aggiunto Hamid per convincerlo, che quando il Profeta riusc finalmente a conquistare La Mecca e fece il suo ingresso trionfale nella Kaaba, ordin che venissero distrutti tutti gli idoli: Hubal, patrono della Mecca, Wad, Suwaa, Yagut, Yahuq, Nasr e tanti altri, e furono anche cancellate tutte le pitture murali... eccetto quella che aveva sotto gli zoccoli del suo cavallo: era un ritratto di Maryam e di suo figlio. Tieni conto, aveva sottolineato tutto serio che Maryam non fu macchiata dal peccato originale; era nata pura, come sostengono il Corano e la Sunna.
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Ma non era stato uno dei sacerdoti del figlio di Maryam a violentare sua madre quando era ancora una bambina indifesa? si era chiesto mentalmente Hernando quella notte. Non cera lui allorigine del dramma della madre? Il patrigno glielo urlava sempre: il Nazareno! E lui ascoltava serrando i pugni, piantandosi le unghie nei palmi. Lo sentivano tutti! E se non avesse goduto del favore di Aben Humeya, sarebbe stato quello il trattamento riservatogli dagli altri moriscos. Lo sentiva: li vedeva guardarlo di sottecchi e mormorare alle sue spalle. Ma n il dio dei cristiani, malgrado la implorata intercessione di Maryam, n quello dei musulmani accorsero in aiuto di Aisha... di Fatima o suo.
Passavano i giorni e Aben Humeya approfitt dellindecisione dei nemici e dellappoggio incondizionato dei suoi per riorganizzarsi e, soprattutto, riarmarsi. Nomin nuovi governatori dei distretti delle Alpujarras e stabil un sistema fiscale per la sua corona: il decimo della frutta e del raccolto e il quinto del bottino che avrebbero strappato ai cristiani. Lera della navigazione era agli albori: avventurieri, corsari e giannizzeri accorrevano in al Andalus in aiuto dei loro fratelli. Finalmente gli abitanti delle Alpujarras cominciarono a vedere i soldati della Sublime Porta di cui tante volte avevano favoleggiato!
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Il re di Granada e Cordova ottenne due importanti vittorie sulle truppe cristiane che infervorarono i suoi: una a Orgiva, sulla fanteria del principe, e laltra proprio al passo della Ragua, su un centinaio di soldati del marchese di Vlez.
A tali scaramucce fece seguito un periodo di calma nelle Alpujarras, tanto che Ugijar divenne sede di un mercato importante almeno quanto quello di Tetuan. Laffluenza di mercanti e lattivit commerciale spinsero Aben Humeya a creare una dogana per la riscossione di imposte, viste le tante transazioni che vi si eseguivano.
Le due vittorie inoltre portarono nelle stalle, il regno di Hernando, un gran numero di cavalli sottratti ai cristiani.
Devi imparare a montare, gli disse un giorno il re in persona, venuto a ispezionare le condizioni dei cavalli, con la scorta degli archibugieri della guardia del corpo creata espressamente per la sua sicurezza. Solo cos potrai conoscerli a fondo. E poi... aggiunse con un sorriso, i miei uomini di fiducia devono seguirmi a cavallo.
Hernando guard gli animali. Ne aveva montato uno solamente una volta, insieme al Gironcillo, fuggendo da Tablate, eppure... cosera in quelluomo a ispirargli fiducia? Il suo sorriso? Volse la testa verso il re. Il suo portamento da cavaliere ventiquattro di Granada e sovrano dei moriscos? Il suo garbo e la sua gagliardia?
Aben Humeya stava ancora sorridendo.
Avanti, lo incit.
Il re lo lasci scegliere ed Hernando mise le briglie a un cavallo morello che riteneva il pi mansueto e docile di quelli che accudiva. Bast stringere il sottopancia perch i riflessi rossicci sul pelo nero dellanimale prendessero vita e mandassero lampi di luce sotto il sole della Sierra Nevada. Esit prima di portare
Il piede alla staffa; cavaliere e cavallo avevano il respiro accelerato. Infil il piede sinistro e prese lo slancio con la gamba destra, ma proprio in quel momento il morello nitr e part al galoppo.
Non riusc a tenerlo e alla seconda falcata cadde di schiena e ruzzol in mezzo ai sassi e alla sterpaglia. Aben Hurneya volle aiutarlo ma Hernando scatt in piedi, tutto dolorante, e rifiut la mano che il re gli tendeva. Alcuni archibugieri ridevano.
Lezione numero uno, gli disse Aben Humeya. Non sono stupide mule n somari. Non devi mai dar per scontato che un cavallo si comporter allo stesso modo quando sei a terra e quando gli sei in groppa. Hernando lo ascoltava con lo sguardo fisso sul morello. Il cavallo brucava con gusto alcuni cespugli pochi passi pi in l. Riprovaci, aggiunse il re.Ci sono due modi di montare a cavallo: uno, a staffe lunghe, quello usato dai cristiani di tutti i paesi, forse dai castigliani un po meno, visto che hanno imparato da noi, e hanno grandi e pesanti armature che impediscono loro molti movimenti. Quando Diavolo Testa di Ferro monta sui suoi cavalli, questi tremano e si pisciano addosso. Lho visto con i miei occhi. Li doma e sottomette con crudelt... la stessa che riserva agli uomini. Noi, i musulmani, montiamo in maniera diversa, a staffe corte, come fanno i berberi del deserto, guidando il cavallo con gambe e ginocchia e non solo con le briglie e gli sproni. Sii duro, se devi, ma soprattutto, sii intelligente e sensibile. Solo con queste virt riuscirai a importi.
Hernando fece per andare a prendere il morello, ma il re lo richiam.
Ibn Hamid, hai scelto un animale dal mantello nero. I colori dei cavalli corrispondono ai quattro elementi: aria, fuoco, acqua e terra. I morelli, come questo, hanno preso il loro colore dalla terra e sono malinconici, per questo pu sembrarti tranquillo, ma sono anche subdoli e imprevedibili, per questo ti ha disarcionato.
Dopo queste parole, il re gli diede le spalle e lo lasci solo con i cavalli e con il dubbio su quali fossero le caratteristiche tipiche degli altri mantelli e che virt e difetti si attribuissero loro.
Tutti i giorni, fosse lora di pranzo o di sera, faceva ritorno
dolorante alla grotta, talvolta arrancando, talaltra zoppicando vistosamente; spesso si vide costretto a mangiare con una mano sola. Ma vuoi per semplice fortuna, vuoi per la sua giovinezza, nessuna delle tante cadute gli provoc fratture preoccupanti. Almeno, quando infilava il piede nella staffa di uno dei cavalli, si dimenticava di Aisha e di Fatima, di Brahim e di tutti i moriscos che sparlavano di lui... ed era proprio quello di cui aveva bisogno.
Capitava anche che il re in persona andasse con lui per insegnargli a cavalcare. Di origini nobili, Aben Humeya era un ottimo cavallerizzo. Tra i due si cre un legame molto simile allamicizia mentre cavalcavano nella sierra. Il re gli parl delle giostre e delle corride a cui aveva partecipato e anche del significato degli altri colori dei mantelli dei cavalli: quelli bianchi, che venivano dallacqua, erano flemmatici, miti e placidi; i fulvi, figli dellaria, dai movimenti misurati, allegri e volubili; i sauri, rampolli del fuoco, collerici, focosi e veloci.
Il cavallo che nel mantello, nella corona degli zoccoli, nelle pastoie e nei garretti, nelle stelle sulla fronte o nei remolini, nella criniera e nella coda riunir tutti i colori, sar il migliore, gli disse un mattino.
Aben Humeya cavalcava tranquillamente su un sauro bruciato; Hernando lottava come sempre con il morello, che il re aveva deciso di donargli.
Al calar della sera. Hernando tornava con le sue mule alla bocca della grotta. Aisha e Fatima lo vedevano passare a testa bassa, con un saluto a tutti e a nessuno, e rifugiarsi tra le sue bestie, come se tornasse l solo per quello. Per le due donne notavano che il ragazzo non dimenticava mai la sua sciabola, che accarezzava distinto appena udiva la voce di Brahim. Parlava solo con le sue mule, soprattutto con la Vecchia. Tutti i moriscos delle grotte l attorno, alcuni dei quali invidiosi del favore che il re dimostrava al Nazareno, avevano preso le parti di Brahim e, se qualcuno era in dubbio, non voleva certo avere problemi con limponente mulattiere.
Aisha soffriva in silenzio vedendo suo figlio in quello stato, e nemmeno Fatima pot rimanere insensibile alla malinconia che affliggeva Hernando. I primi giorni, la collera laveva indotta ad agire in maniera sprezzante. Quante volte lo aveva
pensato nel mese che era stato via? Quella notte lo aveva atteso: Aisha le aveva trovato del profumo, solo qualche goccia, e lei, appena aveva sentito che la confusione nella tenda del re cominciava a scemare, se lera lasciato colare tra i seni fantasticando sulle carezze di Hernando. Ma lui non si era fatto vedere. Il desiderio si era trasformato in disprezzo: aveva pensato di sputare ai suoi piedi al suo ritorno, voltandogli le spalle, urlando... Colpendolo, persino! Poi erano arrivate le laide molestie di Brahim, i suoi sguardi lascivi, gli strusci, le sue insinuazioni costanti... Quando aveva saputo che Brahim, informato della morte di suo marito e del fatto che non aveva altri parenti, aveva chiesto la sua mano al re, aveva maledetto Hernando, coprendolo di ingiurie tra le lacrime. La notte in cui Hernando laveva salvata a Mecina, informandola della decisione del re, si era sentita offesa e sollevata insieme. Era vero che non avrebbe pi dovuto sposarsi con lodioso Brahim, ma cosa credeva, Hernando? Che lui o il re potessero decidere del suo futuro senza nemmeno prenderla in considerazione?
Ma i giorni passavano e lui tornava sempre per vegliare su di loro, a volte con la schiena dritta, altre zoppicante in seguito a una caduta, rassegnato al disprezzo con cui veniva trattato, ma pur sempre disposto a schierarsi in loro difesa: lo aveva dimostrato sopportando i colpi di Brahim senza protestare. Il Nazareno, lo chiamavano tutti dietro le spalle. Aisha si era sentita in dovere di spiegarle lorigine di quel soprannome, e la ragazza, per la prima volta da quando Hernando era tornato, aveva sentito un nodo serrarle la gola. Aveva forse pensato che anche lei lo disprezzava per quello? Cosa pensava, l, tutto solo con le sue mule?
Una sera, mentre Aisha stava andando a portare la cena al figlio, Fatima le and dietro e le chiese la ciotola. Voleva portargliela lei. Era cos presa dal tremito della propria mano che non si accorse dellespressione preoccupata con cui Aisha reag alla richiesta.
Hernando lattendeva in piedi; non riusciva quasi a credere che fosse Fatima la donna che gli si stava avvicinando.
La pace sia con te, ibn Hamid, esord Fatima quando gli fu di fronte, offrendogli il pasto.
Sgualdrina! grid la voce di Brahim allingresso delle grotte.
La ciotola cadde di mano alla ragazza.
Fatima si volt in tempo per vedere Brahim che, al chiarore del fal, schiaffeggiava di nuovo Aisha. Hernando si allontan di un paio di passi con la mano alla spada, ma riusc a trattenersi. Brahim alz gli occhi e li punt su Fatima, e allora la ragazza comprese la smorfia di Aisha: aveva cercato di avvertirla con lo sguardo. Se lei si avvicinava a Hernando, Aisha ne avrebbe pagato le conseguenze. La faccia di Brahim esprimeva una soddisfazione meschina mentre alzava la mano per abbatterla ancora una volta sulla moglie. Fatima torn di corsa nella grotta. Brahim se la vide passare di fianco e scoppi in una risata fragorosa.
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FINE Parte 1.